Recensione di Need for Speed: Carbon

Copertina Videogioco Need for Speed:
  • Piattaforme:

     WII
  • Genere:

     Guida
  • Sviluppatore:

     EA Canada
  • Distributore:

     EA Italia
  • Lingua:

     Italiano (testo e parlato)
  • Giocatori:

     TBA
  • Data uscita:

     Disponibile
-Tanti sistemi di controllo -Non tutti adeguati
-Niente online
-Poco tuning
A cura di (Onilink) del
Need for Speed è una saga che nasce nell’era 3d, su Playstation, e riesce a guadagnare una nutrita fetta di appassionati di racing game.
Dopo i primi, esaltanti capitoli, la serie va calando, per poi riprendersi con i due Underground, che segnano un punto di svolta, complice il film, allora nelle sale, The Fast and The Furious, riportando Nfs agli antichi fasti.
Ora tocca al nuovo arrivato, Carbon, mantenere alto l’onore della serie già incrinato dal predente Most Wanted, e su Wii tenterà di farlo con un inedito sistema di controlli: ci riuscirà, o sarà un buco nell’acqua? Scopriamolo insieme.

The Fast and the Furious
La storia di Carbon inizia subito dopo la conclusione di Most Wanted, se potesse interessare il filo logico della trama.
Questa volta siamo a Palmont, cittadina molto probabilmente confinante con Everwood (e chi non conosce le simpatiche avventure del medico boscaiolo trasmesse su Italia 1?), datane la particolare conformazione montana.
Ci accingiamo ad intraprendere una gara contro un cacciatore di taglie; finita la corsa avremo un finale (letteralmente) con il botto: un incidente che nemmeno in Burnout si era mai visto.
Per nostra fortuna, un nostro amico ci toglie le castagne dal fuoco, mettendoci al riparo dal bounty hunter, accogliendoci nella sua squadra ed offrendoci la possibilità di riscattarci e diventare ancora una volta il miglior pilota del paese. Non è proprio come salvare principesse o regni interi da maghi malvagi, ma ha il suo fascino.

Il carbonio la fa da padrone
Parliamo ora del titolo in sé, e delle varie modalità che troveremo per intrattenerci il più a lungo possibile.
Nel gioco faremo parte di un vero e proprio team di corse clandestine, e tale novità è stata implementata nel gameplay per renderlo più tattico ed avvincente rispetto ai precedenti, anche se a discapito della parte migliore di tutti gli Underground, ma ne parleremo in seguito.
E’ possibile ( previo ordine) accodarsi ad un drafter (tutta brava gente della nostra crew) per aumentare la velocità; si può ordinare ad un compagno di ostacolare gli avversari dietro di noi, rallentandoli come in Formula 1 sanno fare (i cosiddetti blockers); ed infine c’è lo scout, utile per individuare scorciatoie (se proprio non avete voglia di trovarle da soli).
Il sistema di aiuti a squadre è già stato brevettato, seppur con comandi diversi, da sparatutto a bordo di navicelle… e come i suddetti titoli, i compagni a poco servono, meglio far affidamento ad una buona preparazione maturata con la pratica.
Palmont City è divisa in diversi territori, ognuno comandato da una banda, per prendere il controllo dell’area è necessario sfidare e battere tale team (e non è detto che la crew non si ripresenti per la rivincita).
Ogni territorio è diviso in più sezioni, da conquistare vincendo delle gare, conquistate tutte le sezioni si diventa “padroni” del territorio.
Abbiamo poi diverse modalità di gioco, alcune tradizionali (come la fuga dalla polizia, testa a testa, ecc..), altre nuove di pacca che costituiscono quello che dovrebbe essere il futuro della saga.
Effettuando un “evento derapata” si ci ritrova a gareggiare in circuiti chiusi cercando di derapare per guadagnare punti, i drift “validi” possono avvenire solo in alcuni tratti del circuito mentre se toccheremo il bordo ci verrà annullato il tutto; inutile dire che bisognerà cercare di driftare il più spesso possibile mantenendo una durata elevata per avere il punteggio migliore.
Nel corso del gioco ci saranno anche prove basate sulla velocità raggiunta su determinate piste, l’ideale se avete l’accelleratore facile.
Conquistando tutte le sezioni in un determinato territorio, si più sfidare il capo della crew dominante.
La prima parte della sfida è una semplice corsa d’auto; nella seconda parte, come nei capitoli Underground, si dovrà cercare di colmare la distanza dall’avversario, senza però farci distanziare troppo; ci sarà un cambio di ruoli nella seconda parte (della seconda parte) della sfida, vince chi fa più punti (e si è avvicinato di più al rivale).
Ci sono poi tutte le altre modalità già viste in Most Wanted, che purtroppo non è stato ben digerito dai fan.
Ultima cosa da dire, per la modalità single player, riguarda la scelta della macchina, o meglio del tipo di auto.
All’inizio del gioco sarà possibile effettuare la propria scelta su una delle tre diverse tipologie di veicolo (sono presenti, nel gioco, circa 30 macchine licenziate): American Muscle, Import Tuner ed European Exotic, ognuna con le proprie caratteristiche di potenza e manovrabilità.
Una volta fatta, però, non si potrà cambiare la propria decisione, e si è quindi costretti ad intraprendere la carriera da pilota con quel tipo di auto, cosa per nulla piacevole. Buona scelta per longevità, però (beh, siamo “costretti” a finire il gioco per tre volte), anche se una maggior varietà di scelta tra una gara ed un’altra avrebbe giovato al gioco. C’è poca roba da dire per il multiplayer invece, l’online è assente (come in tutti i giochi al lancio, del resto), mentre c’è una modalità offline in split screen che si adatta solo a chi possiede televisori adeguati.


La potenza è nulla senza controllo.
Need for Speed, nella sua prima incarnazione su console Wii, fa più affidamento sullo sfruttare il controller, che presentarsi in una veste grafica che non faccia rimpiangere le passate console, ma andiamo con ordine.
Nella sua prima configurazione, Carbon usa il Wiiremote di traverso, come il pad del NES, o meglio ancora, come già visto in quel di Exitetruck di prossima uscita; per aumentare il coinvolgimento è possibile adoperare lo shell Ubisoft a forma di volante, disponibile nelle confezioni dei pessimi giochi di guida della stessa società francese. Tornando a noi, il pad in questa configurazione è abbastanza intuitivo e non fa rimpiangere troppo il vecchio sistema di controllo (con le dovute distanze: Need for Speed Carbon, purtroppo, non riesce a convincere appieno in tal campo): i boost, le derapate, e l’accellerazione sono gestiti tramite la crocetta direzionale, con il tasto A si può controsterzare, mentre il movimento del veicolo è realizzato con la naturale inclinazione del pad, con un po’ di pratica è possibile controllare l’automezzo senza problemi di sorta, da segnalare comunque un certo tempo di risposta della macchina piuttosto in ritardo se paragonato ai nostri movimenti, il tutto per la nostra insodisfazione insomma.
Quella appena illustrata non è però l’unica configurazione disponibile: ce ne sono altre quattro, ed tutte utilizzano l’espansione nunchuk per gestire il controllo del veicolo, presentando diverse combinazioni delle opzioni qui sotto descritte.
Impugnando il nunchuk potremo sterzare, opzione assegnabile all’analogico (molto più preciso, d’altronde può essere assimilato ad un pad spaccato a metà) od al giroscopio della gocciforme periferica, in tal caso però l’affidabilità della macchina (a meno che non si abbia una precisione assurda) non sarà il punto cardine della partita; ultima funzione che può essere affidata alla periferica è il freno, tasto Z.
Con il Wiimote, invece, la sensibilità del nostro polso potrà mettersi alla prova nel dosare il gas, con un movimento che abbraccia una corsa ad angolo retto.
Questo cosa dovrebbe dire? Una (in teoria) più precisa e centellinata dosatura della velocità (a patto di tenere i muscoli del polso duri come il marmo di carrara, almeno per le prime gare), inoltre è possibile assegnare i freni al movimento inverso del pad, in tal caso avremo 45° per frenare, ed altri 45° per accelerare.
In questo mondo però nulla è gratis, e la padronanza del secondo tipo di sistema di controllo (diciamo degli ultimi quattro) si paga con delle ore spese per la pratica, colpa di una curva di apprendimento non propriamente agevole… tuttavia, è il prezzo da pagare per espandere le possibilità di gioco; chi di voi è mai riuscito a comandare perfettamente Mario con l’analogico dalla prima volta?

La carrozzeria luccicante
Graficamente il titolo si presenta in maniera dignitosa, abbiamo una caratterizzazione grafica che strizza l’occhio alla old-gen, ma portata ai massimi livelli di pulizia visiva e nitidezza.
Certo non avremo un Gamecube (purtroppo la maldicenza tarda a morire), ma nemmeno una differenza così marcata dalla succitata console.
C’è però da dire che è un titolo di lancio, inizieremo (speriamo) a vedere dal prossimo episodio della serie i muscoli della bianca console Nintendo.
Qualitativamente parlando, quindi, abbiamo una buona pulizia grafica, modelli ben dettagliati e definiti, ed un framerate a 30 fps , il tutto però affetto da eccessivo aliasing; discreti gli effetti di luce che risultano gradevoli ma nulla di più.
Nel sonoro si è lavorato in onor della sufficienza, quindi musiche piacevoli, effetti che presentano un ampio margine di miglioramento, ma generalmente tutto troppo riciclato dal Most Wanted.
Recensione Videogioco NEED FOR SPEED: CARBON scritta da ONILINK La prima comparsa su Nintendo Wii della serie Need for Speed riesce a suscitare interesse per i vari sistemi di controllo adoperati, ma anche essa è afflitta da quella sensazione di essere un banco di prova, un gioco pieno di esperimenti per verificare la bontà del controller. Alla fine anche se ci saranno vari metodi per usare il wiimote quello classico, usato anche nei titoli Ubisoft, risulta il più preciso e comodo, lasciando gli altri, con il nunchuk, ai margini vista la loro macchinosità. Per il resto ci ritroviamo il titolo Playstation 2 con una pulizia grafica migliore, ma anche qui è il gioco in se a non convincere più di tanto. La Electronic Arts ha rivolto le sue attenzioni a delle gare con team realizzandole però in malo modo e tralasciando, sempre maggiormente, il lato del tuning che caratterizzava i primi capitoli della saga Underground, alla quale speriamo torni quanto prima. Per il momento si tratta del miglior esponente del genere per la console Nintendo, anche se la concorrenza è decisamente scandalosa per potervi fare un paragone e la longevità, previa la mancanza dell'online e la durata troppo breve dell'offline non è sufficente.
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