Recensione di Samurai Ghost

Copertina Videogioco
  • Piattaforme:

     WII
  • Genere:

     Azione
  • Sviluppatore:

     Namo
  • Lingua:

     Inglese
  • Giocatori:

     1
  • Costo:

     600 Wii Points
  • Data uscita:

     Disponibile
- L'ingresso di un paio di boss è curato - Animazioni scattose
- Gameplay inesistente
- Solo per collezionisti
A cura di (Mauro.Cat) del
Tutte le software house di successo hanno alcuni scheletri nell’armadio. Per qualche ragione, proprio i produttori dai quali ti aspetti solo titoli di qualità pubblicano videogiochi degni dell’Inferno di Dante. Samurai Ghost è un gioco spazzatura che non funziona in niente ed irrita lo sventurato acquirente.
Questo prodotto mi ha incuriosito per lo stile grafico, che richiama la mitologia orientale, e per il protagonista che mi ricorda nello stile il samurai più famoso di casa Namco: il mitico Yoshimitsu di Tekken.
Il titolo pubblicato nel 1992 su Pc Engine, e sviluppato appunto da Namco, è il seguito del quasi sconosciuto Genpei Toma Den. Dallo scorso novembre Samurai Ghost occupa gli scaffali della Virtual Console nella speranza che qualche sventurato lo acquisti all'eccessivo costo di 600 Wii Points.

Non risvegliamo i morti!
La meccanica di gioco ricorda in maniera decisa quella dello strepitoso Super Castlevania IV, ma le somiglianze con quel capolavoro terminano subito. Il protagonista del gioco, un samurai di nome Kagekiyo, deve ritornare dall’oltretomba ed eliminare il perfido Yoritomo che già aveva sconfitto in vita. L’avventura si svolge attraverso sette livelli, troppo uguali tra loro, sparsi per il mondo degli inferi. Ogni livello è suddiviso in qualche breve stage che si conclude una volta attraversata la porta rossa di un tempio. Talvolta il giocatore si trova di fronte ad alcuni bivi che permettono di modificare lievemente l’avventura. Al termine di ogni livello, in tutto ce ne sono sette, si affronta un boss finale e l'intero percorso viene mostrato attraverso gli spostamenti su una cartina che rappresenta appunto il “Lato Oscuro”.
L’avventura comincia con una specie di vecchia strega che ci ordina di partire per questo infernale viaggio. Kagekiyo brandisce una spada ed in rare occasioni si può servire di qualche potere speciale. Alcune candele a bordo schermo indicano il livello di energia del nostro redivivo samurai.
Il titolo raccoglie a piene mani dalla mitologia giapponese e propone nemici classici ma piuttosto vari. Mi hanno convinto alcuni boss, quello della cascata e la dama di neve che giunge in volo formata da un gruppo di farfalle, ed alcuni nemici, il cane che balla ubriaco strappa un sorriso. Tutti i piccoli spunti del gioco sono rovinati da una giocabilità ai minimi storici.

Evitatelo se potete
Da sempre ho diffidato di quei titoli bidimensionali che mostrano uno sprite principale di dimensioni eccessive rispetto alla media. Vedendo un immagine del gioco e l'imponente sprite principale, si potrebbe pensare ad un titolo caratterizzato da una buona grafica. Appena la scena comincia a muoversi però, tutto l’impianto grafico mostra i suoi troppi punti deboli. Le ambientazioni, per quanto pulite ed originali a livello di scelta dei colori, tendono a riciclarsi di continuo ed i livelli si somigliano. Le animazioni sono imbarazzanti ed il povero samurai si muove come se fosse fatto di mattoncini di lego. La gestione dello scattoso personaggio principale risulta complicata e questo rende il titolo quasi ingiocabile. Il controllo della spada, che nei movimenti dovrebbe ricordare minimamente la frusta del già citato Castlevania IV, unito ai basilari movimenti, salto e camminata, è inspiegabilmente mal implementato. Il goffo samurai non riesce ad evitare i nemici, spesso piccoli e veloci, salta in maniera poco controllabile e finisce col perdere energia su energia senza che lo sfortunato giocatore possa farci qualcosa. Anche per questo motivo il livello di difficoltà risulta scalibrato e poco giudicabile. Molte volte anche l’eliminazione di un solo semplice nemico risulta difficoltosa a causa dei controlli non effiaci.
Se a questo si aggiunge un sonoro gracchiante ai limiti del fastidioso ed una scarsa incisività dell'accompagnamento musicale tutto risulta compromesso. Se volete proprio scaricare il titolo e vedere tutti i livelli del gioco, provate a cercare in rete qualche combinazione di tasti da inserire in modo da poter scegliere il livello di difficoltà.
Samurai Ghost è probabilmente uno dei peggiori titoli sviluppati da Namco ed al tempo stesso uno dei meno validi tra quelli presenti sulla Virtual Console. Non si capisce perché un prodotto del genere possa interessare ai giorni nostri ad appassionati che non siano dei collezionisti. Evitatelo e cercate altrove.
Recensione Videogioco SAMURAI GHOST scritta da MAURO.CAT Samurai Ghost è mal programmato, lento, poco divertente e fuori dal tempo. È il classico titolo non riuscito sotto ogni aspetto. Tutto sa di già visto e l’implementazione dei comandi risulta goffa e imprecisa. Giochi come questo fanno male alla Virtual Console ed al mitico Pc Engine che ne aveva ospitato la versione originale. Questo prodotto, insignificante già ai tempi dell’uscita, è irritante. Cercate altrove, risparmiate i vostri sei euro, evitatelo.
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