Recensione di Vigilante

Copertina Videogioco
  • Piattaforme:

     WII
  • Genere:

     Picchiaduro
  • Sviluppatore:

     Irem Corporation
  • Distributore:

     Nintendo
  • Lingua:

     Inglese
  • Giocatori:

     1
  • Costo:

     800 Punti
- Tecnicamente discreto - Terribilmente difficile
- Molto corto
A cura di (OldBoy) del
Il cabinato di Vigilante!Un tempo quando si andava in sala-giochi, lo si faceva per ammirare quei videogiochi che di li a breve sarebbero potuti approdare sui nostri sistemi casalinghi. Proprio tanti anni fa, sempre in sala-giochi, furoreggiava in particolare un genere caro a molti retrogamers, il picchiaduro a scorrimento, nella mia lunga “carriera” da giocatore ne avrò passati in rassegna a centinaia e centinaia, chi più bello e chi meno, chi più difficile e chi meno. Ma se i nomi più altisonanti della categoria risultano giochi come Golden Axe, Final Fight e Knights of the Round, sicuramente saranno in pochi a ricordarsi un certo titolo dell’Irem, il suo nome è Vigilante.
L’anno era il 1988, io personalmente avevo dieci anni e sebbene all’epoca non avessi una grandissima memoria, ricordo con certezza di non aver mai sfiorato il cabinato di Vigilante negli anni avvenire. Se devo essere sincero, dubito fortemente che lo stesso cabinato possa essere stato importato nel vecchio continente. Ciò nonostante, quel che mi ricordo con assoluta sicurezza, è di essere entrato in un negozio di elettrodomestici alle soglie del mio tredicesimo anno di vita e di essermene uscito dal negozio con cinquantamila lire in meno in tasca e con la cartuccia di Vigilante in un piccolo sacchetto di nylon.
Probabile che sia stato questo ricordo a far scattare in me la scintilla, quella voglia di riscoprire questo antico gioco che proprio grazie alla Virtual Console del Wii ritorna alla ribalta dopo quasi vent’anni dalla sua nascita.

Alla ricerca della Madonna perduta
La trama non è certamente delle memorabili e per quanto poco potesse contare all’epoca nel contesto di un videogame, era chiaramente ispirata a quel Double Dragon di Technos che proprio un anno prima si era affacciato in sala. Il protagonista della storia è proprio un vigilante solitario, il quale facendo ricorso alle sue sole forze ed ad una manciata di armi disseminate lungo il cammino, dovrà vedere di ripulire la città dalla classica ondata criminale e salvare la sua ragazza Madonna, rapita e tenuta in ostaggio dagli sgherri della Skinheads, una pericolosissima gang di malavitosi. A questo punto vorrei permettermi un’osservazione; ho dei seri dubbi che nella versione MS, la ragazza del vigilante si chiamasse effettivamente Madonna, anche perché di un nome così poco comune me ne sarei di certo ricordato, in ogni caso è giusto un pensiero che lascia il tempo che trova, ma continuiamo a parlare del gioco in se che è meglio.
Così come nella sua versione per Sega Master System, anche questa versione per PC Engine, è contraddistinto da un elevato grado di difficoltà, cosa che già all’epoca destò in me un forte senso di frustrazione. I nemici non faranno complimenti venendovi incontro, “balzando” da qualsiasi posizione per suonarvele con ogni mezzo a disposizione; pugni, calci, mazze, coltelli, pistole e addirittura a bordo di potenti moto. Lasciate che vi confidi una cosa, raggiungere il secondo stage per arrivare ai suoi due boss è sicuramente un’impresa, finire il gioco poi, rappresenta un evento da segnare sul calendario dei ricordi. Se proprio devo dirla tutta, rispetto alla versione MS provata da me anni ed anni fa, la versione PC Engine gode di una fluidità maggiore, la quale conferisce al gioco in se anche un lieve incremento dal punto di vista della giocabilità, tuttavia non abbastanza da rendere Vigilante un gioco degno di essere ricordato.

Tecnicamente parlando
Cosa potevamo pretendere tanti e tanti anni fa da una console come il Master System, sicuramente non la grafica proposta da una console particolare come il PC Engine, una console in grado di mostrare cose veramente stupefacenti per una console ad 8 bit. Il gioco come abbiamo detto non era altro che un picchiaduro a scorrimento col protagonista libero di spostarsi su di un solo livello di parallassi. Le dimensioni del personaggio principale, come del resto di tutti i nemici su schermo (un po’ tutti uguali) sono tutto fuorché contenute con un livello di dettaglio gradevole. Unica eccezione sono i boss di fine livello, in parole povere dei veri “giganti” rapportati alle dimensioni di tutti gli altri personaggi presenti nel gioco. Anche il livello di dettaglio dei vari livelli non è poi malaccio con palazzine ben caratterizzate e contraddistinte da una discreta varietà. Anche i pochi effetti quali le esplosioni delle moto non sono poi male se si considera l’anzianità del prodotto e la macchina che lo ospita. Dal fronte sonoro ci troviamo di fronte a qualcosa di tutto sommato simpatico, niente d’eccezionale s’intende, ma all’epoca i pochi canali messi a disposizione dell’hardware si presuppone che fossero decisamente sfruttati a dovere con motivetti incalzanti ed effetti audio pregevoli inerenti ai colpi inferti ed a gemiti di dolore provocati dai colpi subiti.

Consigli per gli acquisti
Nonostante nel campo dei picchiaduro a scorrimento, il gioco goda ancor oggi del suo fascino primordiale, non mi sento proprio in vena di consigliare un gioco come Vigilante a mezzo mondo, perché se è pur vero che i tempi passano e le nuove tecnologie avanzano, è anche vero che oggi come oggi una partita a Final Fight o a Golden Axe risulta ancor oggi piacevole, al contrario del vetusto prodotto dell’Irem dove il divertimento si fa prendere in contropiede proprio da quel senso di frustrazione legato all’eccessiva difficoltà. Mi dispiace essere troppo crudele ma sarà meglio conservare questi santissimi seicento punti per qualcosa di meglio.
Recensione Videogioco VIGILANTE scritta da OLDBOY Provate a farvi una partita e vedrete come inizierete a bestemmiare in turco quando vi prenderanno alla gola ed in men che non si dica vi spazzeranno dalla faccia della terra. Niente da fare, Vigilante era un gioco arduo da portare a termine tanti e tanti anni fa e lo è ancora oggi. Ricorrere al fuoco turbo vi potrà aiutare fino ad un certo punto, è quando vi presenterete al cospetto dei vari boss che inizierete a vedere i sorci verdi. Non sicuramente un prodotto memorabile, ma passabile e “degno” di essere giocato, giusto se in voi si nasconde una piccola vena masochista.
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