Recensione di Super Probotector: Alien Rebels

Copertina Videogioco
  • Piattaforme:

     WII
  • Genere:

     Sparatutto
  • Costo:

     800 Wii Points
- Tecnicamente eccellente
- Molto divertente in due
- Elevato livello di sfida
- Non concede pause
- Pochi livelli
- Meglio avere un Classic Controller
- A volte ingiusto
A cura di (Mauro.Cat) del
La virtual console permette al giocatore moderno di provare due dei migliori spara e fuggi di sempre: Gunstar Heroes per Sega Megadrive e lo splendido Super Probotector per SNES.
Questi titoli di azione pura, alla Metal Slug per intenderci, richiedono precisione, nervi saldi e ricerca della sfida.
Super Probotector: Alien Rebels è un tripudio di spari, boss finali che occupano mezzo schermo, effetti grafici colorati ed energiche musiche di sottofondo. Il tutto è caratterizzato da un’ottima fluidità su schermo (aspetto che per il SNES non è affatto da trascurare). Questo titolo, nonostante qualche piccola imprecisione, è l’ennesimo capolavoro prodotto da Konami per il 16-bit di casa Nintendo.

Questioni di censura
La censura, la paura di offendere e quella di mostrare scene troppo violente hanno avuto da sempre un aspetto rilevante nella distribuzione dei videogiochi ed il recente caso Manhunt 2 è solo l’ultimo di una lunga serie. Konami allo scopo di evitare problemi di questo genere proprio sul finire degli anni ottanta decise di pubblicare in Europa ed in Australia una delle sue serie di maggior successo rivoluzionandola in alcuni aspetti esteriori. Probotector e tutti i suoi seguiti non sono altro che una versione riveduta e corretta della più nota serie Contra (che tra poco esordirà su Nintendo DS!). I personaggi ed i nemici degli episodi di Contra sono stati sostituiti con dei robot e degli androidi nella serie di Probotector. Una precauzione del genere potrebbe apparire esagerata vista con i canoni attuali (di videogiochi violenti ce ne sono anche troppi ultimamente). Qualche anno fa la situazione era molto più complessa, l'opinione pubblica poco incline ad accogliere la violenza in campo videoludico ed in genere c'erano differenti modalità di giudizio anche nel cinema o nella televisione. Quello che offendeva e oltrepassava il buon gusto vent'anni fa è chiaramente diverso da oggi. Va ricordato inoltre ai più giovani come, specie negli anni del Super Nintendo a causa di una lenta distribuzione delle conversioni tra Stati Uniti ed Europa, fosse molto sviluppato il mercato dell’importazione parallela. Io stesso avevo provato Super Probotector nella sua versione originale USA.
Allo scopo di evitare che qualcuno acquisti un prodotto che ha già ricordo che Super Probotector: alien rebels non è altro che la versione europea leggermente rivista di Contra III: the alien wars.

La vecchia scuola
Super Probotector è spietato e non lascia scampo al giocatore inesperto. Le insidie sono continue ed inaspettate. A volte anche conoscere un livello può non bastare specie a causa dei troppi nemici che ci attaccano da ogni direzione.
Il gioco ci permette di giocare in singolo, in compagnia di un amico e di modificare alcuni aspetti allo scopo di rendere il tutto più agevole. Si può scegliere il numero di vite, tra tre, cinque e sette, ed il livello di difficoltà, tra facile, normale e difficile. A disposizione del giocatore Konami ha pensato di lasciare anche tre continue. Purtroppo se si perdono tutte le vite durante un livello è necessario, dopo aver utilizzato il continue, ricominciare lo stage da capo. I livelli non sono semplici e questo non aiuta lasciando un vago senso di ingiustizia.
Il gioco vero e proprio è un classico spara e fuggi a visuale laterale. Dovrete difendervi da molti nemici che giungono da tutte le direzioni. A questi si aggiungono diverse insidie nell’ambientazione che faranno perdere più di una vita. Il nostro robot ha la possibilità di sparare in tutte le direzione e la capacità, da uomo ragno, di appendersi ai muri ed alle travi. Al termine dei livelli si affronta un boss finale molto ben animato che solitamente occupa una buona porzione di schermo.
Il titolo possiede due diverse tipologie di stage. La prima è quella classica che ho appena descritto, la seconda presenta una visuale dall’alto e sfrutta in maniera straordinaria il Mode 7.
Nei livelli dall’alto si devono eliminare delle particolari postazioni e si procede verso il boss finale. Personalmente ritengo più riuscite le fasi a scorrimento orizzontale ma, quelle viste dall’alto sono piuttosto originali specie per il metodo di controllo (col joypad del SNES si utilizzavano i tasti dorsali per girarsi). Proprio a causa di questo particolare metodo di controllo il Joypad del GameCube non è molto preciso e comodo per cui è consigliabile procurarsi un Classic Controller.

Un piccolo gioiello tecnico
Super Probotector tecnicamente fa miracoli e, pur essendo uno dei primi titoli per SNES, rende onore alla storica console Nintendo e specialmente a Konami. Il titolo pare sia stato sviluppato da un gruppo di programmatori che ha poi fondato la casa, specializzata nel genere sparatutto, Treasure (vi dice niente Ikaruga?). Tutto è perfetto. Graficamente si resta affascinati dai colori e dalla pulizia dello schermo. Effetti di luce, uno straordinario utilizzo del Mode 7 e la presenza di sprite di notevoli dimensioni rendono il titolo appagante per gli occhi. La sfida offerta è costantemente su livelli molto elevati e non sarà facile per il giocatore medio portare a termine il titolo. A tutto questo si aggiunge la possibilità di giocare con un amico e di aiutarsi nei momenti più caotici. Questa opzione diverte perché permette di bisticciare con il compare quando non ci si capisce e di utilizzare tattiche che garantiscono la sopravvivenza. A volte ci si suddivide le aree di schermo da difendere e tutto diventa più semplice.
I punti di debolezza non sono molti. Il primo è quello già accennato legato al joypad del GameCube. Il titolo è molto corto e non è molto rigiocabile. Il numero dei livelli è piuttosto esiguo e l’impressione generale è che l’alto livello di difficoltà sia una scelta consapevole per pareggiare l’esiguo numero di stage. In generale c’è il rischio che il gioco duri poco. Alcuni potrebbero stancarsi di tutta questa difficoltà e lasciarlo da parte, altri potrebbero insistere e scoprire che alla fine i livelli sono proprio limitati in numero. Le sezioni con visuale dall’alto sono poi piuttosto brevi e meno divertenti delle altre.
Un aspetto tipico dei giochi del genere che non mi ha convinto è la gestione delle armi. Le armi che si raccolgono nell’avventura sono in buon numero ed alcune sono più efficaci di altre. Una volta persa una vita il giocatore si ritrova nuovamente con l’arma iniziale. Quando si sta affrontando un boss di fine livello questo aspetto è fastidioso. Forse si sarebbe dovuta studiare una soluzione per conservare l’arma ottenuta (magari abbassandola di livello) ma i puristi del genere forse non avrebbero gradito una scelta di questo tipo.
Alien Rebels è un gran gioco. Non durerà moltissimo ma resta uno dei migliori spara e fuggi in circolazione e forse il miglior episodio della serie attendendo Contra IV per Nintendo DS.
Recensione Videogioco SUPER PROBOTECTOR: ALIEN REBELS scritta da MAURO.CAT Super Probotector è un titolo che tecnicamente risulta sopra la media. È divertente, ritmato e permette a due compagni di affrontare l’avventura contemporaneamente. La difficoltà elevata potrebbe infastidire alcuni, lo scarso numero di livelli altri. Il titolo Konami non dura molto ma le sue esplosioni ed i suoi continui colpi di scena ne fanno un titolo da tenere in grande considerazione. Alien Rebels richiede strategia, ad esempio nell’uso delle bombe, tempismo e costanza. Personalmente non posso che consigliarlo a tutti ricordando come l’esperienza di gioco sia migliore per chi possiede un Classic Controller.
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