Recensione di New Adventure Island

Copertina Videogioco
  • Piattaforme:

     WII
  • Genere:

     Azione
  • Costo:

     600 Wii Points
  • Data uscita:

     Maggio 2009
- Meccanica di gioco in stile Wonder Boy
- Grafica colorata e fluida
- Buon grado di sfida
- A tratti frustrante
- Qualche imprecisione nei comandi
A cura di (Mauro.Cat) del
Storie di plagi
The Great Giana Sisters è uno dei più noti casi di plagio nella storia dei videogiochi. Il titolo pubblicato per Commodore 64 ed altre piattaforme nel 1987 era quasi una copia del ben più diffuso Super Mario Bros. La vicenda finì inevitabilmente nelle aule dei tribunali.
Ho citato questo caso, peraltro piuttosto noto agli esperti del settore videoludico, per aprire la recensione di New Adventure Island del Pc-Engine pubblicato ormai da qualche mese sulla Virtual Console di Wii. Il gioco in questione appare essere una copia, o forse qualcosa di più simile ad un’evoluzione, del primo celebre capitolo di Wonder Boy. Mi sono documentato ed ho scoperto come la serie di Adventure Island non sia un vero e proprio plagio ma una sorta di versione alternativa di quella del cugino più famoso.
Hudson Soft ha prodotto il primo titolo della serie Adventure Island in licenza insieme ad un’altra casa produttrice di nome Escape. Quest’ultima aveva avuto un ruolo fondamentale nella produzione del primo Wonder Boy pubblicato da Sega. Per questioni di diritti i due videogiochi, pur essendo evidentemente simili, non potevano apparire tali e per questo motivo si è dato alla serie Hudson un titolo diverso. Va ricordato come New Adventure Island (il seguito che è oggetto della recensione) e tutti gli episodi successivi siano invece stati prodotti e sviluppati interamente da Hudson.

Non correre che poi ti stanchi
New Adventure Island è stato pubblicato su Pc Engine nel 1992 ed ha riscosso un discreto successo. Il titolo in questione è un divertente mix tra platform ed azione. Chi ha provato il più noto Wonder Boy, famoso in Italia per la versione arcade e quella per Sega Master System, conosce perfettamente la meccanica di gioco. Scopo dell’avventura è guidare il protagonista Master Higgins, un ragazzo dalle sembianze buffe, attraverso sette livelli per salvare la moglie Tina e sei bambini imprigionati dal cattivo di turno, Baron Bronsky, e dai suoi scagnozzi.
La meccanica di gioco è molto lineare nel suo sviluppo. Il nostro avventuriero deve percorrere i livelli a scorrimento orizzontale, suddivisi a loro volta in quattro stage, pieni di frutta (!), insidie e vari nemici. Gli stage si suddividono a loro volta in due parti, riconoscibili da un palo con appesa un'ape simbolo di Hudson. Perdendo una vita si ricomincia da metà stage, utilizzando un continue si ricomincia lo stage dall'inizio.
Il nostro personaggio correndo si stanca ed affaticandosi consuma energia. Cosa può restituirla immediatamente? Certo, della sana e vitaminica frutta. Kiwi, mele, banane, limoni e altri compaiono a ricaricare la barra di energia del nostro spremuto eroe. Si può osservare come l’energia cali molto meno vorticosamente rispetto al primo episodio di Wonder Boy. Il nostro eroe perde l’energia (a volte in un colpo solo) anche sbattendo contro ostacoli e nemici o cadendo nel vuoto.
Gli ostacoli si celano dietro ogni angolo e non perdonano l’incauto giocatore. Si va dalla roccia al falò acceso al vulcano che erutta fino ad ogni specie animale che ostacola il nostro sventurato personaggio. A questo si aggiungono i trampolini, le pedane semoventi ed i sassi rotolanti (che in questo caso non sono un gruppo musicale). Insomma tutto è contro Master Higgins.
Il nostro personaggio dispone poi di alcune armi, che si raccolgono nell’avventura, che lo possono aiutare. Tra queste ricordiamo l’ascia, il boomerang ed una specie di lancia.
Altro aspetto preso a piene mani da Wonder Boy è la presenza dello sketeboard. Rompendo le uova che di rado si incontrano nei livelli appare uno skate che permette di velocizzare molto l’azione e di rendere tutto ancora più frenetico e complicato.

Da un’isola all’altra
Le sette isole sono graficamente curate e piacevoli. Stessa cosa si può dire delle animazioni di tutti i personaggi. Lo stile manga e non violento è riuscito. Alla fine di ogni isola si incontra un boss di discrete dimensioni che a volte può presentare più di una insidia. Sconfitto il boss parte una scena di intermezzo in pieno stile giapponese. A livello sonoro New Adventure Island non mostra niente di particolarmente interessante e tutte le musiche risultano monotone e trascurabili.
La longevità del titolo è piuttosto buona grazie al buon numero di livelli presenti ed all’elevato grado di difficoltà. La giocabilità è su buoni livelli ed il senso di sfida invoglia a continuare fino alla fine (difficile da raggiungere) del titolo.
Il fattore che più infastidisce in New Adventure Island, peraltro molto ben emulato, è una leggera imprecisione nei comandi dovuta in gran parte all’abilità della corsa implementata in maniera discutibile. Molte volte è necessario correre, sia per non far scendere troppo l’energia sia per effettuare salti più lunghi, e questo non è sempre comodo. Nei livelli più avanzati si perde più di una vita per questo motivo e ci si arrabbia inevitabilmente.
Come in altri titoli degli anni novanta (il caso più evidente è Super Ghouls ‘n Ghosts) è necessario imparare quasi a memoria gli ostacoli che si presentano per poterli prevedere ed evitare. New Adventure Island a volte sembra avere qualche caratteristica tipica dei rhythm game ed altre volte anche dei laser game. La struttura è molto rigida e non è mai richiesta l'esplorazione visto che i livelli molto lineari non si biforcano mai verso altre direzioni.
Il gioco a volte fa perdere vite in maniera ingiustamente sleale (fatto che a volte, va detto, accentua il desiderio di sfida) Nel secondo livello, ad esempio, si evitano le rocce che rotolano, i pipistrelli, si prende la frutta, di salta su tre trampolini, si passa sulle pedane ed infine si atterra soddisfatti. Di colpo da sinistra (cosa rara nei giochi di piattaforme) appare un topo di corsa che è quasi inevitabile se non lo si aspetta. La Hudson sfida i nervi del giocatore ma diverte con alcune trovate che si fanno perdonare le imprecisioni e le ingiustizie.
Recensione Videogioco NEW ADVENTURE ISLAND scritta da MAURO.CAT New Adventure Island è un buon platform pieno di insidie ma anche di divertimento. Tecnicamente non è assolutamente perfetto e la sua somiglianza (uguaglianza) con Wonder Boy potrebbe far storcere il naso a molti. Io mi sono divertito ed ho accettato la sfida offerta da Hudson Soft fino alla fine senza cedere.
Se siete amanti dei platform ci sono titoli migliori nella Virtual Console ma se gradite i titoli di piattaforme ritmati ed un po’ rigidi che puntano molto più sui riflessi e sull’abilità manuale piuttosto che sull’esplorazione allora potete indirizzarvi verso New Adventure Island.
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