Recensione di Monster Hunter Tri
WII

Copertina Videogioco Monster Hunter Tri
  • Genere:

     Gioco di ruolo
  • Sviluppatore:

     Capcom
  • Distributore:

     Nintendo
  • Data uscita:

     23 Aprile 2010
9.0
Voto lettori:
9.3
- Accessibilità migliorata
- Profondità delle meccaniche di gioco
- Un vero e proprio ecosistema simulato
- Modalità online divertente e funzionale
- Controlli non perfetti
- Mancanza di un lock sui nemici
- Menu a volte macchinosi
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A cura di Andrea Porta (andymonza) del
Portato all’attenzione occidentale grazie alle fortunate conversioni per PSP, il brand Monster Hunter è da sempre stato seguito da un’élite di giocatori decisamente hardcore, che come seguaci di una religione segreta masticano un linguaggio sconosciuto ai più e condividono una conoscenza di meccaniche di gameplay decisamente poco accessibili ai nuovi arrivati. Il tanto discusso e chiacchierato approdo sulla console Wii ha rappresentato per gli sviluppatori un’interessante occasione per rendere il titolo più fruibile, pur mantenendo la notevole profondità del gameplay e le peculiarità che l’hanno reso unico: una conversione che agli ovvi scopi commerciali ha affiancato come vedremo un enorme e coraggioso sforzo produttivo, con risultati ben oltre le più rosee previsioni.

La caccia è aperta
Giungendo per la prima volta al villaggio immaginario di Moga vi renderete immediatamente conto di far parte di un mondo vasto e complesso: nei panni di un novello cacciatore il vostro compito sarà quello di farvi le ossa tramite semplici missioni di caccia e raccolta, con lo scopo ultimo di migliorare il vostro equipaggiamento e la vostra abilità al fine di mettervi sulle tracce delle creature più imponenti e minacciose, alzando al tempo stesso la qualità della vita nel villaggio. Rispetto alle precedenti incarnazioni PSP e Playstation 2, Monster Hunter Tri offre all’utenza Wii un approccio molto più morbido alle complesse meccaniche di gameplay: un completo ed esteso tutorial permetterà al giocatore di familiarizzare con i controlli di base e completare le prime sessioni di caccia, approcciando così il vasto mondo di gioco con un know how sufficiente a cavarsela senza scadere nella frustrazione. Capcom ha lavorato moltissimo per proporre un sistema di controllo finalmente funzionale (l’utenza PSP ricorda senza dubbio le molte difficoltà mai risolte), implementare una curva di difficoltà meno impietosa e proporre una crescita costante e tangibile tanto dell’equipaggiamento quanto delle sfide proposte.
Il gameplay si dividerà equamente tra rapide fasi di pianificazione presso il villaggio di Moga e lunghe sessioni di caccia nelle diverse ambientazioni, a loro volta divise in piccole aree numerate. Durante le prime avrete modo di interagire con i vari NPC, tra cui un’addetta alla caccia presso la quale procurarsi le missioni disponibili, il capo del villaggio, sempre pronto ad elargire preziosi consigli ed a complimentarsi per i vostri progressi ed infine il suo erede, che vi informerà sui beni più richiesti dal popolo del villaggio. Altro tempo potrà essere speso nell’appartamento assegnatovi dalla comunità, il quale oltre a contenere un baule di riserva per l’equipaggiamento potrà essere arredato con nuovi pezzi di mobilio. Avrete infine la possibilità di fare affari con i commercianti, tra cui una venditrice di armi, un fabbro ed una mercante di beni generici dove spendere i soldi e le risorse accumulate in missione in cambio di nuovo equipaggiamento. Quest’ultimo svolge una funzione fondamentale durante le fasi di caccia: oltre al vasto arsenale d’ispirazione medievale, che spazia abbondantemente dalle armi da taglio a quelle a proiettili, potrete accumulare una lunga serie di oggetti utili in missione; dalle semplici pozioni di cura si passerà a marker per rintracciare particolari creature, bombe stordenti, oggetti per la pesca e la caccia subacquea e molti altri. Tenere ordine non si rivelerà complicato grazie ad un menu grafico ben studiato e facilmente accessibile anche durante le battaglie più concitate. L’equipaggiamento dunque, inteso non solo come “armi ed armature” ma come “tutto ciò che potrà servire in battaglia”, si rivela assoluto protagonista ed il suo accumulo è una delle colonne portanti del gameplay: questo si traduce in un approccio molto lento alle battaglie importanti, fatto di paziente raccolta di materiali e memorizzazione di nomi di piante e creature in grado di fornire risorse necessarie allo scopo. E’ proprio qui che, nonostante i controlli migliorati e la rinnovata accessibilità, l’anima orientale di Monster Hunter si fa sentire più che mai: le lunghe fasi preparatorie culmineranno in epici scontri contro immense creature, restituendo a caro prezzo la soddisfazione tanto cercata. Proprio quando in Occidente il motto è rendere il videogioco accessibile a chiunque a prescindere dal genere d’appartenenza, il titolo Capcom difende con coraggio la sua appartenenza ad una categoria del tutto aliena alla massificazione dell’intrattenimento, elargendo soddisfazioni solo in cambio di impegno e dedizione non indifferenti. Il buon lavoro svolto dagli sviluppatori è peraltro confermato dalla gratificazione che l’abbattimento di uno dei boss sarà in grado di procurare, difficilmente accomunabile a quello offerto da esperienze videoludiche di stampo nostrano.

Good hunting
Una volta completata la fase preparatoria, la quale potrà durare più o meno e coinvolgere volumi di raccolta a totale discrezione del giocatore, si potrà decidere di iniziare una delle missioni disponibili oppure esplorare liberamente la mappa per allenarsi contro creature di media stazza. Per quanto il tutorial sia d’aiuto per le meccaniche di base, esplorare il mondo di Monster Hunter Tri si rivelerà un’esperienza bisognosa di concentrazione e spirito d’osservazione, in quanto quello proposto da Capcom è un vero ecosistema in miniatura, regolato da leggi che potranno essere scoperte solo sul campo (o cercate su internet, a grande scapito del fascino dell’impresa...).
Che si combatta sulla terraferma o tra le profondità marine, l’osservazione delle abitudini delle specie-preda sarà in grado di fornire enormi vantaggi, fino a diventare talvolta indispensabile per completare con successo gli incarichi: alcune creature usciranno solo di notte, altre tenteranno di scappare quando ferite, altre ancora chiameranno rinforzi non appena le attaccherete. Alcune zone della mappa si riveleranno troppo calde o fredde per essere attraversate senza un’adeguata protezione, altre forniranno a certe creature dei perfetti nascondigli, come cumuli di sabbia o cunicoli sotterranei. L’unico modo per imparare a fronteggiare le diverse evenienze sarà esplorare ed imparare il più possibile sul complesso mondo da cui vi ritroverete circondati.
Le missioni che sarà possibile intraprendere si presentano idealmente divise tra caccia, raccolta e cattura, laddove le prime richiederanno l’eliminazione di determinate creature, le successive l’accumulo di una determinata risorsa reperibile con le uccisioni o la raccolta sul campo e le ultime il recupero di specifiche creature. Il Game Over incorrerà solo in caso in cui perdiate i sensi per tre volte di seguito (esaurendo la vistosa barra della salute), oppure il completamento della quest vi richieda più del tempo specificato ad inizio missione (solitamente cinquanta minuti): in questi casi sarete riportati al villaggio e costretti a ricominciare. Prima di partire per le vostre avventure avrete accesso ad un capanno di caccia presso il quale scegliere alcune risorse gentilmente offerte dal villaggio: qualche pozione di cura, una cote per affilare la spada ed una mappa completa dell’area costituiranno l’offerta base, a volte arricchita da qualche oggetto di ulteriore aiuto nella caccia. Completato un certo numero di missioni base otterrete finalmente una quest urgente, che consisterà solitamente in una “caccia grossa”, ovvero il confronto con uno dei boss.
Queste battaglie campali metteranno in ulteriore risalto la mancanza di un sistema di lock on sui bersagli e di una barra dell’energia che mostri lo stato dei nemici, fattori che aumenteranno la pratica necessaria a portare attacchi precisi; per quanto infatti il danno inflitto sia talvolta visibile direttamente dal comportamento dei boss, i quali zoppicheranno o perderanno arti durante lo scontro, il feedback sui colpi a segno non sarà costante, portando a volte ad un certo disorientamento riguardo all'efficacia degli attacchi.
La soddisfazione che questi lunghissimi scontri saranno in grado di offrire non ha comunque paragoni, ed è in grado di giustificare pienamente tutta la struttura di ricerca ed accumulo su cui si basa il peculiare gameplay.
Contribuire al benessere del villaggio di Toga non sarà solo una questione di pura caccia: durante la vostra giornata di cacciatori sarete chiamati anche a pianificare con intelligenza le coltivazioni e le spedizioni navali, le quali (svolte in maniera automatica dall’Intelligenza Artificiale) potranno fruttare risorse utili tanto al popolo quanto ai vostri bisogni.
Vi sarà inoltre la possibilità di combinare oggetti e materiali per la creazione di pozioni e visitare il fabbro, il quale sarà sempre disposto a migliorare le vostre armi ed armature dietro compenso e fornitura delle materie prime necessarie.

Due cacciatori sono meglio di uno?
Oltre ad offrire un gameplay già di per sé molto profondo se affrontato in solitaria, Capcom si è prodigata al fine di offrire all’utenza Wii un’esperienza online che sfruttasse al massimo le capacità della console; la testimonianza dell'importanza attribuita a questo comparto è la grandissima quantità di quest disponibili per la cooperativa, senza contare i boss esclusivi. Oltre ad eliminare la necessità dei codici amico e ad integrare il Wii Speak, gli sviluppatori hanno creato un vero e proprio villaggio alternativo dove radunarsi con un massimo di tre amici, dal quale partire per la caccia: esattamente come a Moga in esso troverete le quest ed i mercanti pronti a risolvere ogni necessità. Il combattimento non presenta particolari meccaniche legate alla cooperativa, laddove ci si ritroverà perlopiù a malmenare il mostro di turno in allegra compagnia. Data la natura molto lenta del progredire e la frequente necessità di tornare sui propri passi per cercare importanti risorse, condividere l’esperienza con uno o più amici potrà alleggerire i passaggi più tediosi e rendere la caccia di Monster Hunter Tri un’esperienza ancor più scorrevole ed indimenticabile. Per quanto ci è stato possibile provare, il net-code è discreto quanto a caricamenti e facilità d’utilizzo (a parte qualche menu più complicato del necessario), ma una volta sul campo va incontro a fenomeni di asincronia nel rilevamento dei nemici: in sostanza, capiterà spesso di vedere il proprio compagno colpire l’aria, e per quanto si tratti di un fenomeno più sopportabile del vero lag, è comunque un difetto cosmetico non indifferente e si spera che possa essere aggiustato con un adeguato supporto. Nel complesso, il comparto online riesce nel difficile compito di alleggerire ulteriormente il gameplay e potrebbe allargare ulteriormente la fetta d’utenza interessata al titolo.

A caccia col Classic Controller
La conversione su piattaforma Wii ha fortunatamente concesso una totale revisione del sistema di controlli. E’ bene mettere in chiaro che Monster Hunter Tri necessiterà di un Classic Controller per essere giocato, meglio ancora se il Pro venduto in bundle: per quanto supportato, l’utilizzo di Wii Remote e Nunchuck è del tutto inadatto a gestire le schivate, gli attacchi ed i veloci aggiustamenti di camera necessari durante i combattimenti, ed è pertanto caldamente sconsigliato.
Giocato con il pad Wii il titolo si presenta tutto sommato abbastanza fluido, anche se rispetto a diverse produzioni recenti il feeling sui controlli risulta un po’ legnoso; curiosamente, le neo-introdotte sessioni di lotta subacquea si rivelano a tratti più fluide delle controparti sulla terraferma, grazie ad un movimento più costante e ad una telecamera più gestibile.
Tecnicamente, il lavoro svolto da Capcom è eccezionale: complici le piccole aree divise da (brevissimi) caricamenti in cui sono divise le mappe dei territori di caccia, il motore di gioco regala ampi sfondi, colori vivi ed una modellazione poligonale di tutto rispetto senza influire mai sulla fluidità generale, sempre su buoni livelli. A questo si aggiungono un design di ottima fattura, cut scene di qualità ed un comparto audio caratterizzato da una colonna sonora dal sapore epico, di grandissimo impatto, consacrando così un comparto tecnico di altissimo profilo.
Recensione Videogioco MONSTER HUNTER TRI scritta da ANDYMONZA Monster Hunter Tri è uno dei titoli più ambiziosi degli ultimi tempi: tanto graficamente quanto concettualmente, il porting del celebre brand su Wii nascondeva diverse sfide non indifferenti. Fortunatamente per l’utenza Nintendo e per gli appassionati di caccia virtuale, il lavoro svolto è ottimo su tutti i fronti: per quanto ancora caratterizzato da meccaniche di gamplay estremamente complesse e da una richiesta molto alta in termini di tempo e dedizione per essere goduto, il titolo si presenta più accessibile, graziato da controlli finalmente gestibili e corredato da un comparto online funzionale che aggiunge valore ad una campagna già di per sé estremamente longeva e gratificante.
Gli unici difetti sono da riscontrarsi in menu talvolta complessi ed antiquati ed in una certa legnosità dei controlli, che insieme alla mancanza di lock sui nemici costringono a volte a qualche gioco di dita di troppo.
Nonostante queste lievi mancanze, il nostro consiglio d’acquisto va a chiunque abbia voglia di immergersi completamente in un mondo nuovo, a patto naturalmente di avere a disposizione il tempo e la passione necessari a godere appieno della produzione. Per tutti gli appassionati del brand invece, la qualità di questa realizzazione potrebbe bastare da sola a giustificare l’acquisto della console Nintendo.
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