Recensione di Mega Man

- Gioco avvincente anche ai giorni nostri
- L’inizio di un mito
- Divertente
- A tratti frustante
- Alcune imprecisioni nei comandi
A cura di (Mauro.Cat) del
Il piccolo robot blu
Capcom pubblica nel 1986 per Famicon il primo episodio di una delle serie più longeve e numericamente più ricche nella storia dei videogiochi. Il successo è immediato e solo per la console Nintendo vengono prodotti ben sei episodi di qualità talvolta altalenante.
Il personaggio di Megaman in questi vent’anni fa la sua comparsa su numerosi altri formati tra seguiti, raccolte e spin off. Un gioco della serie appare su Nes, Snes, Megadrive, Game Boy, Game Gear, PC, PS1, PS2, Saturn, Xbox, Gamecube, Ds, Psp ed in un paio di versioni arcade di dubbio valore.
Megaman è un robot, creato dal Dr. Wright, che combatte il male impersonificato nel cattivo di turno, il perfido Dr.Wily, creatore a sua volta di numerosi robot malvagi ad ognuno dei quali è assegnata un’abilità specifica che associata al suffisso –man da anche il nome al nemico di turno. Proprio nella caratterizzazione dei nemici e dei comprimari sta buona parte del successo della serie che ancora oggi diverte come allora.

Vent’anni dopo
Lasciando da parte i sentimentalismi e l’affetto personale che provo per questa serie passo ad analizzare gli elementi che la caratterizzano.
Megaman è un gustoso mix tra azione, sparatutto e piattaforme. Il personaggio si muove saltando da una piattaforma all’altra sparando con il suo fido buster.
Lo scopo dell’avventura è sconfiggere i sei bossi fine livello (negli episodi successivi diventeranno otto) ed assorbire la loro “arma segreta”. I sei livelli vanno affrontati con una discreta dose di strategia visto che sono tutti selezionabili dall’inizio e che le armi ottenute funzionano con un meccanismo a catena. Ad esempio l’arma di Cutman è utile per sconfiggere più in fretta… beh sta a voi scoprirlo.
Le ambientazioni sono molto differenti e ben costruite. Si passa dal classico mondo infuocato ad una sorta di cantiere edile passando per lo stage dedicato all’elettricità. Una volta sconfitti i sei boss si procede con un livello finale caratterizzato da un elevato grado di difficoltà. È inoltre nascosta per i vari mondi una ulteriore arma segreta che permette di rendere più semplici alcuni passaggi.

Il lato tecnico
Lo stile grafico appare pulito e colorato oggi come allora. L’aspetto super deformed dei boss è buffo ma credibile ed anche il design dei livelli è piuttosto vario ed accattivante.
Le note dolenti del gioco sono legate ad alcune imprecisioni nei comandi. Il personaggio non si abbassa, non scivola e non si appende ai muri. La tendenza all’effetto pattinaggio dopo un salto ed alla conseguente caduta nel vuoto è fastidiosa. A queste difficoltà nel controllo si aggiungono alcuni schemi caratterizzati da rampe semoventi e da blocchi che spariscono e compaiono. In particolare il livello ambientato nel mondo dei ghiacci, presieduto da Iceman, si presenta a tratti molto poco giocabile.
Le musiche sono simpatiche ed orecchiabili. Riascoltandole dopo alcuni anni mi sono messo a fischiettarle in breve tempo. Gli effetti sono invece un po’ troppo metallici ed ormai ampiamente superati.
Tra le curiosità va sottolineato come questo sia l’unico gioco della serie a calcolare il punteggio ottenuto sconfiggendo i nemici. Tale caratteristica, tipica dei videogiochi degli anni ottanta e legata in parte agli arcade, è andata perduta nei successivi episodi.

I punti di forza
Megaman diverte. Questo è l’aspetto più importante. La ricerca della strategia corretta da seguire per terminare i livelli principali è coinvolgente. Arrivare allo scontro con un boss e rendersi conto di non avere l’arma giusta per sconfiggerlo è un ulteriore stimolo a cercare e provare nuove strade per proseguire. Il livello di difficoltà è impostato su standard medio alti e la longevità del titolo si attesta quindi su buoni livelli. La grafica non sfigura e gli sprites sono dettagliati e ben animati. Va inoltre sottolineato come la serie classica appaia più lineare e scanzonata rispetto alla successiva e più seriosa saga di “Megaman X”.
Recensione Videogioco MEGA MAN scritta da MAURO.CAT Personalmente non posso che consigliare l’acquisto di questo classico, probabilmente uno dei migliori episodi della serie. Le espressioni assurde dei boss di fine livello, la sfida che offre il gioco ed il sentito pentimento del Dr. Wily alla fine dell’avventura valgono da soli il” prezzo del biglietto”. Megaman è un classico che va acquistato sia come pezzo di storia dei videogiochi sia come prodotto in grado di offrire quel divertimento e quella intelligenza nella costruzione della struttura che talvolta mancano nelle recenti produzioni.
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