Recensione di Dragon's Curse

Copertina Videogioco
  • Piattaforme:

     WII
  • Genere:

     Azione
  • Costo:

     600 Wii Points
- Buona varietà di personaggi
- L'uomo falco
- Corto ma troppo difficile
- L'uomo topo
A cura di (Mauro.Cat) del
L’albero genealogico della serie Wonder Boy (intrecciato a quello di Adventure Island) è complesso quanto quello delle dinastie che governano il Regno Unito. Fioriscono spin-off, seguiti più o meno ufficiali e plagi autorizzati. La differente impostazione tra un titolo e l’altro non permette di riuscire a costruire una chiara cronologia della saga. Dragon’s Curse per Pc-Engine (o Turbografx-16) pubblicato sulla virtual console di Wii e scaricabile con 600 Wii points non è da meno vantando una storia personale complicata.
Il titolo è stato pubblicato originariamente per Sega Master System, la prima console da casa di Sega, con il titolo di Wonder Boy III: the Dragon’s Trap come seguito di Wonder Boy in Monster Lair e più avanti per Sega Game Gear, l’unico portatile prodotto dalla casa giapponese.
Per complicare le cose in Giappone il gioco venne intitolato Monster World II con un richiamo alla serie. Dragon’s Curse invece è la versione potenziata del titolo per Master System distribuita da Hudson Soft appunto per Pc-Engine. L’aspetto che più colpisce, oltre alle differenze stilistiche, è l’assoluta mancanza di accenni alla serie Wonder Boy. Questa scelta curiosa è dovuta probabilmente a ragioni di licenze e diritti.

Un po’ Metroid un po’ Super Mario
Dragon’s Curse è un titolo che per struttura ricorda in più di una occasione Metroid e simili. Il nostro eroe (del quale non si conosce il nome) percorre un mondo, acquista poteri ed esplora nuovi territori. Il gioco inizia con il nostro personaggio che, in un castello, elimina una sorta di drago meccanico. Al termine del combattimento si scatena la maledizione che lo trasforma in un uomo drago. Tutto il gioco si sviluppa in questa direzione narrativa. Il personaggio subisce cinque diverse mutazioni che, grazie ai poteri peculiari di ognuna, permettono di raggiungere quelle zone del mondo che erano apparentemente inaccessibili.
I mondi sono abbastanza lineari ed è molto difficile, a parte qualche raro caso, smarrire la strada e non proseguire l’avventura. Più difficile è scoprire tutti i tesori ed i cuori di energia. Esplorando le ambientazioni è possibile acquistare armi ed armature nei vari negozi sparsi per il mondo.
A differenza di quanto visto nello splendido Wonder Boy in Monster World per Megadrive e Virtual Console, già recensito su Spaziogames, non esiste una fase di dialogo con personaggi non giocanti tipica degli RPG. Come in Metroid l’unica possibilità di capire dove andare è l’esplorazione e l’attenzione ai dettagli.
Ogni personaggio affronta un personale dungeon che culmina con la scontro, di solito complesso, contro un boss di fine livello. Una volta acquisita una particolare mutazione è possibile, in una particolare stanza, tornare alle precedenti. Non è mai possibile ritornare esseri umani. Vediamo nel dettaglio le trasformazioni.

I favolosi cinque
Uomo drago - La prima mutazione trasforma Wonder Boy (o chiunque esso sia) in un drago. Questa trasformazione non ha delle caratteristiche particolarmente utili. Il personaggio non indossa armature e non usa spade ma combatte sputando fuoco. La portata della fiammata, che si propaga lenta, è maggiore di quella di un colpo di spada. L’uomo drago si abbassa, a differenza degli altri, ma in maniera lenta e goffa. Questa scelta è dovuta proprio alla mancanza di uno scudo che lo protegga. Il personaggio non è fondamentale e, terminata la sua fase esplorativa non viene quasi mai riutilizzato.
Uomo topo - Questo tizio originale non mi ha quasi per nulla colpito e lo ritengo uno dei punti deboli del gioco. Lo spunto è molto buono. L’uomo topo è alto la metà degli altri, si può infilare nei pertugi raggiungendo luoghi inaccessibili e si può appendere a particolari pareti o su soffitti anche a testa all’ingiù. I problemi dell’uomo topo sono dovuti all’arma ridotta come portata ed a una incerta implementazione dei comandi mentre si cammina sui muri. Il boss di fine livello dell’uomo topo è irritante proprio a causa della difficoltà nel colpire i nemici con una piccola spada.
Uomo piranha - Graficamente sembra un uomo tritone. Questo personaggio non è particolarmente utile od originale e ma può nuotare agilmente ed essere sfruttato per tutta quella fase di esplorazione subacquea limitata agli altri personaggi.
Uomo tigre - L’uomo tigre che lotta contro il male… è davvero forte. Questo personaggio rompe i blocchi di roccia, ha un’ottima resistenza ed è palesemente massiccio. Purtroppo è piuttosto lento e scarso nel salto ma a parte questo è il migliore. Nel suo dungeon affronta dei terribili ninja.
Uomo falco - Questo è il mio preferito a causa del suo buffo aspetto e dell’importanza esplorativa. Il personaggio è poco abile nel combattimento ma può volare a piacimento. Con l’uomo falco si può capire meglio come sia strutturato il mondo. L’aspetto tozzo da gallina con testa di falco rende i voli molti scanzonati.

Solo discreto
Questo titolo tecnicamente è piuttosto buono. Sia a livello grafico che sonoro pur non raggiungendo picchi degni di nota non ci si può lamentare. In genere non mi hanno convinto le collisioni sia nei salti che negli scontri con i nemici. Si avverte una generale imprecisione che un titolo con una forte base platform dovrebbe non avere
A livello personale non ho molto gradito il livello di difficoltà troppo alto e soprattutto sbilanciato nel corso dei livelli. Più di una volta è necessario rigiocare da capo dopo essere stati eliminati in un attimo. Questo aspetto è soggettivo e molti potrebbero apprezzare il livello della sfida. Quando si perde una vita parte una specie di slot che permette di guadagnare una pozione nella vita successiva.
L’emulazione è buona, a parte qualche raro sfarfallio, e permette di sospendere il gioco in qualsiasi momento per poi riprenderlo in seguito. Sfogliando la rete si possono trovare, in alcuni siti specializzati, password che permettono di cominciare questo o quel livello con particolari potenziamenti… ma questo è un po’ come barare. Visto l’esiguo numero di missioni sconsiglio di utilizzare le password trovate in rete ma di insistere col gioco.
Recensione Videogioco DRAGON'S CURSE scritta da MAURO.CAT Dragon’s Curse non mi ha propriamente entusiasmato. Il titolo è ben fatto e non ha particolari lacune ma l’ho trovato un pochino anonimo. Sicuramente Wonder Boy in Monster World è un pianeta più avanti. I personaggi non funzionano tutti allo stesso modo ed anche l’esplorazione non offre particolari stimoli. Forse, abituati ai moderni giochi di esplorazione in due dimensioni, DC appare un po’ troppo lineare per il genere ed un po’ poco preciso per essere un gioco di piattaforme puro. Il titolo è discreto e su questo non ho alcun dubbio ma non mi sento di consigliarlo a tutti visto che molti potrebbero arenarsi alle prime difficoltà o trovarlo noioso.
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