Recensione di Jaws Ultimate Predator

Copertina Videogioco
  • Piattaforme:

     WII
  • Data uscita:

     1 dicembre 2011
- Boss Fight Divertenti
- La storia è talmente assurda e inverosimile che strappa più di una risata
- Gameplay alla lunga ridondante
- Totale assenza di violenza e libertà di movimento
- Le fasi stealth non sono divertenti
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A cura di (Slice) del
La fauna ittica ha sempre avuto un discreto fascino sia in mondo letterario che cinematografico. Squali, balene, delfini e molti altri hanno ispirato film - alcuni divertenti ed altri meno - o racconti che sono entrati nel cuore di molte persone e nella storia del mondo della celluloide. Uno dei lungometraggi sicuramente più riusciti è Lo Squalo, film diretto da un giovane Steven Spielberg che è diventato sia commercialmente che al botteghino un vero e proprio punto di riferimento per tutta l’industria cinematografica.
A distanza di trentasei anni, l’importanza e la fama di questo brand è ancora così forte che persino l’industria videoludica cerca ancora di sfruttarne il nome rilasciando giochi ispirati proprio al famoso squalo di Spielberg. In questo caso è Majesco e gli sviluppatori di Tectonic Games a cercare di sfruttare questa icona con un titolo che ci metterà nei panni del predatore marino per eccellenza.

Squali fantascientifici
Fin dalle prime battute di gioco la domanda che più di una volta vi rimbomberà maggiormente nella testa sarà una ed una soltanto: perché?
Avere una licenza di questo tipo presuppone un certo grado di violenza che non è sicuramente fine a se stessa ma giustificata dall’estrema imponenza e famelica violenza che contraddistingue il protagonista, significato che era stato colto perfettamente nel precedente titolo ispirato allo squalo, intitolato Jaws Unleashed, uscito su PS2 e XBOX diversi anni fa e che in questa versione per Wii sembra sia stato smarrito.
Ci ritroveremo infatti immersi in un mondo assolutamente non reale in cui la classica multinazionale dagli scopi malefici deve essere fermata dai noi. La storia, se si può chiamare così, sarà raccontata tramite delle immagini fisse e una voce fuori campo che narrerà lo scorrere degli eventi. Come avrete facilmente intuito dalle nostre parole, la componente narrativa ha lo stesso spessore di un foglio di carta velina, e dopo poco tempo vi ritroverete a giocare senza più seguire le vicende narrate.
I livelli riprendono la classica iconografia resaci comune dai diversi documentari e riadattata al gioco, con qualche leggera variazione sul tema di cui non vi sveliamo nulla per lasciare a voi il piacere di scoprirla.
La visuale di gioco in terza persona ci dà sempre una prospettiva completa del pesce, mostrando però il fianco anche alle animazioni sia di movimento che di combattimento, non proprio perfette. Inoltre, nonostante una discreta varietà di nemici presenti, la pochezza di combo realizzabili e una certa ridondanza nelle mosse eseguibili fa perdere abbastanza velocemente la voglia di combattimento. Oltre a diverse forme di pesci troveremo - abbastanza raramente - dei sommozzatori o affini che tenteranno di fermarci: anche in questo caso utilizzeremo la nostra bocca o la nostra pinna caudale per fare del male ai malcapitati che, una volta morti, scompariranno come per magia senza neanche una minima traccia di sangue.
Oltre alla fortissima componente action gli sviluppatori hanno cercato di variare l’azione inserendo dei livelli e delle sezioni di gioco più stealth, grazie all’introduzione del senso di squalo che renderà lo schermo completamente verde e rivelerà oggetti sensibili o scienziati a cui dovremo rubare delle chiavi per aprire delle porte subacquee - e anche questo rientra nella categoria, se vogliamo, del "perché?". Inutile sottolineare come queste sezioni in un contesto come quello dello squalo sono risultate estremamente forzate e poco divertenti da giocare.
Uniche due note positive in un comparto che non regala particolari emozioni, sono gli scontri con i boss di fine livello, che riescono a rendere l’azione di gioco leggermente più variopinta, e la possibilità per gli amanti del collezionismo di trovare in giro per i livelli degli oggetti utili a completare al 100% ogni schema di gioco.

Uno squalo non proprio bello da vedere
Passando al lato tecnico del gioco la situazione purtroppo sembra non migliorare più di tanto. La qualità grafica del titolo infatti si attesta su livelli medio bassi. La buona definizione del protagonista e dei mostri marini sia reali che fittizi fa da contraltare ad una definizione degli ambienti e dei nemici abbastanza anonima.
A questo si aggiungono le già citate animazioni che il più delle volte non riescono a rendere in maniera concreta i movimenti del pesce. Niente da segnalare sotto il profilo audio, che vede un doppiaggio tutto sommato accettabile ma totalmente in inglese e la presenza di musiche abbastanza anonime e che sicuramente non vi rimarranno in mente per più di un secondo.
A conti fatti quindi questo Jaws: Ultimate Predator risulta una vera e propria delusione. L’errore maggiore fatto dagli sviluppatori è stato quello di non aver donato al personaggio la classica immagine di predatore violento quale è nella realtà, lasciando al giocatore la sensazione di stare giocando più un titolo per bambini che un prodotto ispirato all’icona creata da Spielberg. La mancanza di poter girare liberamente per il mare, la totale o quasi assenza di sangue e una realizzazione tecnica singhiozzante completano l’opera di un titolo che non ci sentiamo di consigliare.
Purtroppo i fan rimarranno delusi, rendendo il titolo forse più appetibile ad una giovane utenza - come dimostra anche il rating americano - che non ha conoscenza piena di quello che Lo squalo è stato per molti amanti del cinema diverso tempo addietro.
Recensione Videogioco JAWS ULTIMATE PREDATOR scritta da SLICE Jaws: Ultimate Predator è un titolo insipido e poco attraente, che commette l'imperdonabile errore di sfruttare un nome solamente per la copertina, non riuscendolo a trasportarlo all'interno dell'economia del gioco ma anzi depauperandolo di quelle componenti che l'hanno reso famoso alla massa e ai fan.
Consigliato forse più ad un utenza giovanile che ai fan di vecchia data, anche se una prova prima dell'acquisto è comunque obbligatoria.
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