Recensione di Marvel Super Heroes 3D: Grandmaster's Challenge

Copertina Videogioco Marvel 3D
  • Piattaforme:

     WII
  • Genere:

     Azione
  • Giocatori:

     1 - 4
  • Data uscita:

     Disponibile
3.5
Voto lettori:
7.9
- 3D accessibile a qualunque TV ... e però stancante e imperfetto
- Povero di sostanza
- Tedioso
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A cura di Giuseppe Buscemi (Pey'j) del
L’avreste mai detto? I cinque supereroi più famosi della Marvel messi sotto scacco e manovrati come pupi, anzi vere proprie pedine, per il divertimento d’un annoiato e borioso Grand Master! È quanto succede in Marvel Super Heroes 3D, gioco sviluppato da Neko Entertainment e prodotto da Bigben Interactive in esclusiva per Nintendo Wii. I personaggi hanno indubbiamente appeal: Spiderman, Wolverine, Capitan America, Iron Man, Thor occupano un posto d’onore nelle preferenze di diverse generazioni di fumettari, di appassionati di cinema e talvolta di videogiocatori, questi ultimi frenati da una diffidenza spesso giustificata verso le trasposizioni del tipo qui analizzato.

Su la maschera
Con l’ausilio di maschere di cartone incluse nella confezione, con applicati due filtri colorati in corrispondenza degli occhi, Marvel Super Heroes 3D può essere gustato in 3 dimensioni su qualunque tipo di schermo. Le maschere replicano i volti dei 5 amatissimi personaggi utilizzati.
Come per tutte le visioni stereoscopiche che si basano su due immagini sovrapposte ma sfalsate, ciascuna con la propria dominante, l’effetto ottenuto è parziale e presenta una resa cromatica imperfetta. Fra l’altro, anche a causa dell’attenzione particolare che un videogioco impone, ci si stanca presto, tanto che attraverso il menu opzioni è opportunamente accessibile l’immediato cambio di visualizzazione – da 3D a 2D e viceversa.

Giù la maschera
L’impianto è quello di un gioco da tavolo nel quale ai dadi si sostituiscano il capriccio del demiurgo Grand Master e l’opera dei suoi aguzzini: Lizardman, Dott. Doom, Red Skull, Juggernaut. Nello spazio siderale, attorno a una cupola di vitrea ma coriacea consistenza, sta sospeso il tabellone che sulle proprie caselline colorate accoglie i supereroi segregati. Costoro hanno in dote (e, se bravi, conquistano) sferette “del potere”, da tradurre in spostamenti o bonus di potenza negli attacchi alla cupola centrale, simbolo della reggenza di Gran Master e obiettivo ultimo per guadagnarsi la libertà. Libertà tuttavia condizionata da uno scontro finale a suon di QTE, gli stessi che intervengono nelle missioni interlocutorie. QTE? Sì, compare a schermo un disegno che suggerisce alcune – non molte né varie – azioni: premi B, premi Z, agita Wiimote, agita nunchuk, agita entrambi. Quando si sia compiuta la mossa correttamente ed in tempo, il supereroe prescelto avrà schivato, parato, tirato un colpo. E... e questo, insomma. Cambiando personaggio, purtroppo, non cambiano le già scarne meccaniche: invece di lanciare una ragnatela si lancerà uno scudo o piuttosto si sferrerà una martellata, ma di fatto il risultato rimarrà immutato.
Si procede per turni mentre l’attesa snerva e annoia, come in buona parte dei giochi da tavolo. I personaggi supereroici coinvolti in ciascuna partita sono sempre quattro, pari al numero massimo di giocatori. I non prescelti, se si gioca in meno di quattro, sono agiti dal sistema. Si fa squadra, in Marvel Super Heroes 3D; la vittoria è comune e comune dovrebbe essere la strategia offensiva, la quale tuttavia non ha che un’opzione: allineare radialmente i pupini, mossa dopo mossa, in modo da sferrare un attacco alla cupola che goda di un bonus di energia.
La campagna, ma potremmo dire la scampagnata – del resto si tratta di un social game – dura davvero poco, con quattro livelli di base sbloccabili uno dopo l’altro e che prevedono differenze di gameplay piuttosto scontate e poco marcate: aumentano le azioni di disturbo del sistema durante gli spostamenti sul tabellone e blandamente aumenta la reattività richiesta (comunque bassa) per la riuscita dei quick time events. L’unica reale attrattiva rimane legata alla tridimensionalità durante le brevi missioni, castrata oltre tutto dalla fatica di tenere la maschera occhialuta e dalla necessità di concentrare lo sguardo sugli angoli dello schermo in attesa del simbolo QTE di turno, sicché ci si perde buona parte di ciò che avrebbe dovuto rappresentare il nocciolo della faccenda.
Recensione Videogioco MARVEL SUPER HEROES 3D: GRANDMASTER'S CHALLENGE  scritta da PEY'J Marvel Super Heroes 3D: Grandmaster’s Challenge è oggettivamente un gioco disimpegnato che possiamo in tutta coscienza definire banale. L’assenza di un vero e proprio gameplay, di una pur minima difficoltà e l’andamento pigro, tipico di una parte dei giochi da tavolo, ci obbligano a sconsigliarlo a chiunque si aspetti, per l’appunto, un videogioco. Se siete collezionisti Marvel e proprio non volete farne a meno, acquistatelo e tenetelo in bacheca: faranno bella mostra di sé le maschere e una figurina che con seducente effetto 3D (ricordate le figurine cangianti che avevamo sui quaderni delle elementari?) riproduce la copertina.
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