Recensione di Golden Axe II

Copertina Videogioco
  • Piattaforme:

     WII
  • Genere:

     Picchiaduro
  • Costo:

     800 Wii Points
  • Data uscita:

     Disponibile
- Si può giocare in due - Corto
- Peggiora il primo capitolo
- Annoia subito
A cura di (Mauro.Cat) del
Un barbaro, un’amazzone ed un nano devono sconfiggere Dark Guild, il temibile signore delle forze oscure. I tre eroi attraversano paludi, città e cimiteri eliminando orde di scheletri, uomini lucertola, barbari, giganti senza testa e minotauri. Il titolo coglie a piene mani dalla più classica tradizione fantasy senza particolare originalità. Golden Axe II prodotto e sviluppato da Sega per Megadrive è disponibile sulla Virtual Console Wii alla modica cifra di 800 Wii Points, l’equivalente di circa otto euro. Il titolo pubblicato nel 1991 è un picchiaduro a scorrimento molto anonimo nella meccanica di gioco. Il predecessore Golden Axe, anch’esso disponibile su Virtual Console e reso famoso da una riuscita versione arcade, risulta certamente più curato e garantisce una maggiore dose di divertimento.

Affetta, affetta e affetta
Nella schermata iniziale si può scegliere tra alcune interessanti opzioni. È possibile affrontare l’avventura in solitario oppure in compagnia di un amico e modificare le dimensione della barra di energia ed il livello di difficoltà in modo da venire incontro alle proprio esigenze. Pur affrontando tutti e sei gli scenari a livello facile non si assiste al vero finale della storia. L’altra sfida che si può affrontare è il duello (the duel) che descriverò approfonditamente in seguito.
Golden Axe II è un titolo che appare dall’inizio svogliato nella sua realizzazione tecnica. Graficamente non fa miracoli e non compie particolari passi in avanti rispetto al predecessore (forse passi indietro). Gli scenari di gioco sono scialbi e poco ispirati. I migliori titoli del genere spesso invogliano il giocatore a proseguire proprio grazie alle ambientazioni originali ma questo non è il caso di Golden Axe II. Un esiguo numero di nemici caratterizzato da (poche) varietà cromatiche ostacola il nostro incauto procedere in un crescendo di noia e sbadigli.
Le animazioni sono legnose e prese direttamente dal primo episodio. Lo stile grafico ha eliminato alcuni degli aspetti migliori del gioco precedente. I maghi che portavano e rubavano le pozioni nel primo episodio con il loro aspetto tozzo ed il sacco stile Babbo Natale sulla schiena strappavano più di un sorriso. Quelli del secondo episodio, tranne nelle scene di intermezzo dove sono tramutati in piccoli animali, sono assolutamente anonimi.
Il passaggio da un livello all’altro viene scandito da una sequenza mostrata attraverso una sfera di cristallo e dalla descrizione della storia. Stilisticamente preferivo la mappa ingiallita del primo episodio ma è solo una questione di gusti.
Le musiche, anche se non molto originali, sono in tema ed energiche. Gli effetti sonori sono decisamente insignificanti.

Il re dei draghi
I picchiaduro a scorrimento ad ambientazione fantasy hanno avuto il loro momento di gloria a cavallo tra gli anni ottanta e novanta. Lo straordinario King of Dragons di Capcom era il titolo che mi aveva maggiormente colpito all’epoca grazie alla straordinaria varietà ed al ritmo di gioco.
La meccanica di questi titoli è molto semplice. Il giocatore deve per prima cosa evitare di farsi accerchiare dai nemici. Questo capacità insieme ad una buona dose di tempismo consente di non avere grande difficoltà nel terminare un titolo del genere.
A causa della meccanica di gioco così semplice, che di fatto ha quasi portato alla sparizione del genere nel corso degli anni, un picchiaduro a scorrimento deve essere supportato da tutta una serie di particolari e di idee originali che mantengano vivo l’interesse per il titolo. Gloden Axe II lascia a desiderare proprio su questo.
Le mosse a disposizione dei giocatori sono limitate. Il giocatore può sferrare un attacco con la sua arma da taglio sia a terra che saltando e poi… il nulla. Ogni personaggio possiede il potere di lanciare una “originale” magia ispirata ad alcuni elementi (aria, terra e fuoco) di scarso impatto sull’avventura e sui nemici. I livelli sono pochi in numero e molto brevi.
L’idea originale, che ha aiutato a rendere Golden Axe un classico, è la possibilità di cavalcare creature fantastiche (meraviglioso il drago!!!). Nel seguito anche questo aspetto risulta poco curato ed inspiegabilmente peggiorato. La cavalcature sono poco utilizzabili e scarse in numero.
La meccanica di gioco risente di un altro difetto comune ai beat’em up. Si eliminano in scioltezza troppi nemici uguali per tutto il livello e quando si raggiunge il boss finale si impatta contro un ingiustificato innalzamento della difficoltà. Una scelta di questo genere, purtroppo comune a molti titoli del genere, porta a un mix di noia e di frustrazione che invoglia il giocatore a lasciare perdere.

Il duello
Come nel primo episodio il giocatore ha la possibilità di affrontare questa sezione di puro combattimento che risulta essere abbastanza divertente.
La meccanica è molto semplice. Rinchiuso in un arena, utilizzando il personaggio preferito, si affronta una sequenza di brevi stage a schermo fisso nei quali si combatte contro una serie di nemici in difficoltà crescente. La numerazione dei livelli stimola il giocatore a riprovarci ed a cercare di superare il record precedente. Il giocatore con questa opzione può capire quale tra i tre disponibili sia il personaggio può idoneo da usare. Questa modalità è piuttosto limitata ma almeno offre qualcosa di diverso per arricchire il mediocre gioco principale.
Recensione Videogioco GOLDEN AXE II scritta da MAURO.CAT Golden Axe II è una delusione. Il titolo non migliora il suo predecessore e non riesce mai a coinvolgere il giocatore (specie se in partita singola). Tecnicamente il titolo già all’’epoca dell’uscita aveva evidenziato una inspiegabile mancanza di cura. Le ambientazioni ed i nemici sono banali e prive di carisma. Spiace che Sega non abbia creduto molto nel suo prodotto tralasciando negli anni (e i fatti parlano chiaro) questa interessante serie. In due ci si diverte un po’ di più ma Streets of Rage II è su un altro pianeta. Se vi interessano i picchiaduro di genere fantasy attendete l’uscita di qualche titolo migliore o scaricate il primo Golden Axe. Golden Axe II è monotono e anonimo e non merita di essere scaricato visto che con otto euro trovate picchiaduro di ben altro spessore.
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