Recensione di Metroid

Copertina Videogioco
  • Piattaforme:

     WII
  • Genere:

     Avventura
  • Costo:

     500 Wii Points
- Colonna sonora di atmosfera
- Tutto è cominciato da qui
- Complesso ed intrigante
- Sente il peso degli anni
A cura di (Mauro.Cat) del

-> Recensione Metroid 3: Corruption.
Gunpei Yokoi, personaggio di spicco Nintendo e ideatore del Game Boy, tragicamente scomparso nel 1997, è stato il creatore della cacciatrice di taglie Samus Aran indiscussa protagonista della mai abbastanza lodata serie di Metroid. Nintendo in occasione del lancio di Metroid Prime 3 ha pensato bene di dedicare il mese di ottobre a questa famosa saga proponendo su Virtual Console anche lo straordinario Super Metroid. Ho pensato che fosse giusto, per ripassare un po’ la storia, scaricare anche il primo episodio che già da qualche tempo è presente sulla Virtual Console al costo di 500 Wii Points. Metroid è un titolo pubblicato originariamente nel 1986 per Nes (in Giappone uscì sul formato Famicom Disk System) che vi mette nei panni della fascinosa eroina spaziale alle prese con la forma di vita aliena Metroid. Uno dei colpi ad effetto del primo episodio della saga fu la scoperta del sesso femminile di Samus Aran (che toglie il casco una volta completato il gioco).
Scopo dell’avventura è eliminare Mother Brain nell’area di Tourian, i pirati spaziali, certamente noti a chi ha provato gli ottimi episodi del Game Cube, e togliere loro la possibilità di utilizzare i Metroid.
L’esplorazione del pianeta, credibile e complessa, deve passare attraverso lo scontro con i due temibili Boss: l'inquietante mostro volante di nome Ridley che presiede l’area infuocata di Norfair (più volte riproposto negli episodi successivi) ed una specie di nemico terrestre pieno di aculei di nome Kraid che vive nella sua tana rocciosa a Brinstar.

Classe
Chiarisco subito ogni dubbio a chi leggerà la recensione. Metroid era uno straordinario prodotto ai tempi dell’uscita ed è stato il capostipite di un genere che anche adesso è piuttosto diffuso. il titolo è un bel mix tra avventura, esplorazione e sparatutto. Tutta la meccanica di gioco consiste nell’esplorare il mondo facendosi strada tra orde di nemici, spesso più che coriacei, allo scopo di ottenere nuovi potenziamenti e poter raggiungere nuove aree. La meccanica di gioco è identica a quella ripresa più recentemente dalla serie di Castlevania (ed anche da qualche episodio di Megaman). Metroid richiede attenzione ai dettagli, memoria (o un taccuino dove segnare le locazioni più importanti) e molta fantasia. Più di una volta è necessario usare molta immaginazione quando si è intrappolati o bloccati in un’area senza più poter uscire.
L’utilizzo della morfosfera e delle bombe esplosive è spesso la chiave per proseguire. Il giocatore si vede costretto a testare la solidità di quasi tutte le pareti ed i pavimenti. Metroid si diverte a mettere in difficoltà il giocatore alle prime armi. Il livello di difficoltà è su standard discretamente alti e la longevità più che buona. Chi non è abituato ad affrontare titoli del genere deve mettere in conto la possibilità di arenarsi senza sapere dove andare. L’avventura offre davvero pochi aiuti al giocatore a livello di indicazioni su come procedere e questo aspetto potrebbe risultare ostico. Credo che una scelta di questo genere, cioè lasciare il giocatore abbandonato a cavarsela da solo, sia proprio legata al tipo di avventura ed alle sensazioni che essa produce in chi la gioca.

Siamo soli nell’universo
In questo episodio di Metroid (come in quasi tutti del resto) Samus è sola. Nessuno le parla via radio, non incontra altri cacciatori, tutto è nelle sue uniche mani. Lo stile grafico, a mio parere all’epoca molto originale e personale, è quasi scarno. I colori sono fuorvianti e tutto aiuta a costruire la sensazione di essere chiusi in un labirinto enorme. Metroid è proprio questo: una sequenza di immensi labirinti solitari.
La colonna sonora malinconica contribuisce a creare questa sensazione di abbandono e di smarrimento. A volte si affrontano sezioni molto lunghe allo scopo di risalire verso i livelli superiori. Queste sono molto ripetitive e snervanti da affrontare ma aiutano a creare l’atmosfera. Per il resto c’è l’embrione di tutto quello che sboccerà con Super Metroid per SNES e poi di nuovo con Metroid Prime. Ci sono i missili, i differenti portali, il raggio di ghiaccio, le taniche di energia, gli stivali del salto e molte altre caratteristiche che si incontreranno anche in altri episodi.
Metroid come dicevo ad inizio recensione era un grande titolo: originale, spietato, imperdibile. Vent’anni dopo l’effetto e l’impatto dell'avventura sono ancora valide ma in parte appannate dalla nostra abitudine ad affrontare giochi del genere. La successione degli eventi sotto alcuni aspetti è troppo primitiva per coinvolgere come diversi anni fa. A volte rischia di annoiare anche a causa di una discreta difficoltà ed imprecisione di fondo. Un titolo del genere pretende molto tempo. Il giocatore deve affrontare Metroid dandogli la considerazione che merita e non giocarlo distrattamente, magari paragonandolo troppo ai canoni moderni, rischiando di non apprezzarlo del tutto.
Va poi ricordato come questo gioco abbia goduto recentemente di un periodo d’oro. È stato pubblicato un remix su GBA dal titolo Metroid: Zero Mission (attenzione a non acquistare un doppione!); sempre su GBA è stato inserito tra i titoli Classic Nes. Anche possedendo sia Metroid Fusion per GBA che Metroid Prime per GC (ed un cavo di connessione) è possibile ottenere il titolo soddisfacendo particolari condizioni. Ora torno al mio gioco, Brinstar mi aspetta... ed attenzione a Justin Bailey… che sarebbe…
Recensione Videogioco METROID scritta da MAURO.CAT Metroid è un bel titolo. Vecchio nella struttura, nell’accoglienza al giocatore e superato in molti aspetti, ma senza dubbio giocabile. I prodotti di questa serie si sono sempre contraddistinti per l’alto livello qualitativo. l'avventura di Samus Aran potrebbe piacere molto a chi vuole conoscere l’origine di un certo genere di titoli di esplorazione molto diffusi negli ultimi anni ed ai (probabilmente pochi) appassionati della saga che non hanno mai messo le mani sulla prima avventura della cacciatrice di taglie. Gli altri potrebbero trovare il titolo poco stimolante. Il consiglio è, come dicevo in recensione, quello di dedicare il giusto tempo al gioco e lasciarsi coinvolgere in questa piacevole avventura; ne resterete sorpesi.
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