Recensione di Actraiser

Copertina Videogioco
  • Piattaforme:

     WII
  • Genere:

     Azione
  • Costo:

     800 Wii Points
- Splendida colonna sonora
- Vario
- Originale ed epico
- Atmosfera e stile senza uguali
- Sezione simulativa poco profonda
A cura di (Mauro.Cat) del
Un uomo ed una donna si avvicinano pieni di speranza ad un altare con la richiesta di liberare i campi dalle creature del male e di trovare nuove terre da abitare. Solo una divinità potrebbe esaudire le loro affezionate preghiere. Presto allora scendiamo dal nostro trono, animiamo una statua di pietra e cominciamo a liberare questa e quella città dalle insidie e dai demoni accontentando ove possibile i fedeli.
Era il 1991 e la software house Enix, che all’epoca non si era ancora fusa con Squaresoft, produsse una vera e propria perla nel campo videoludico mondiale. Una serie che, anche a causa del pessimo e snaturato seguito, è stata tralasciata nel corso degli anni.
Actraiser, giunto solo nel 1993 in Europa, vi mette nei panni di una divinità alle prese con alcuni non meglio identificati demoni e con afflitte popolazioni da educare e difendere. Il titolo sviluppato da Quintet è un particolare mix tra gioco di azione e simulazione di divinità (un incrocio tra Rastan e Populous) prodotto per SNES e scaricabile sulla Virtual Console di Wii per soli 800 Wii Points.
Acquistai questo titolo in versione import giapponese, spinto dai pareri entusiastici della critica, e lo terminai dritto filato utilizzando l’intuito nelle discretamente importanti fasi di testo. Ora lo rigioco dopo circa quindici anni nella più abbordabile versione europea. Questa è maggiormente giocabile sia per il testo in inglese (per chi conosce la lingua) sia per un deciso abbassamento del livello di difficoltà (scelta decisa all’epoca per venire incontro ai meno abili giocatori europei…).

Una storia mitologica
Il titolo è suddiviso in due ben distinte sezioni. Dalla vostra casa sulle nuvole il vostro scopo è, muovendovi con una visuale dall’alto sul mondo (immaginario), spostarsi verso dei cerchi di pietra sui quali scendere per affrontare il livello di turno e cominciare il gioco. Questa fase introduttiva resa piacevole visivamente da un ottimo uso del Mode 7 ritorna ogni volta che si comincia un nuovo livello e passando da una città all’altra.
La prima sezione di gioco è una fase di azione vera e propria. L’anima della divinità scende e si impossessa della statua di un guerriero donandole la vita. Il protagonista armato di uno spadone si fa strada attraverso dei livelli graficamente molto curati fino ad eliminare il classico boss finale.
Per ogni città si affrontano in genere due sezioni di azione. Questa fase di gioco non brilla particolarmente per originalità ma si può fregiare di un’ottima realizzazione tecnica. La grafica è su standard medio alti. L’uso dei colori rende Actraiser un capolavoro per gli occhi. I mondi, con qualche alto e basso, appaiono curati nel dettaglio. I fondali magistralmente modellati spingono la fantasia del giocatore. Il primo livello ambientato nel bosco, quello del deserto o la splendida luna di sottofondo sono esempi a mio parere di rado eguagliati su SNES. I nemici sono vari e di grandi dimensioni. Le animazioni sono invece un po’ legnose. In particolare quella del protagonista appare un pochino da rivedere (in effetti rende l’idea della statua animata).
Questa atmosfera malinconica sognante dell’impianto grafico è sottolineata ancora di più dalla strepitosa colonna sonora. Le musiche sono di categoria superiore e solo Super Castlevania IV mi ha dato analoghe emozioni a livello sonoro.
La porzione del gioco più incentrata sull'azione è a tratti complessa e causa qualche morte di troppo al giocatore meno esperto. In generale si può segnalare una certa rigidità globale della struttura. Il gioco non perdona ed a volte appare ingiusto ma questa è sempre una opinione personale e tutti è legato alla abilità personale.

Come diventare una buona divinità
Terminato il primo livello comincia la vera e propria fase di simulazione di divinità. Questa sezione graficamente stilizzata non presenta grandissima difficoltà e di rado ostacola il giocatore. In questo caso si manovra un piccolo angelo che crea la città e sconfigge i demoni che vagano minacciosi per le terre. La costruzione della città è conclusa quando tutti i nidi di demoni sono stati cancellati dal territorio. La meccanica di gioco è semplice: si muove un cursore di forma grossomodo quadrata e si attende la costruzione eliminando i demoni. Una volta che il cursore si ferma sul nido i cittadini lo eliminano. Importante è non perdere troppa energia combattendo contro i demoni volanti, ascoltare le suppliche dei fedeli e fare attenzione che i diavoli non brucino la città.
Una volta eliminati tutti i nidi si gestiscono gli eventuali problemi dei cittadini, mancanza d’acqua, raccolti ingenerosi etc., e si prosegue con una terza fase di gioco ancora di azione. Tutto questo si ripete per le varie città da fondare e custodire.
La fase di simulazione è globalmente gradevole ma potrebbe far storcere il naso ai puristi dell’azione od agli amanti della simulazione pura. Questo è un curioso e riuscito compromesso che ritengo più che efficace. Una volta conclusa la costruzione di una città ci si può spostare per il mondo e mantenere “sotto controllo” i cittadini dei paesi precedentemente costruiti.

Nell’olimpo dei videogiochi
La pagina iniziale di Actraiser con il logo che ruota e la musica epica che sale in un orchestrato crescendo apre uno di quei pochi giochi che davvero mi sono rimasti nel cuore. L’azzardato mix di generi e la straordinaria cura di ogni aspetto rendono il titolo Enix tra i migliori del SNES.
Mi ha colpito in particolare la poesia delle scelte grafiche e sonore. Tutto è evocativo e stimolante al di là dei dialoghi a tratti logorroici, dell’azione un po’ spezzettata e di alcune fasi poco approfondite.
Ad Enix bisogna soltanto rimproverare il fatto di aver rovinato questo splendido capolavoro con un seguito che ne ha offuscato la giusta fama e lo ha di fatto messo nell’angolo dei grandi capolavori dimenticati. Actraiser non è per tutti. È difficile e potrebbe annoiare chi non è disposto a farsi coinvolgere nella storia. La Virtual Console serve a ricordare che il videogioco superiore alla media non fa altro che dare qualche emozione in più (per quanto questo sia soggettivo). Il mio consiglio è di scaricarlo e di giocarlo fino in fondo e ritengo che valga quanto molti titoli moderni; io lo acquisterei senza esitazioni anche a prezzo pieno.
Recensione Videogioco ACTRAISER scritta da MAURO.CAT Un titolo atipico che si è fatto strada grazie al passaparola ed all’indiscussa qualità. Consiglio questo titolo a tutti gli appassionati di videogames. Chi lo ha giocato ai tempi dell’uscita non ne resterà deluso, chi lo aveva snobbato gli dia una possibilità, chi infine non lo conosce dia un’occhiata a questo meraviglioso prodotto. Forse non sarà molto lungo e forse la fase simulativa peccherà in profondità ma il resto è unico. Stile allo stato puro, coraggio ed inventiva. Provatelo, scaricatelo e completatelo.
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