Recensione di Dragon Blade - Wrath of Fire

Copertina Videogioco Dragon blade
  • Piattaforme:

     WII
  • Genere:

     Avventura
  • Sviluppatore:

     Land Ho!
  • Distributore:

     Halifax
  • Data uscita:

     disponibile
- Brandirete una spada di fuoco
- Immediato
- Tecnica poco curata
- Giocabilità non sempre all'altezza
- I.A. bassa
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A cura di (Darkzibo) del
Ormai i programmatori stanno provando tutti i modi per sfruttare le potenzialità del Wii e non da meno resta questo Dragon Blade - Wrath of Fire, realizzato dal gruppo di sviluppo Land Ho! che sembra promettere all’utente un antagonista all’egemonia che per adesso gode Zelda sulla console di casa Nintendo. Sarà così o ci troviamo di fronte all’ennesimo tentativo mal riuscito ? Per saperlo non vi resta che continuare a leggere.

Un sogno
La storia di Dragon Balde - Wrath of Fire comincia con il nostro protagonista, Dal, che sogna di avere tra le mani una spada dai poteri straordinari. Il trucco del sogno viene impiegato per insegnare al giocatore su come impiegare la spada. Vi saranno concessi attacchi laterali, dall’alto al basso e affondi verso l’avversario o l’oggetto da distruggere, senza contare che ogni due hit (colpi messi a segno) il terzo sarà il cosiddetto colpo di grazia. Per giocare a Dragon Blade sarà necessario il nunchuk e tramite questo muoverete il personaggio mentre, invece, l’impiego del telecomando vi consentirà di brandire la spada. Purtroppo qui cominciano le note dolenti: la spada non risponde alla perfezione ai comandi che gli impartirete e, nonostante l’idea di usare il telecomando Wii per impiegare l’arma bianca sia sicuramente di buon auspicio per gli appassionati del genere, spesso vi troverete a fare i conti con attacchi non voluti. Per capirci meglio: se cercherete un affondo, a volte potrebbe capitare di effettuare un uppercut e spesso i movimenti da destra a sinistra sono in ritardo. Questo inficia di parecchio la giocabilità, e tutta la struttura portante del titolo ne risentirà anche nel proseguo dell’avventura. Sì, perché il sogno di cui si parlava all’inizio è solo il pretesto per farvi capire che, stranamente, sarà proprio Dal il prescelto per salvare il suo mondo. Appena svegliatosi, il nostro protagonista troverà la sua futura sposa: non appena questi intraprendono un discorso riguardo alle loro future nozze, il villaggio viene attaccato da demoni in cerca di un’elsa e, per compiere la loro missione, mettono a ferro e fuoco ogni casa e ne uccidono gli abitanti. Proprio in questo momento Dal percepisce una voce, la medesima del sogno, che gli dice di recarsi presso una pietra dalla quale emergerà proprio la Dragon Blade, la spada comparsa nel sogno, dalla lama formata dalle fiamme. Subito gli si pongono di fronte alcuni nemici ed ecco che si presenta l’occasione di sfruttare la potenza dell’arma e di effettuare alcune evoluzioni atte all’aggiramento dei demoni (che ricordano i mostri finali visti nei Power Ranger, il che non è molto incoraggiante). Con B punterete un vostro oppositore, mentre con C salterete e con A parerete gli attacchi avversari; nel caso riusciate a sferrare un contrattacco mentre il vostro nemico è in procinto di assalirvi, gli infliggerete un danno rilevante. Lungo il vostro percorso troverete squame di drago azzurre e rosse, le prime utili per recuperare energia e le seconde per alimentare la barra della vostra spada. Una volta tornati al villaggio, sarete accolti da una spiacevole sorpresa (che non accenno giusto per non rovinarvela, sempre che vogliate almeno provare questo titolo). Purtroppo, giocando a Dragon Blade, si coglie una certa mancanza di libertà: questo è testimoniato dai percorsi indirettamente guidati, dall’impossibilità di andare dove si vuole e, in alcuni casi, nemmeno di avvicinarsi a certi oggetti o costruzioni che vedrete solo di sfuggita. Senza contare le barriere malefiche che si creano in alcune occasioni e che si dilegueranno non appena avrete eliminato i vostri oppositori in quella zona o se frantumerete il vaso che genera quella barriera. Il tutto sa un po’ troppo di statico, riconducendo la mente a giochi vecchi di due generazioni. In compenso la vostra lama infuocata potrà tornarvi utile in diverse occasioni, soprattutto quando vi fornirà di due braccia giganti circondate dalle fiamme.
Il mondo da esplorare è vasto me è anche suddiviso in livelli che, come detto precedentemente, hanno un percorso fisso nel quale incontrerete nemici di vario tipo, sino ad arrivare al cospetto del boss finale. La longevità si basa molto sui vostri gusti personali, ovvero se saprete affrontare in maniera filosofica il titolo, vi accompagnerà per diverse ore, anche se il livello di sfida si rivelerà sempre piuttosto basso.

Un mondo stretto stretto
Come vi sarete accorti dalle immagini, Dragon Blade – Wrath of Fire non può certo vantare una grafica stratosferica, anche se sembra ricalcare lo stile manga. Questo potrebbe essere provocato dalle potenzialità della console, che, come tutti sanno, non sono certo al livello di PlayStation 3 e Xbox 360. Nintendo ha sempre insegnato che tante volte la grafica conta in minor misura, ma, in questo caso, anche la minor misura non c’entra nulla; qui ci troviamo di fronte a un comparto visivo scialbo, poco caratterizzato e con ambientazioni di dubbia scelta. L’idea di ricreare un mondo fantasy potrebbe rincuorare gli amanti del genere. Purtroppo, come detto poc’anzi, i livelli sono sin troppo semplicistici, ricreati da poligoni ricoperti da texture scolorite e realizzate in maniera frettolosa, tant’è che noterete le sagome bidimensionali delle piante, per esempio. I personaggi non sono da meno, a parte i movimenti facciali che non esistono, risultano ricoperti da texture che vantano una palette di colori davvero ridotta. Non fate affidamento sui nemici, dato che sembrano tolti pari pari dagli episodi più terribili dei Power Rangers: non mancherà il guerriero con la testa di cinghiale, il cattivo con il corpo di un serpente e tanti altri scherzi della natura. Un vero peccato perché il basso livello di giocabilità poteva essere per lo meno celato da una realizzazione tecnica rispettabile. Unica cosa che mi sento di salvare del comparto grafico, è l’effetto dato dalle fiamme e dagli impatti della vostra lama incandescente sui nemici. I filmati, non si capisce bene il motivo, sono realizzati con la grafica del gioco e quindi lascio a voi ogni conclusione.
Il comparto sonoro può essere diviso in due parti. La prima prende direttamente in considerazione la colonna sonora che è molto curata e ricca di musica di buona fattura composta da tracce ben riprodotte che danno un tocco di leggenda nordica. La seconda, comprende gli effetti sonori che sembrano quasi essere stati messi per forza, come se dovessero esserci proprio per non lasciare un vuoto: non esiste un parlato ma sono presenti solo i sottotitoli, i rumori sono poco credibili e ogni mostro si presenterà al suo debutto con un verso terribile. Per come è stato realizzato, non perché incuta timore.
Recensione Videogioco DRAGON BLADE - WRATH OF FIRE scritta da DARKZIBO Sinceramente pensavo che questo Dragon Blade – Wrath of Fire fosse un titolo decisamente migliore. Certo, non mi aspettavo il gioco dell’anno, però l’idea di muovere un personaggio che eseguisse esattamente i movimenti che effettuavo con la spada mi aveva ispirato molto. Purtroppo le mie aspettative non sono state ricambiate a dovere. La spada può essere sì brandita, ma, a volte, i controlli sono imprecisi e vi troverete a effettuare mosse che non vorrete, mentre il comparto tecnico non rende giustizia alla potenzialità del Wii. Un titolo davvero poco curato che, con una realizzazione più ragionata, avrebbe potuto trovare posto nella console di tutti; così non è stato, e l’unica cosa che mi sento di fare è di ammonirvi sul comprare questo titolo. Purtroppo la delusione c’è stata anche da parte mia.
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