Recensione di Final Fight 3

Copertina Videogioco Final Fight 3
  • Piattaforme:

     WII
  • Genere:

     Picchiaduro
  • Sviluppatore:

     Capcom
  • Lingua:

     Inglese
  • Giocatori:

     1 - 2
  • Costo:

     800 Wii Points
  • Data uscita:

     Disponibile Virtual Console
- Personaggi molto vari
- Inserite mosse speciali e supermosse
- Rigiocabilità elevata
- Alla lunga può diventare ripetitivo
- Durata totale inferiore ad un'ora
- Alcune musiche sottotono
A cura di (AP) del
Nelle normali città il sindaco è a capo dell’amministrazione comunale e cerca di far rispettare la giustizia tramite le forze dell’ordine. A Metro City si da il caso che il suddetto rappresentante dei cittadini sia un energumeno che prima di sedere dietro ad una scrivania saliva sul ring come lottatore di wrestling professionista. Aggiungete un po’ di amici, esperti lottatori di strada e capirete perché non bisognerebbe far arrabbiare questa allegra combriccola. L’organizzazione criminale Mad Gear però ha deciso di provare comunque a prendere il controllo della città e se nel primo storico Final Fight ha fatto una brutta fine, nel secondo sono stati eliminati anche i pochi focolai rimasti. Se però ci troviamo a parlare di Final Fight 3, vuol dire che qualcun altro ha deciso di creare problemi e la gang in oggetto risponde al nome di Skull Cross. Questo incipit ci porta a parlare della terza installazione di una serie simbolo negli anni ’90, nata su coin op e successivamente convertita su Super Nintendo. Dopo l’errore compiuto con l’originale che vedeva la conversione privata di un personaggio, di un livello e soprattutto della modalità cooperativa per due giocatori, Capcom corregge il tiro e crea successivamente due titoli inediti e mai approdati al di fuori della home console Nintendo. L’arrivo oggi del terzo episodio su Virtua Console permette a tutti gli appassionati di godere di un gioco che ai tempi uscì fuori tempo massimo, ossia quando tutte le luci erano già puntate sul Nintendo 64, e ciò non può che essere un bene per gli appassionati di beat'em up a scorrimento.

Il ritorno di Guy
Il gameplay di Final Fight si può riassumere nel percorrere livelli eliminando i vari nemici che si frappongono tra voi ed il boss di turno. Qualunque sia il personaggio scelto dovrete menar le mani, raccogliere qualche oggetto curativo, usare qualche saltuaria arma e raccogliere qualche bonus che vi avvicinerà sempre più alla tanto agognata vita extra. Il bello di questi giochi stava nelle varie possibilità offerte nell’eseguire mosse volanti, semplici combo o prese per infierire sull’avversario. Tutto era molto lineare e il giocatore non doveva pensare ad altro se non dove lanciare il prossimo nemico o come fare per ottenere il massimo danno dall’arma impugnata. L’unico momento di scelta veniva offerto all’inizio, quando ci si trovava nel menu dove si selezionava il personaggio che ci avrebbe accompagnato fino alla fine del gioco o fine alla fine delle vite a disposizione.
In Final Fight 3 il giocatore appassionato ha finalmente la possibilità di (ri)prendere il controllo di Guy, personaggio tagliato dalla versione console del primo capitolo. Oltre a lui, esperto nelle arti marziali e rapido nel dispensar cazzotti, abbiamo due new entry di nome Dean (misterioso personaggio ritenuto in parte robotico) e Lucia (detective di polizia di Metro City).
Come in passato i vari protagonisti avranno metodi diversi per mettere ko i criminali, basandosi su attacchi più rapidi nel caso di Guy piuttosto che potenti e lenti da parte di Haggar. A differenza del secondo capitolo però, Final Fight 3 introduce diverse novità all’interno del gameplay, partendo dalla possibilità di eseguire scatti in avanti ed indietro (questo piuttosto macchinoso ed inutile a dirla tutta) con tanto di mosse in corsa fino ad arrivare a mosse speciali eseguibili con i quarti di giro dello stick in stile Street Fighter e super mosse eseguibili caricando un’apposita barra. Queste variazioni prendono probabilmente spunto dalle aggiunte che furono fatte dal buon Street of Rage 2 di SEGA, ma vengono implementate tenendo anche a mente alcune caratteristiche tipiche dei picchiaduro ad incontri. Ogni personaggio sarà dotato della propria devastante mossa speciale e permetterà di sperimentare metodi di gioco nuovi ed in un certo senso innovativi che, andando ad incastarsi con quelli già collaudati dalla serie, arricchisce il gameplay senza rovinare l’equilibrio precedentemente creato.

Parola d’ordine rigiocabilità
Il gioco si sviluppa su sei livelli e può essere facilmente completato in un’ora scarsa. Le ambientazioni purtroppo non risultano particolarmente originali, ma svolgono discretamente il loro ruolo diversificando gli stage proposti. Dire però di aver visto tutto quel che c’è da vedere in un singolo giro sarebbe oltremodo azzardato, visto che gli sviluppatori hanno cercato di rendere piuttosto vario il vostro breve viaggio. Per questo sono state inserite diverse strade all’interno dei livelli, che potrebbero permettervi di incontrare un boss a fine livello o che invece potrebbero portarvi direttamente a quello successivo senza affrontarlo. Inoltre in base alla strada scelta, al personaggio selezionato ed al livello di difficoltà impostato i finali cambieranno mostrando più o meno dettagli sulla conclusione della vicenda. Se la rigiocabilità risulta quindi ottima già con questi importanti accorgimenti, la possibilità di affrontare il gioco con un secondo giocatore, sia esso umano piuttosto che guidato da una CPU impostabile tra debole, medio e forte, rende Final Fight 3 il migliore della serie per quanto riguarda questo fattore. Dove invece pecca lievemente è nel design dei livelli che non raggiunge mai quanto visto nel capostipite. Discreto invece il design dei nemici che oltre ai soliti personaggi tipici del genere, propone anche qualche variante inedita e ben riuscita, anche se l’originalità e il charadesign dell’originale rimane comunque lontano. Discorso diverso per il comparto sonoro che a causa della ripetitività di alcuni pezzi all’interno dei livelli e di una qualità non particolarmente esaltante, può essere considerato l’anello debole della catena.
Recensione Videogioco FINAL FIGHT 3 scritta da AP Se siete appassionati di beat’em up a scorrimento l’acquisto di questo titolo Virtua Console è quanto meno consigliato. Se poi avete a portata di mano un amico con cui condividere l’avventura ancora meglio. I livelli sono pochi e la durata di una partita non supera un’ora, ma la rigiocabilità è alta e grazie alle tante aggiunte al gameplay il divertimento è assicurato, nonostante alla fine ci si ritrovi sempre ad eseguire solo qualche mossa in più rispetto al passato. Sconsigliato solo a chi cerca un titolo che vada ben oltre una divertente scazzottata lunga un'ora.
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