Recensione di Mario Party 2
WII

- Una valanga di mini-game
- Molto divertente in compagnia
- La grafica risente dell'età
A cura di Michele Tinnirello (Spoudaios) del
Uno dei generi più popolari in questi ultimi tempi è senza dubbio quello dei giochi festaioli.
Grazie all’avvento di Wii prima e di Move e Kinect dopo, riunirsi con amici o famigliari davanti una console è divenuta una diffusa realtà. Tutto ciò ha radici profonde che forse non tutti conoscono o ricordano. Come accade molto spesso parlando del mondo Nintendo, si scopre come sia proprio questa azienda a portare novità radicali all’universo videoludico, che si tratti di una nuova periferica o di un genere inedito. Il party game, ad essere fiscali, ebbe un primo esponente nel lontano 1982 con il poco conosciuto ai più come Party Mix, tuttavia è quasi unanimemente riconosciuto che il vero e proprio iniziatore di tale corrente fu il ben più celebre Mario Party, uscito nel 1998 sul glorioso Nintendo 64. Il titolo recensito quest’oggi altro non è che il diretto seguito che esordì appena un anno dopo, quel Mario Party 2 oggi giocabile nuovamente grazie alle magie del canale Virtual Console.

Fiesta, che fantastica-fantastica sta fiesta...
Il concept dietro l’intera serie Mario Party è alquanto semplice e ai nostri giorni un po’ scontato. Si tratta di un vero e proprio gioco da tavola che ricorda nomi celeberrimi come il Gioco dell’Oca e Monopoli. Controllando i personaggi più famosi della grande famiglia di Super Mario, i giocatori dovranno sfidarsi lungo pittoreschi tabelloni disseminati di sorprese e insidie. Il gioco si svolge a turni, in cui ognuno dei giocatori lancia un dado il cui numero deciderà di quante caselle spostarsi; alla fine di ogni turno si partecipa ad uno dei tantissimi minigiochi presenti. Come è subito palese, un titolo del genere dà il meglio di se in multiplayer, risultando al contrario presto noioso se giocato con la sola compagnia della CPU. A movimentare le partite, ed in dettaglio ogni turno, ci pensano una valanga di power-up, bonus, gettoni e imprevisti di varia natura in pieno stile Nintendo. Il vincitore della partita sarà il giocatore con il maggior numero di stelline una volta terminati i turni. Ovviamente i modi per ottenere le agognate power-star sono molteplici, andando dal semplice acquisto al meno lecito furto veicolato dal cattivo e minaccioso Boo a scapito del malcapitato concorrente. Non manca il malvagio Bowser, il cui intervento è capace di ribaltare totalmente la classifica e la disposizione dei giocatori in un soffio. La componente più divertente e originale della produzione è fuori di dubbio la valanga di mini-game, divisi in tre categorie principali: 4 contro 4, 2 contro 2 e 1 contro 3. Quasi ognuno di essi richiede pochi e semplici comandi per essere portato a termine, garantendo il giusto equilibrio tra immediatezza e divertimento. Analizzandoli oggi, a ben dodici anni di distanza, dopo aver vissuto pienamente la cosiddetta Nintendo Revolution, possiamo benissimo scorgere una lontana e molto prematura intenzione di rendere il titolo accessibile a chiunque. I contenuti di Mario Party 2 sono dunque davvero tantissimi, e vi necessiteranno parecchie ore di festaiolo divertimento per completarlo al cento per cento.

Una festa a 64-bit
Per i giocatori di oggi che hanno mancato l’indimenticabile era 32/64-bit, la grafica mostrerà drasticamente i suoi dodici anni di età, ma contestualizzando la resa è discreta. Nonostante non fu un titolo in grado di spremere l'hardware del Nintendo 64, Mario Party 2 mostrava un discreto comparto estetico, con un buon numero di poligoni in movimento su schermo (chiudendo un occhio su personaggi parecchio blocchettosi) e texture sufficienti a rendere l’ambiente di gioco piacevole. Oggi si tratta ovviamente di tecnologie largamente superate, e la poca raffinatezza dei modelli e la bassa risoluzione si avvertono non poco già su una TV a tubo catodico, situazione che peggiora sui moderni pannelli. Il campionamento audio di questo episodio conta al suo interno le musiche e i jingle più conosciuti dell’universo “mariesco” oltre a qualche piccola aggiunta inedita, nulla di eccezionale ma comunque sufficiente.
Recensione Videogioco MARIO PARTY 2 scritta da SPOUDAIOS Nonostante il tempo passi per tutti, alcuni titoli sono in grado di divertire ancora oggi, complice la loro fama di pietre miliari all’interno di un genere. Ciò è quanto possiamo affermare di Mario Party 2, il quale nonostante i dodici anni di età rappresenta ancora oggi un ottimo titolo da compagnia venduto a soli 1000 Wii Points (10 euro). L’esborso forse parrà meno giustificabile a chi lo giocò già a suo tempo, ed in questo caso se conservate ancora la cartuccia potreste preferire rispolverare il caro Nintendo 64. Per chiunque non lo avesse mai provato, è un’ottima occasione per farlo, a patto di avere tre amici e altrettanti Classic Controller extra.
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