Recensione di Alice in Wonderland
WII

Copertina Videogioco Alice in Wonderland
  • Genere:

     Action-Adventure
  • Sviluppatore:

     Etranges Libellules
  • Distributore:

     Disney Interactive Studios
  • Lingua:

     Compeltamente in Italiano
  • Giocatori:

     1
6.0
Voto lettori:
N.P.
- Personaggi ben caratterizzati
- Ricrea ottimamente le atmosfere del lungometraggio
- Graficamente ben confezionato
- Tremendamente ripetitivo
- Qualche rallentamento
- Telecamera problematica
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A cura di Andrea Piaggio (AP) del
Da quando Tim Burton fu scelto per dirigere il nuovo lungometraggio sulle avventure di Alice in molti cominciarono a sognare su un film che sulla carta avrebbe goduto della solitamente geniale interpretazione del regista di Burbank, fondendola con personaggi amati e conosciuti. Purtroppo a conti fatti il prodotto finale non è riuscito a convincere fino in fondo gli spettatori, ma, nonostante ciò, un film di tale portata non poteva esimersi dal far arrivare sugli scaffali dei negozi il classico tie in dedicato, approdando però solo sulle due console Nintendo. Dopo una versione per Nintendo DS valida e creata per l’occasione con una grafica piacevole e divertita, la versione per Wii invece torna a proporre quanto visto nel film. Sarà stata una bella idea?

Alice senza Alice?
Uno dei commenti più ricorrenti sul film Alice in Wonderland si basa sul fatto che la protagonista non riesce quasi mai ad essere tale per via di comprimari che spesso risultano più interessanti della bionda adolescente. Gli sviluppatori sembrano aver notato anch’essi questa caratteristica e hanno deciso di creare un gioco che non ruotasse intorno ad Alice, bensì a cinque personaggi intercambiabili a comando e dotati di poteri diversi. Essi sono il Cappellaio Matto, il Bianconiglio, il Leprotto Marzolino, il Ghiro e lo Stregatto. Questi verranno aggiunti al roster dei personaggi controllabili man mano che procederete nella storia, dandovi la possibilità di imparare ad usare gradualmente i diversi poteri di cui sono dotati. Il Plot giustamente riprende molto fedelmente l’intreccio già visto nel lungometraggio, ma lo arricchisce di sezioni maggiormente articolate per dar modo al giocatore di calarsi ulteriormente all’interno del Sottomondo. Il gameplay che caratterizza questo prodotto potrebbe essere paragonato, almeno in parte, a quanto visto nelle varie versioni dal brand LEGO, permettendo all’utente di cambiare il personaggio giocabile tramite la semplice pressione di un tasto e inserendo il giocatore all’interno di un livello composto da diverse parti di scenario distruttibili. Da qui potranno essere ricavati i desideri impossibili, ossia delle sfere luminose utilizzate come moneta corrente con cui potrete acquistare particolari potenziamenti per i personaggi. Le contaminazioni di genere però non terminano qui, facendo riferimento (in modo molto blando) ad Ico durante i combattimenti contro le carte della Regina Rossa. Esse non si occuperanno unicamente di mettere ko il vostro personaggio, ma cercheranno di rapire Alice tramite i portali dai quali sono uscite. Se le idee sono quindi derivate da altri giochi di successo, i poteri dei vari personaggi riescono a rendere un po’ più fresco un modo di giocare che altrimenti saprebbe troppo di già visto. I personaggi selezionabili sono stati implementati non solo per i diversi metodi di combattimento con cui affronteranno i nemici, ma principalmente per mettere a disposizione del giocatore le numerose abilità peculiari di ognuno di essi. Durante i livelli incontrate un cancello bloccato da una vecchia rosa attorcigliata negli anni su di esso? Puntando il Wii Remote sulla pianta, questa mostrerà un alone blu indicandovi di usare l’abilità del Bianconiglio che, con uno scossone del controller porterà indietro il flusso temporale facendo ringiovanire il fiore e liberando la via. Dovete invece sollevare qualcosa d’imponente o smuovere un muro? Il Leprotto Marzolino farà al caso vostro grazie alle sue capacità di telecineta. Puntando quindi il cursore su alcune parti di scenario che compongono i livelli potrete scoprire zone segrete e recuperare tesori altrimenti inaccessibili anche grazie all’abilità dello Stregatto di far comparire e scomparire gli oggetti e rendendosi utile in combattimento tramite l’invisibilità, o attraverso la capacità del Cappellaio Matto di creare illusioni ottiche distorcendo gli oggetti.

Mi sa che ci siamo persi
Nonostante queste trovate non proprio originali ma comunque gradite per aumentare l’esplorazione del mondo di gioco, Alice in Wonderland si dimostra fin da subito un gioco adatto principalmente ai più piccoli e incapace di far cambiare idea sul concetto classico che attanaglia gli adattamenti videoludici di molte pellicole cinematografiche. Il primo problema che salterà immediatamente all’occhio è l'immortalità dei vostri eroi. Una volta esauriti i cuori che determinano la vostra energia, ricomparirete nello stesso punto in cui siete stati sconfitti con solo qualche desiderio impossibile in meno. Considerando la frequenza e l’estrema facilità con cui questi possono essere raccolti però, viene più semplice pensare che il vostro alterego sia praticamente immortale. I combattimenti poi sono assolutamente piatti e anche se è possibile utilizzare un corposo numero di mosse in grado di fornirvi il necessario per elaborare tattiche d'attacco, capirete prestissimo che studiare una strategia contro avversari con cui potrete avere la meglio premendo ripetutamente un tasto, non risulta poi così appagante. Considerando inoltre l’abilità di Ghiro nell’affrontare i nemici, vi troverete ad utilizzare quasi sempre questa piccola topolina, prendendo il comando degli altri protagonisti solo quando verrà richiesta un’abilità specifica. Discorso leggermente diverso per i boss che spesso necessitano di combinare le abilità dei personaggi per uscirne vittoriosi, ma che in quanto boss, rappresentano solo un diversivo momentaneo da quello che è il gameplay del titolo. Il continuo correre per il livello distruggendo funghi, piantine e cespugli per raccogliere i desideri impossibili alternati con l'uso saltuario dei poteri e di combattimenti monocorde diventa prestissimo una sequenza dalla quale non potrete esimervi, arrivando quindi molto presto ad annoiare il giocatore che desidera sentirsi appagato e stupito e non un loop di azioni che si ripete senza sosta.

Meraviglie in Wonderland
Se le dita di chi siede davanti allo schermo si abitueranno presto nell’eseguire sempre le stesse azioni, gli occhi potranno godere di un comparto tecnico notevole, capace di portare egregiamente l’adattamento di Tim Burton sulla console Nintendo. Se il design di un Paese delle Meraviglie allo sbando deve tutto a quanto ideato nel lungometraggio, il numero di poligoni che compone i modelli dei personaggi è più che buono e riesce a rendere egregiamente partecipe il giocatore. In alcune location si possono rilevare alcuni scatti del framerate, ma nulla che possa rendere il titolo in giocabile o anche solo fastidioso. I livelli poi sono spesso inframmezzati da cut scene create con la grafica in game che arricchiscono la narrazione e sviluppano ulteriormente alcune situazioni già viste al cinema. Per rimanere in tema di comparto tecnico si fanno apprezzare le musiche che ci accompagneranno per l’avventura e un doppiaggio alla lunga ripetitivo ma comunque piuttosto curato e quasi mai artefatto o slegato da quanto avviene su schermo.
Purtroppo la giocabilità del titolo non è all’altezza del comparto tecnico, e sebbene riesca a portare alcune trovate interessanti come i diversi poteri dei protagonisti, si perde troppo spesso in un button smashing forsennato, sia contro parti di ambientazione, sia contro avversari indegni di questo nome anche per via dell’”immortalità” dei personaggi. Di questo ovviamente ne risente la longevità che, nonostante sia presente anche la possibilità di cooperare con un altro giocatore seduto accanto a voi durante tutta l’avventura, vi vedrà accantonare questo molto in fretta.
Recensione Videogioco ALICE IN WONDERLAND scritta da AP Alice in Wonderland è un gioco che si perde per strada come la sua giovane protagonista. Dietro ad un comparto tecnico valido e sul quale non si possono fare particolari appunti, si sviluppa un gioco che pizzica qua e la idee interessanti, senza però evolverle e lasciandole quindi incomplete, concentrandosi maggiormente su un button smashing alla lunga ripetitivo e incapace di donare profondità al titolo. Rimane quindi un gioco indirizzato solo a chi abbia amato il film e soprattutto a chi non richieda novità particolari e preferisca spegnere il cervello e rilassarsi nel menar fendenti contro tutto e tutti. Un vero peccato.
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