Recensione di La via della fortuna

Copertina Videogioco
  • Piattaforme:

     WII
  • Genere:

     Party game
  • Sviluppatore:

     Square-Enix
  • Data uscita:

     23 dicembre 2011
- In compagnia, se si amano i giochi in scatola, può risultare divertente!
- Le nuove varianti di gioco sono estremamente intriganti
- Da soli annoia in fretta
- Se state cercando un party game, statene alla larga!
- I minigiochi presenti sono del tutto superflui
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A cura di (Slice) del
Le collaborazioni tra software house fino a qualche tempo fa sembravano dei puri miraggi o semplici e sporadici casi. A cavallo degli anni '90 chi avrebbe mai pensato ad un Mario ed un Sonic insieme nello stesso titolo? Oppure alla collaborazione tra Namco e Capcom, due veri e propri colossi dei picchiaduro, per sviluppare un titolo insieme? Eppure, tutto questo è diventato realtà. Altrettanto reale è la collaborazione tra Square Enix e Nintendo per lo sviluppo di un gioco, che a dispetto di qualsiasi più fervida previsione, ripropone le meccaniche di gioco di un famosissimo gioco da tavolo. L’abbiamo testato per voi.

Wall Street videoludica
Come già accennato, il titolo altro non è che la trasposizione videoludica del famosissimo gioco da tavolo Monopoly, che dopo la sua creazione nel lontanissimo 1934 ha subito diversi restyling per aggiornarsi, senza però perdere quel fascino che l’ha reso il gioco da tavolo più amato nella storia.
La via della fortuna riprende in parte questo concetto di gioco, ampliandolo con degli elementi di gioco inediti per i conoscitori delle regole di gioco più classiche.
Le modalità di gioco selezionabili saranno principalmente due: facile e normale. La prima prevede una versione molto semplicistica delle regole del Monopoly, con la presenza di una plancia di gioco in cui vi saranno disposti dei negozi: questi, una volta che la nostra pedina ci passerà sopra, potranno essere acquistati e da quel momento in poi qualunque altro giocatore camminerà su quella proprietà dovrà pagare al proprietario una sorta di tassa di passaggio. Quest’ultima può variare in termini di quantità da casella in casella e, soprattutto, in base a quanto decideremo di costruire sul nostro appezzamento. Scopo del gioco sarà quello di mandare in bancarotta il più velocemente possibile i nostri avversarsi, che verosimilmente tenteranno di fare lo stesso con noi.
La modalità normale introduce invece delle dinamiche inedite oltre a quelle esplicate fino a questo momento. Innanzitutto la plancia di gioco sarà divisa in settori di diverso colore e ogni volta che passeremo dal via - la banca - avremo la possibilità di comprare le azioni di quest’ultimi, senza aver necessariamente acquistato in precedenza la o le caselle. Inutile sottolineare come questa variante di gioco introduca delle dinamiche totalmente inedite non solo per l’originale versione ma in generale per l’approccio che il giocatore dovrà avere alla partita. Come in borsa, bisogna stare molto attenti agli acquisti e alla vendite per incrementare i ricavi e ridurre al minimo le perdite. Inoltre, il tutto andrà di pari passo con la costruzione di immobili sulle proprietà in possesso del giocatore, che andranno ovviamente ad influire sulle quotazioni della sezione quotata. Potrebbe esserci, ad esempio, la possibilità che un giocatore riesca ad arrivare alla vittoria semplicemente possedendo azioni, magari di terreni non appartenenti a lui ma ai suoi avversarsi, e così tante altre situazioni. Questa spiegazione è ovviamente abbastanza grossolana, e non tiene in considerazione altre regole di gioco che però possono essere tranquillamente assimilate da qualsiasi giocatore attraverso gli approfonditi tutorial che il gioco mette a disposizione.
Cosa non funziona allora in La via della fortuna? In generale potremmo rispondere nulla, ma la verità è che abbiamo notato durante la nostra analisi, come le partite si siano protratte per troppo tempo, lasciandoci il più delle volte desistere prima della fine della stessa. Questo a causa dell’introduzione delle nuove varianti, che, seppur molto allettanti e stuzzicanti in termini di giocabilità, allungano in maniera spasmodica la durata della disputa, rendendo il più delle volte estenuante arrivare alla fine, sopratutto se si gioca in solitaria contro l’intelligenza artificiale. La situazione cambia drasticamente se si partecipa in più giocatori - fino ad un massimo di quattro - con partite che nonostante la pur sempre tangibile lunghezza, posso essere assimilate con molto più divertimento della sessione in singolo.

Un livello tecnico molto essenziale...
Esaurita la spiegazione per quel che concerne il lato della giocabilità, passiamo ora a parlare, seppur brevemente, del lato tecnico. Trattandosi di un board game, la grafica risulta quanto mai essenziale, ma non per questo brutta. Le plance di gioco, ispirate sia a location di Mario che dell’universo di Dragon Quest, sono ben realizzate e in alcuni casi abbastanza elaborate da rendere intrigante il match. Le pedine dei diversi personaggi sono animate in pieno stile Mario Party e anch’esse possono contare nomi illustri dell’universo Mariesco e diversi personaggi proveniente da alcuni dei capitoli che hanno reso famosa la saga RPG di Square Enix.
Nulla da segnalare sotto l’aspetto dell’intelligenza artificiale, che in base alla difficoltà selezionata è in grado di difendersi discretamente e, soprattutto, rendere le diverse partite abbastanza intriganti proprio come se si stesse giocando contro degli amici.
Le note stonate arrivano principalmente dai controlli e dai minigiochi: Nel primo caso, le caratteristiche del Wii vengono mal sfruttate, dato che gli sviluppatori non hanno inserito alcun movimento o comando in grado di sfruttare le potenzialità della Wiimote, usando solamente lo scuotimento per lanciare il dado. In generale la gestione richiederà l’utilizzo di pochissimi comandi. Questo fatto, associato alla lunghezza delle partite, potrebbe rovinare l'esperienza a quei giocatori che non amano giochi lenti e abbastanza macchinosi, facendosi cogliere velocemente dalla noia.
In tutto questo i mini giochi inseriti dagli sviluppatori che serviranno per variare l’azione di gioco non riescono ad essere abbastanza incisivi e divertenti, rendendoli quasi superflui e fuori dal contesto di gioco, oltre che estremamente semplici e privi di mordente.
In questo contesto, sopratutto per i più piccini, la presenza di Mario può diventare fuorviante, dato che la mascotte Nintendo presuppone un livello di accessibilità al prodotto abbastanza basso. In realtà, così non è. La via della fortuna è un titolo abbastanza adulto, per via di alcune scelte di gameplay che introducono variabili non adatte o di difficile comprensione per il pubblico giovane.
In definitiva, ci troviamo di fronte ad un titolo che non può essere bocciato ma neanche consigliato a un'ampia fetta di pubblico. Di sicuro, se siete alla ricerca della versione digitale di un gioco da tavolo questa potrebbe essere la scelta azzeccata, tutti gli altri possono tranquillamente guardare altrove.
Recensione Videogioco LA VIA DELLA FORTUNA scritta da SLICE La via della fortuna è un titolo estremamente divertente solo se si è appassionati di giochi in scatola e di lunghe serate in compagnia di amici. Il titolo potrebbe essere erroneamente scambiato per il classico party game di turno, invece Nintendo e Square Enix hanno confezionato un prodotto che strizza l'occhio al grande Monopoly. Quindi, se siete giocatori che non rientrano nella categoria sopracitata, vi consigliamo una prova preventiva, per capire cosa aspettarvi dal titolo.
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