Recensione di Spider-Man 3

Copertina Videogioco Spider-Man 3
  • Piattaforme:

     WII
  • Genere:

     Platform
  • Sviluppatore:

     Interno
  • Distributore:

     Activision
  • Lingua:

     n.d.
  • Giocatori:

     1
  • Data uscita:

     disponibile
- Buona trama
- Qualche buona novità...
-...anche se non moltissime
- Grafica old-gen
- I comandi del Wii non sono sfruttati a fondo
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A cura di (Songoku) del
Sbancati i botteghini delle sale, il terzo episodio dedicato alle avventure dell’Uomo Ragno arriva anche sulle nostre console e i nostri Pc. Analizziamo ora la versione Wii, cercando di capire se rende giustizia a un eroe come Spider-Man!

E se questo fosse il vero film?
C’è una riflessione da fare, applicabile a tutte le piattaforme. Il maggiore difetto della pellicola cinematografica da cui questo gioco deriva è il fatto di comprimere molti avvenimenti in un arco di tempo necessariamente breve. Due ore di film per tutti quei combattimenti e nemici sono un po’ poche, e rischiano di condensare troppo il tutto.
La grande opportunità offerta dalla versione videoludica dell’Arrampica-muri è proprio la possibilità di diluire maggiormente la storia, rendendola più omogenea e fluida. Spider-Man 3 The Game presenta una storyline da una decina di ore circa (nella media del genere action dunque), che possono aumentare se decidiamo di dedicarci al pattugliamento della città e alle sotto-missioni. Grazie a questo caratteristica possiamo, giusto per fare un esempio, passare molto più tempo ad ammirare Peter Parker con indosso il costume nero, così come possiamo vederlo lottare contro l’inclinazione malvagia che il simbionte scatena. È un banale conto matematico: per narrare una storia sviluppata da decenni di fumetto sono meglio 10 ore (di videogioco) piuttosto che 2 (di film).

La storia
Fatta questa premessa addentriamoci maggiormente nell’analisi del gioco. Come già gli episodi precedenti, Spider-Man 3 ripercorre la trama del film, avendo però cura di arricchirla con altri personaggi e situazioni non presenti nella pellicola cinematografica ma estratti direttamente dall’universo fumettistico di provenienza.
In particolare possiamo incontrare più nemici che non al cinema: citiamo, giusto per dirne due, Lizard (l’Uomo Lucertola) e Shriek (la donna dai potenti poteri psichici che è anche uno dei due personaggi bonus della versione Wii, insieme a Morbius), che insieme formano peraltro una costola narrativa importante: si intersecano con le vicende relative al Goblin e al simbionte per dare maggiore respiro alla vicenda e, come si diceva, un maggiore senso di compiutezza.
In generale si percepisce il tentativo di evitare un’esperienza eccessivamente scriptata, dando al giocatore la possibilità di costruirsi almeno in parte il proprio percorso narrativo.

Il gameplay
Il gameplay merita un’analisi più approfondita, perché ci sono alcune interessanti novità ma anche consueti difetti. In più dobbiamo occuparci dell’implementazione dei controlli del Wii, che puntano sempre a ottenere un risultato particolare e diverso da quello dei diretti concorrenti.

Da questo ultimo punto di vista la cosa migliore è l’oscillazione di Spidey tra gli edifici della città. Per lanciare le nostre ragnatele e dondolarci tra i palazzi dobbiamo premere i pulsanti B e Z, rispettivamente sul telecomando e sul Nunchuck; contemporaneamente occorre muovere le mani in modo vagamente simile a come fa lo stesso Uomo Ragno, quando allunga le braccia prima di lanciare i suoi fili. La tecnica è di facile apprendimento, e rende l’esperienza dell’oscillazione decisamente gratificante.
Molto meno riuscite le fasi di combattimento, dove le potenzialità del Wii non riescono a dare un reale surplus di qualità: per menare pugni dovremo semplicemente agitare il telecomando (un po’ come in Zelda: Twilight Princess), secondo un meccanismo non particolarmente accattivamente (anche perché va ancora bene se devo tirare fendenti di spada, ma quel movimento coi pugni c’entra ben poco). Anche le combo di attacco non ricevono particolare giovamento dai controlli del Wii: è il problema tipico dei giochi multipiattaforma, che su Wii faticano a trovare una propria anima nel momento in cui il gioco non è stato pensato appositamente per le peculiarità della console.

Problemi anche nella gestione della telecamera: la grande mobilità del protagonista fa sì che la visuale sia spesso posizionata in posizione svantaggiosa, tale per cui il giocatore si trova spaesato, incapace di ritrovare rapidamente l’assetto giusto. Sono i momenti in cui si vorrebbe correre su un muro e ci si trova invece a saltare ovunque a casaccio, senza nemmeno vedere la parete che si vorrebbe scalare. L’uso del tasto C per centrare l’inquadratura alle spalle del personaggio non è di grande aiuto, primo perché andrebbe premuto molto di frequente, secondo perché per usarlo serve lo stesso dito necessario per saltare: molto scomodo se consideriamo che i balzi sono una costante del gioco.

A livello più generale, notiamo come gli sviluppatori abbiano cercato di dare maggiore brio e varietà a un impianto di gioco che nel precedente episodio risultava un po’ ripetitivo. Il risultato è riuscito a metà: bella l’idea di disseminare la città di diverse bande criminali, che Spider-Man può tenere sotto controllo sulla mappa cercando di evitare che si espandano troppo ai danni della polizia. Quindi una situazione potenzialmente molto più dinamica rispetto a due anni fa, quando ci si trovava a compiere missioni molti simili, contro criminali tutti uguali, o per salvare operai sempre identici che stanno cadendo da un tetto.
Tuttavia, come si diceva, lo scopo è raggiunto solo in parte: è vero che ci sono diverse bande, ognuna caratterizzata a livello di costumi e armi, ma alla fine ci si ritrova sempre a picchiare i criminali nello stesso modo, con poche, insignificanti variazioni di strategia (a seconda della presenza di scudi, armi a lunga distanza ecc). Ogni volta si cerca di giustificare l’intervento di Spider-Man in modo diverso (e già è comunque un miglioramento rispetto all’episodio precedente), ma che si tratti di recuperare importanti file, salvare persone rapite, recuperare tortine alla frutta, sempre a cazzotti dobbiamo fare. Qualche variante c’è, come quando è richiesto all’eroe di aprire cassonetti o spegnere incendi, ma niente di speciale.

Come già in passato possiamo potenziare il nostro personaggio attraverso la spesa di punti esperienza da accumulare compiendo le varie missioni. I potenziamenti non sono moltissimi, ma abbastanza vari: si va dalle nuove combo per i combattimenti all’allungamento della barra della salute, da nuove evoluzioni in aria a mosse particolarmente efficaci da compiersi con la ragnatela.

Arriviamo ora alle due note più liete del capitolo gameplay: l’introduzione delle fasi “cineractives” e il costume nero.
Le prime sono quelle sezioni di gioco in cui, come accadeva in God of War, ci viene richiesto di effettuare determinate combinazioni di tasti (e di movimenti nel caso del Wii) per dar vita a sequenze particolarmente accattivanti dal punto di vista visivo, con evoluzioni pre-programmate che non potremmo ammirare nella normale modalità di azione. Queste fasi sono abbastanza numerose e ben integrate nel gioco, e pur non essendo più una novità rappresentano sempre una rinfrescata a un gameplay che come detto rischierebbe di farsi altrimenti un po’ monotono. Come accennato, usando i controlli del Wii, più che usare i tasti dovremo muovere in vari modi telecomando e Nunchuck (spostamenti laterali o verticali), stando attenti a non mancare i vari step pena l’arresto della sequenza.
Se combattere con i normali criminali diventa presto abbastanza ripetitivo, bisogna anche dire che i vari boss sono più divertenti da affrontare, perché ognuno va sconfitto in qualche modo particolare, da scovare con intelligenza (neanche troppa in verità…) e con il supporto delle fasi cineractives.
L’introduzione della tuta nera è un altro punto a favore del titolo. Dal punto di vista strettamente operativo notiamo come il nuovo costume aumenti sensibilmente le capacità atletiche di Spider-Man, consentendo evoluzioni più elaborate e potenti, una maggiore velocità, e un incremento del danno subito dai nemici sotto i nostri colpi. In realtà però la cosa migliore è proprio la tensione che si viene a creare tra Spider-Man normale e la sua versione nera: indossare troppo a lungo il simbionte è pericoloso, in quanto se non lo si adopera con parsimonia si può venire soggiogati dal suo potere malvagio (in pratica il gioco finisce). Quindi da una parte siamo spinti a usare poco il costume nero per non rischiare di perdere, dall’altra parte però siamo anche invogliati a sfruttarlo perché la forza dei nemici è calibrata nel modo corretto, tale da farci venire spesso voglia di sfoggiare le maggiori capacità del simbionte. Senza contare che indossare la tuta nera è decisamente più appagante anche solo a livello visivo!
Trasformarsi in Spider-Man nero è molto facile, basta premere un tasto, tornare normali è invece più ostico: dovremo infatti, come per le fasi cineractives, eseguire correttamente una serie di mosse, senza la quali Peter non sarà in grado di levarsi di dosso la pericolosa creatura aliena. Da questo punto di vista un buon risultato dunque, che ci fa sentire bene la tensione tra le due anime del nostro eroe.

Comparto tecnico
Arriviamo alla nota dolente. A livello tecnico Spider-Man 3 in versione Wii non arriva alla sufficienza. E intendiamoci, non perché sia ”brutto”: la città è piuttosto grande, e possiamo girarla in lungo e in largo fiduciosi che le nostre evoluzioni tra i palazzi saranno rese in modo sostanzialmente convincente. Ma il vero problema è che questi risultati erano già stati in buona parte raggiunti da Spider-Man 2, nella precedente generazione di console. Su Wii i miglioramenti grafici rispetto alle versioni old-gen non sono particolarmente apprezzabili: il livello di dettaglio è vagamente accettabile per quanto riguarda gli edifici, mentre cala vistosamente con le persone e i veicoli. Anche la qualità delle textures è piuttosto bassa, con una corposità e un colore che rendono l’ambientazione monotona, con troppi palazzi simili uno all’altro.
Sotto questo aspetto perciò le versioni Xbox 360 e Ps3 sembrano molto più avanti (anche se nemmeno loro paiono sfruttare adeguatamente l’hardware a disposizione). Non si dimentichi poi che si assiste a frequenti cali di frame rate: niente di clamoroso in verità, la giocabilità non è per nulla compromessa, ma ci si accorge del vistoso cambiamento nei brevi momenti in cui improvvisamente il gioco diventa fluidissimo (tipicamente quando ci sono meno dettagli a schermo da gestire). In questi casi si rimpiange il fatto che non sia sempre così!

Sotto il versante audio troviamo vari effetti e voci già sentiti due anni fa. Nel complesso si rimane soddisfatti, senza però gridare al miracolo. Da notare però è l’accresciuta qualità dei dialoghi, con alcune battute di Spider-Man che questa volta sono davvero divertenti. Gradita la presenza dei doppiatori italiani del film.

Longevità
Come già accennato, il gioco rientra nei canoni dell’action, con una trama principale che porta via una decina di ore. Ma bisogna anche considerare che c’è la possibilità di soffermarsi sulle missioni minori e sulla lotta alle bande criminali, che specie all’inizio del gioco (quando ancora è divertente il semplice scorazzare per la città) possono offrire qualche mezz’ora di gioco in più. Nel complesso comunque c’è di che essere abbastanza soddisfatti.
Recensione Videogioco SPIDER-MAN 3 scritta da SONGOKU Spider-Man 3 si è rivelato un gioco abbastanza divertente pur con alcuni importanti limiti (su tutti una certa ripetitività dell’azione) che purtroppo erano presenti anche in passato. La cosa migliore è comunque la capacità, rinnovata e perfezionata, di offrire un’esperienza di gioco che ci avvicini davvero a un personaggio come Spider-Man (che bello oscillare tra i grattacieli!). Il voto finale della versione Wii risente molto dei difetti del comparto tecnico: troppo bassa la qualità grafica, che avvicina il titolo ai prodotti della vecchia generazione. Xbox 360 e Ps3 (che pure non sfruttano di certo tutto il loro potenziale) offrono una qualità visiva ben superiore, in un gioco dove proprio la resa dell'ambientazione è un elemento di grande importanza. Un divario che purtroppo non è adeguatamente compensato dai controlli tipici della console Nintendo, che non riescono a dare quel surplus di immersione che da loro ci si aspetterebbe: si finisce purtroppo col non trovare differenza rispetto ai più tradizionali pad. Anzi, si arriva a rimpiangerli.
Un titolo comunque consigliato ai fan dell’Uomo Ragno possessori di Wii, che non potessero mettere le mani sulle versioni per 360 e Ps3.
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