Recensione di And Yet It Moves
WII

Copertina Videogioco And Yet It Moves
  • Genere:

     Platform
  • Costo:

     1000 Wii Points
  • Data uscita:

     Disponibile
8.0
Voto lettori:
N.P.
- Divertente ed impegnativo
- Interazione totale con l'ambiente
- Tante modalità di gioco ed obiettivi interni da sbloccare
- Quattro differenti modi per giocarlo
- Sonoro ripetitivo e poco vario
- Breve da finire, tuttavia si può allungare la longevità
- Platform al 100%, trama assente
A cura di Massimo Brustia (Kratos1984) del
I Broken Rules, sviluppatori con sede in Austria, portano su Nintendo Wii il loro Platform 2D And Yet It Moves, già uscito nel 2006 in Europa su PC e nel 2009 negli USA. La conversione aggiunge quattro sistemi di controllo, nuovi livelli e diverse modalità di gioco ed opzioni da personalizzare, capaci di ampliare un prodotto già ricco di stile. Il titolo è disponibile su Wiiware al conveniente prezzo di 1000 Wii Points, ovvero 10€.

Eppur si muove
Il primo impatto con il gioco potrebbe ingannare l'utente: un semplice menù con molte funzioni inizialmente bloccate, quindi si sceglie il profilo da utilizzare e si comincia nel primo livello di gioco. Nessuna introduzione, ci si trova a controllare la sagoma bianca del protagonista senza nome nella caverna che fa da sfondo al primo dei tre capitoli di And Yet It Moves. Non vi è una traccia sonora ad accompagnare la prima esperienza, ci si immerge fin dall’inizio nell’esplorazione del livello con un breve tutorial che insegna al giocatore a governare le meccaniche del gameplay.
L’obiettivo di ogni livello è attraversarlo e giungere alla destinazione per passare alla zona seguente. Il concetto di esplorazione è piuttosto semplice se si usa la combinazione di default Nunchuck & Wii Remote: con il tasto Z si salta, con la leva del Nunchuck ci si sposta e tenendo premuto il tasto A si ruota l’ambiente circostante fino a 360°. Questo comporta grande cura nella gestione della fisica di gioco, sia nelle piattaforme da attraversare in varie direzioni, sia negli oggetti con cui interagire e far fluttuare nella direzione voluta per garantire l’accesso ad una nuova sezione. Si scopre in fretta la magia che questo titolo riesce a garantire, cioè la vivacità con cui ci si muove nel livello cercando di capire come superare una fase complicata interagendo con l’ambiente in un sistema Trial & Error. Vi sono tanti checkpoint, che corrispondono graficamente ad un’altra sagoma, la quale, dopo essere stata attivata, indica la direzione da seguire per spostarsi nel livello. In diverse occasioni, vi sono approcci differenti da adottare per avanzare, spetta al giocatore scegliere come comportarsi.
La fisica è indubbiamente l’elemento essenziale su cui è costituito il motore di gioco; la traiettoria del salto da una piattaforma all’altra può portare al successo o al fallimento in base all’angolazione scelta nel raggiungere la destinazione, cercando di attutire la caduta per non distruggere il proprio personaggio in tanti pezzi. Questo rievoca sensazioni che i videogiocatori della vecchia scuola provavano nei platform di fine anni ’80, dove il tempismo era necessario per non dover ripartire dal checkpoint precedente, con la differenza che in And Yet It Moves sono le angolazioni ed i movimenti aerei a decretare la riuscita di un salto. Regolando la sensibilità del controller che si vuole utilizzare e con cui ci si trova meglio, si può calibrare al meglio i tempi di risposta nella rotazione del mondo circostante.
Un altro elemento riuscito è rappresentato dagli ostacoli di percorso, da semplici blocchi di pietra a figure di cartone come serpenti e gorilla pronti a bloccare la strada. Il giocatore deve ragionare per trovare il modo più efficace di spingere oggetti presenti nell’ambiente verso i nemici, senza bisogno di trasportarli personalmente. L’ambiente circostante risulta quindi vivo, anche grazie ad uno stile grafico colorato e suggestivo nonostante si possa notare la ripetitività delle ambientazioni, tuttavia mai troppo immense da annoiare. C’è da segnalare qualche rallentamento in alcuni tratti del gioco, probabilmente dovuto alla presenza di molti elementi che interagiscono fra loro per creare piattaforme. Questo non risulta eccessivamente fastidioso per via del sistema di rotazioni, che può aiutare a non morire durante un rallentamento in una fase complessa.

Un’esperienza personalizzabile
La modalità principale di gioco è breve, vi terrà impegnati per un paio d'ore, sempre ricche di nuovi elementi capaci comunque di renderla un’esperienza divertente ed appagante. Tuttavia la durata viene incrementata dalla presenza di numerose modalità di gioco, come la prova a tempo, in cui bisogna completare un livello entro un certo tempo limite per ottenere un timbro che certifica l’abilità del giocatore nel completamento della sfida. La modalità Rotazioni Limitate costringe a dover ragionare su quando sfruttare le rotazioni ed in quale modo, mentre Sopravvivenza limita il numero di vite a disposizione, infinite se si gioca normalmente. Si tratta di stili di gioco che vanno ad incrementare la difficoltà generale, già medio-alta nella classica modalità Viaggio.
Inoltre, vi è la presenza di obiettivi di gioco, che si possono vedere dal menù principale: questi richiedono operazioni di differenti tipi, dal completamento normale dei tre capitoli principali o dei livelli bonus, a compiti più complicati come riuscire a finire un livello senza mai muovere il personaggio, ma facendo ruotare il mondo attorno a lui. I completisti avranno di che divertirsi, godendosi così una longevità ancora superiore.
Vi sono inoltre modifiche che possono essere apportate alla velocità di gioco (70%, 100% o la velocissima 150%), una modalità Retro 90 gradi e la possibilità di usare una telecamera fissa, che sicuramente può risultare complessa visto come funziona questo frenetico platform in due dimensioni.
Un ultimo elemento di personalizzazione è la possibilità di scegliere lo stile di controllo. Dei quattro disponibili, due riguardano la combinazione Nunchuck & Wii Remote, uno il Wii Remote ed infine il tradizionale utilizzo del Classic Controller.
Tuttavia, vi sono alcuni difetti piuttosto evidenti. Quello principale è riconducibile al reparto sonoro, davvero povero a livello musicale e con qualche modesto effetto che non aiuta a immergere nell’ambientazione. Un simpatico e semplice tema nella foresta sarebbe stato d’aiuto. Non aspettatevi quindi una composizione degna di Koji Kondo e dei suoi brani nella serie Super Mario.
L’assenza di una trama è accettabile, ma è difficile trovare un filo logico a quello che si sta facendo. Il protagonista è un esploratore? Perché continua ad attraversare zone? Da dove deriva il suo potere di manipolare l’ambiente? Queste sono domande a cui è impossibile dare una risposta, si ritorna al concetto di platform puro, in cui il giocatore ha come obiettivo principale quello di superare gli ostacoli senza aspettarsi di incontrare personaggi secondari.
Recensione Videogioco AND YET IT MOVES scritta da KRATOS1984 And Yet It Moves è un gioco che permette di sfruttare la fisica al fine di superare ostacoli di vario tipo in modo divertente e che vi costringerà a usare la vostra materia grigia. Grazie ad uno stile grafico colorato e vivace, risulta piacevole per tutta la sua durata, che può essere estesa grazie a nuove modalità o differenti sistemi di controllo. Per chi già possiede il titolo su PC, le aggiunte non valgono il prezzo dell’acquisto, chi invece volesse provare un titolo bizzarro ed originale troverà in And Yet It Moves il gioco ideale per trascorrere qualche ora a roteare i livelli per raggiungere la destinazione. Peccato soltanto per il sonoro poco ispirato e molto limitato che va a minare un titolo potenzialmente di altro livello.
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