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Super Mario Bros.: the lost levels

Super Mario Bros.: the lost levels

Un Mario in scadenza!

WII

Platform

Completamente in inglese

Nintendo

3 giugno 1986 NES - 22 agosto 2008 Virtual Console

A cura di del
Speravo che il piccolo Wii resistesse un po’ di più al mio desiderio di scaricare titoli sulla Virtual Console. Purtroppo la memoria interna è quasi esaurita e le uniche possibilità che mi restano sono cancellare i giochi (comunque riscaricabili gratuitamente a mio piacimento) o passare tutto su una scheda di memoria SD per lasciarli lì in attesa (visto che per rigiocarli è necessario trasferirli nuovamente nella memoria interna). La colpa di questa spiacevole situazione è soprattutto di Nintendo che continua a ripescare titoli di qualità ai quali non riesco a rinunciare. Questa è la volta di un atipico videogioco apparso in Europa solo nel 1993 nella raccolta Super Mario All-Stars per SNES in versione rivista graficamente: “Super Mario Bros: the lost levels”. Il gioco è il seguito di Super Mario Bros pubblicato solo per Famicon (il NES giapponese) e per la prima volta esportato nella sua forma originale fuori dal paese del sol levante. Il gioco è stato proposto, sempre in Giappone, anche nella raccolta Famicom Mini per GBA.
Lost Levels, proprio perché poco noto, costa 600 Wii Points contro i 500 canonici dei titoli per Nes e pare che resterà sulla Virtual Console solo fino alla fine del mese di settembre. Questa scelta è dovuta al periodo particolare denominato Hanabi Festival. Nintendo in questa fase desidera proporre quei grandi classici mai giunti in Europa (come lo straordinario Sin and Punishment prodotto da Treasure per N64 che sarà pubblicato tra un paio di settimane).

Impariamo a perdere
Perché Nintendo decise di non presentare questo titolo fuori dal Giappone, visto che il primo episodio è considerato anche ai giorni nostri uno dei migliori platform mai pubblicati?
Le ragioni sono diverse e tutte piuttosto sensate.
SMB: The Lost Levels non è altro che una nuova versione del primo episodio. Le innovazioni sono molto limitate e tecnicamente non c’è nulla di memorabile. Il titolo è caratterizzato da un grado di difficoltà esasperante che lo rende molto poco proponibile al giocatore medio (ma su questo aspetto tornerò in seguito). Tutto appare ben emulato ed anche la risposta ai comandi con il telecomando Wii risulta piuttosto precisa.
Nella schermata iniziale il giocatore può scegliere se utilizzare Mario o Luigi. I due personaggi differiscono non solo esteticamente. Mario è più preciso e Luigi salta più in alto (scivolando però come se indossasse dei pattini). Nelle istruzioni si consiglia di iniziare a giocare utilizzando il più famoso Mario.
Il gioco ricalca la struttura del primo episodio senza grandi variazioni. Si affrontano otto mondi suddivisi in quattro livelli l’uno ed al termine di ogni mondo si scaglia un preistorico Bowser nella lava e si salva il Toad di turno (che pronuncia la sua battuta famosa “la principessa è in un altro castello”).
A livello di oggetti oltre al fungo che trasforma Mario in Super Mario, al fungo vita ed al fiore infuocato è possibile raccogliere (ma anche no…) il fungo velenoso che causa gravi danni e morte.
Esistono anche in questo episodio le warp zone che permettono di saltare qualche livello. Alla Nintendo hanno però pensato di prendersi una rivincita contro gli amanti delle warp zone inserendone alcune che mandano il malcapitato nei mondi precedenti (aiuto!!!!) invece che nei successivi.
Tutto il gioco è maledettamente ingiusto, difficile e spietato. Ogni momento è buono per perdere una vita ed ogni ostacolo è lì proprio per farci innervosire. Non esistono momenti di tranquillità ed è necessario conoscere alla perfezione i livelli per poter proseguire. Il buon Mario se la vedrà con calamari volanti, trampolini fin troppo elastici, blocchi nascosti (vedi livello 2-2) ed altre amenità. I nemici sono da molti a troppi ed attaccano senza sosta. I livelli sono però piuttosto corti e si può continuare, dall’inizio del mondo, ogni volta che si vuole. A volte si ha la sensazione di andare avanti nel gioco più per fortuna che per vera e propria abilità. La monete scarseggiano, i power up pure e talvolta sono posizionati in luoghi pericolosi da raggiungere. Ogni livello presenta un grado di difficoltà paragonabile agli ultimi stage degli altri episodi precedenti e questo alla lunga stanca.

Per pochi coraggiosi
SMB: LL non è un titolo per tutti. Io ho terminato tutti gli episodi della serie ed alla fine ho avuto ragione anche di questo, pur con le dovute difficoltà. Magari non tutti hanno voglia di affrontare venti volte uno stesso mondo per poi attraversarne uno successivo ancora più ostico. Super Mario World, per fare un paragone con un vero capolavoro, è considerato il migliore episodio in due dimensioni della serie proprio perché appare raramente ingiusto. Un titolo di piattaforme è riuscito, a mio parere, se offre una sfida equa. In questo titolo a volte l’equità pare essere una chimera. Se dopo aver saltato su cinque tubi dai quali escono piante carnivore finisco contro tre Goomba che arrivano all’improvviso camminano a velocità esagerata il mio divertimento si trasforma in fastidio. Va ricordato che Nintendo scelse questa strada proprio per fornire una sfida extra a tutti quelli che avevano divorato il primo episodio. Questo gioco è una sorta di B-Side molto difficile di Super Mario Bros e come tale va affrontato e valutato. Gli altri guardino ai vari migliori episodi presenti sul Wii Shop.
  • + Il seguito di un capolavoro
    + Simolante
    + Grande sfida per gli appassionati della serie...

Questo episodio di Mario è un titolo atipico caratterizzato da un livello di difficoltà scalibrato ed esagerato. La limitata presenza temporale sulla Virtual Console e la scarsa conoscenza in Europa del titolo potrebbero invogliare molti ad acquistarlo. Il rischio è di trovarsi di fronte un gioco poco adatto al proprio stile ed alle proprie capacità. Lost Levels è piuttosto stimolante per chi ha una buona dimestichezza con titoli del genere. Tutti gli altri farebbero meglio a guardarsi attorno e cercare qualcosa di più semplice e soprattutto più divertente.

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