Recensione di Trauma Center: Second Opinion

Copertina Videogioco Trauma Center
  • Piattaforme:

     WII
  • Genere:

     Simulazione
  • Sviluppatore:

     Atlus
  • Data uscita:

     Disponibile USA-JAP / 10 agosto PAL
- Sistema di controllo preciso e immediato
- Tutta l'imprevedibilità dei veri interventi chirurgici
- Molto giocabile e divertente
- Storia ampliata
- Tecnicamente solo funzionale
- Occasionalmente diventa frustrante
- Mancanza di una modalità multiplayer
A cura di (Star Platinum) del
Otto mesi circa. Questo è l’interminabile periodo di tempo che si è reso necessario per l’uscita della versione europea di Trauma Center: Second Opinion per Wii. Senza andare troppo ad indagare su delle scelte che ai più appariranno incomprensibili e poco influenti ai fini di valutare la qualità di un prodotto, è più che probabile che nel frattempo qualcuno si sia domandato se fosse davvero un titolo da tenere d’occhio. Adesso che le vacanze estive si stanno ormai concludendo e con la prospettiva di un lungo inverno da superare, appare più che doveroso rispondere a questi interrogativi nel miglior modo possibile.

Una storia tagliente
La prima edizione di Trauma Center fece la sua comparsa nel mercato videoludico oltre un anno e mezzo fa per Nintendo DS, risultando subito molto originale grazie ad un perfetto mix tra una simulazione vera e propria ed un approccio immediato e semplice alla professione di chirurgo. Il gioco appariva infatti molto particolare, solo in apparenza semplice ma di fatto dotato di una meccanica complessa e soprattutto dotato di un livello di difficoltà che lo rendeva impegnativo e adatto anche a un target di gamers esperti. Anche in questa occasione il tutto ha mantenuto inalterato l’ispirata atmosfera del passato, manifestando fin dai primi minuti di gioco una forte componente ludica a discapito di una realizzazione tecnica che colpisce per pulizia estetica ma non impressione particolarmente. Se in altri generi questo aspetto potrebbe risultare decisamente compromettente nel risultato finale, fortunatamente in questo caso fa piacere sottolineare come per una volta ogni cosa sia stata pensata in funzione di un approccio immediato, ma in grado di funzionare così bene solo grazie alle caratteristiche tecniche della console, per cui questo titolo pare essere stato pensato su misura.
Per prima cosa è bene precisare che non vi troverete ad avere a che fare con un seguito dell’episodio apparso a suo tempo su DS, ma ad una versione riveduta e corretta che oltre ad aver beneficiato delle dovute migliorie tecniche ha subito anche sostanziali novità in diversi aspetti. Il vostro compito consisterà nel prendere il controllo di Derek Stiles (cui presto si aggiungerà anche un secondo personaggio selezionabile, tale Dr. Weaver), un chirurgo tanto giovane quanto abile nel compiere qualsiasi genere d’intervento grazie a spiccate doti di concentrazione derivanti da una particolare abilità innata, o dono di natura se preferite.

Mani di fata
Proprio come accadeva in passato, anche questa volta dovrete completare oltre quaranta missioni contraddistinte da altrettanti interventi chirurgici suddivisi in sette capitoli dal grado di difficoltà sempre più impegnativo. Il primo aspetto che colpisce si può riassumere con l’impeccabile risposta ai comandi e precisione che accompagnerà ogni vostro movimento, anche quelli apparentemente più elaborati, garantendovi –dopo un minimo periodo di pratica- una manualità degna di un genio del bisturi e permettendovi di arrivare in modo semplice ed intuitivo alla scelta della migliore cosa da fare, anche nelle situazioni di emergenza dove oltre ad avere nervi saldi sarà necessaria anche parecchia rapidità d’esecuzione. L’utilizzo di Wii Remote e Nunchuk in combinata risulta molto utile e oltre agli strumenti già visti in precedenza ne sono stati introdotti di nuovi per rendere più completa l’esperienza di gioco e fare in modo che ogni vita salvata rappresenti davvero un’enorme soddisfazione. Per la precisione le new entry corrispondono ad un Defibrillatore (fondamentale in caso di arresto cardiaco ed estremamente divertente da usare durante l’atto di praticare il tipico massaggio di riattivazione vascolare), una Penlight (per illuminare piccole zone d’ombra) ed una Flash Camera (dal funzionamento simile al precedente strumento ma con possibilità di ampliare la durata dell’effetto d’illuminazione). Niente di particolare, ma il set in dotazione appare comunque in grado di garantirvi il massimo dell’efficienza e del realismo possibile.
Rispetto alla versione originale, le novità si estendono anche al concetto di storia, inserendo finalmente una struttura narrativa interessante e in grado di legare in modo più approfondito ogni vostra missione. Se i primi interventi potrebbero infatti apparire come una serie di operazioni di routine non ci vorrà molto tempo prima che veniate a conoscenza della causa di molti dei problemi che vi ritroverete a cercare debellare: il GUILT. Questo è infatti il nome di un pericoloso e letale virus sviluppato da alcune organizzazioni criminali dalle intenzioni davvero inquietanti, che non mancherà di fare la sua comparsa in diverse situazioni cliniche, presentandosi sotto forma di tumori cui dovrete opporre tutta la vostra abilità prima che degenerino in forme sempre più gravi a causa della natura mutante del virus che cercherà sempre nuove strade per far breccia nelle difese immunitarie del povero ospite che lo avrà in corpo. I più impressionabili però non devono temere nulla, l’aspetto grafico è ben lontano dall’essere raccapricciante ed anzi mostra un’anatomia solo in parte dettagliata seppur estremamente convincente e funzionale.

Intervento perfettamente riuscito
Non vi è alcun dubbio che Trauma Center: Second Opinion sia un gioco degno di far parte della ludoteca di ogni possessore di Wii. Grazie all’esperienza passata il titolo è stato migliorato in funzione di una meccanica più coinvolgente e di una storia interessante, elementi che arricchiscono ulteriormente un prodotto già ottimo nel suo insieme. Sin dai primi minuti di gioco è chiaro che l’estrema precisione riservata al sistema di controllo è un elemento privilegiato e importante ai fini di garantire il massimo del divertimento possibile, anche dopo svariate ore. Il livello di difficoltà è ben bilanciato ma occasionalmente vi capiterà di dover sudare le sette proverbiali camicie per riuscire a completare ogni missione in modo corretto e soprattutto nel rispetto del tempo limite. Il fatto che i primi interventi appaiano fin troppo semplici non deve infatti illudervi di poter completare il gioco in un’unica sessione, anzi sarà necessario diverso tempo prima che possiate ottenere risultati impeccabili. Concettualmente l’idea simulativa di base è espressa in modo sufficientemente approfondito e anche se il ritmo può apparire non molto dinamico in realtà avere grande lucidità nella mente e nelle mani saranno due aspetti che si riveleranno essenziali con il proseguimento della vicenda. Nonostante la realizzazione tecnica non si possa dire come una delle più elaborate mai viste fino ad oggi su Wii, nella sua semplicità risulta funzionale e dotata di una palette grafica convincente, abbinata ad uno stile anime simpatico e ben ispirato. Le musiche non sempre appaiono adatte alle circostanze, ma nella maggior parte dei casi sapranno sottolineare ottimamente i momenti di maggior tensione. Indubbiamente l’aspetto migliore è rappresentato dalla giocabilità che nonostante l’assenza di una modalità multiplayer risulta sempre ad alti livelli e non impedisce di godersi pienamente uno dei migliori giochi degli ultimi mesi che coinvolge grazie ad un divertimento sano, semplice e soprattutto adatto a tutti senza distinzioni di sorta.
Recensione Videogioco TRAUMA CENTER: SECOND OPINION scritta da STAR PLATINUM Arrivato in Europa con alcuni mesi di ritardo rispetto alle altre versioni, Trauma Center Second Opinion fa della giocabilità davvero massiccia uno dei suoi pilastri più solidi. Nonostante il gioco sia stato realizzato attraverso un’evoluzione del fortunato episodio apparso tempo addietro su Nintendo DS e malgrado i piccoli difetti evidenziati in sede di recensione, comunque non tali da comprometterne il giudizio complessivo, ognuno potrà trovare in questa originale e interessante simulazione un titolo dal gameplay ben strutturato attorno ad una meccanica solida e che ottimamente si sposa con le caratteristiche della console. Le numerose missioni disponibili garantiscono una longevità più che buona e gli eventi imprevisti di cui la trama è ricca contribuiscono a rendere ogni intervento chirurgico sempre ricco di tensione e altamente coinvolgente. Finalmente ci si ritrova ad avere a che fare con un titolo davvero pensato per sfruttare pienamente le caratteristiche del Wii, che pur non offrendo una realizzazione tecnica sopra la media riesce a mostrare un dettaglio grafico molto nitido anche su tv di ultima generazione. Tirando le somme, il titolo è caldamente consigliato a chiunque, a patto di essere disposti ad utilizzare un po’ di materia grigia a discapito di un ritmo elevato. In un periodo caratterizzato da produzioni troppo povere di idee, Trauma Center riesce ad accendere quella scintilla in grado di tenere piacevolmente incollati allo schermo per tante ore di sano divertimento.
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