Recensione di Endless Ocean 2: Avventure negli abissi

Copertina Videogioco Endless Ocean 2
  • Piattaforme:

     WII
  • Genere:

     Simulazione
  • Data uscita:

     Disponibile
- Originale e diverso dal solito
- Diverte ed istruisce
- L'aggiunta di una vera avventura principale perfeziona il gameplay senza stravolgerlo
- Somiglianza con i giochi di ruolo, tante sono le cose da fare
- Poche musiche
- Grafica ancora da migliorare in superficie
- Esperienza che potrebbe non incontrare il favore di tutti
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A cura di (AP) del
Sono passati due anni da quando gli sviluppatori di Arika hanno debuttato su Wii con Endless Ocean, titolo che permetteva agli utenti della console Nintendo di immergersi con pinne e bombole virtuali in un ambiente marino estremamente curato ed immersivo. Nonostante un comparto tecnico assolutamente valido, per lo meno nella modellazione della fauna acquatica, l’impianto di gioco peccava un po’ nel coinvolgere tutti quelli che da un videogame vorrebbero un po’ di avventura. Per tutti questi videogiocatori arriva ora Endless Ocean 2: Avventure negli abissi, gioco sviluppato tenendo bene a mente i pro e i contro del capostipite, capace di migliorare sensibilmente l’esperienza che si andrà a provare e a vivere. Immergiamoci insieme in questo mare inesplorato.

Un sommozzatore e la sua storia
L’inizio della vicenda vi vedrà su una barca con altri tre personaggi che sembrano conoscervi molto bene. L’immersione che effettuerete da lì a pochi secondi vi vedrà nuotare in una zona ricca di megattere mostrando subito immagini dall’impatto decisamente epico. Dopo qualche piccolissima indicazione su come muovervi e come utilizzare la bussola, scoprirete un imponente tempio subacqueo da cui poi partirà un lungo flashback che ci porterà sull'isola di Baoru circa un anno prima di questa strepitosa scoperta. Impersonerete un giovane sub che andrà in cerca di quella che per molti è solo una leggenda, ossia il Canto dei Draghi. Inizierete la vostra avventura dirigendovi al centro immersioni R&R insieme a Jean-Eric Rouvier, un’ex sommozzatore che ora non può più esplorare gli abissi per via di una malattia e che quindi ormai gestisce il centro per il quale lavorerete da terra. Farete presto la conoscenza di Océane Rouvier, nipote del vostro superiore e al momento unica sommozzatrice disponibile. Dopo le presentazioni del caso effettuerete un test che altro non sarà se non un semplice tutorial nel quale vi verranno introdotti i primi elementi del gameplay. Vi sarà spiegato come muovervi, come esaminare i pesci a cui vi avvicinerete e come dar loro da mangiare rendendoli amichevoli e regalando di quando in quando una curiosità sugli animali con cui avrete interagito. I nomi e le caratteristiche invece saranno registrati presso la vostra enciclopedia marina consultabile dal bungalow che vi verrà in seguito assegnato. Dopo una serie di eventi di cui preferiamo tacere per non rovinarvi la sorpresa, approderete sull'isola Pallanove, vero campo base da cui organizzare le successive immersioni e portare avanti la storia. Qui potrete inoltre addestrare animali marini, iniziando da un delfino a cui potrete dare un nome, iniziando poi ad insegnargli acrobazie specifiche che verranno rese disponibili una volta raggiunto un determinato risultato. Questo addestramento sulle prime potrebbe sembrare solo un simpatico diversivo alle attività principali, ma tornerà utile per chiamare i propri amici addestrati durante le immersioni in modo da poter accelerare gli spostamenti dopo essersi aggrappati al loro dorso.

Nuotare non è mai stato così semplice
Endless Ocean 2
fa parte della fortunata collana Touch generation e ciò implica un sistema di controllo assolutamente alla portata di tutti. L’unico controller richiesto per poter immergersi nei fondali del titolo Arika è un Wii Remote. Volendo si può anche utilizzare il Classic Controller o la sua nuova versione Pro, ma la scelta di muovere comunque su schermo un cursore per poi far spostare il nostro alter ego, si adatta decisamente meglio al bianco telecomando Nintendo e alla sua funzione di puntamento. I controlli sono molto intuitivi e se il tasto A in combinazione con il puntatore serve ad esaminare quello che si sta puntando, con B si inizierà a far nuotare il giovane protagonista nella direzione indicata dal cursore a schermo. La freccia in giù della croce direzionale svolge un ruolo fondamentale poiché apre il menu degli strumenti a cui potrete accedere. Questi verranno aggiunti gradatamente al vostro inventario per far si che ci si abitui lentamente alla loro implementazione nel gameplay. Tra questi c’è il già menzionato cibo, utile per attirare la fauna, il pulsar, uno strumento simile ad una pistola che utilizza impulsi elettromagnetici utile per curare i pesci malati o feriti, ma anche necessario per allontanare squali e animali pericolosi. Abbiamo poi la macchina fotografica, utile per immortalare momenti topici delle vostre immersioni, animali rari o necessaria per portare a compimento le richieste fotografiche che vi verranno avanzate con il progredire del gioco. La cura messa nella macchina fotografica fa si che si possa decidere la messa a fuoco o meno di un punto specifico e l’apertura del diaframma, capace di donare al tutto un particolare effetto, per poi magari decidere di salvare il proprio lavoro sull’album fotografico e su una scheda SD o SDHC fino a 32 giga di memoria, per farlo poi ammirare a tutti dall’apposito menu. Potrete infine utilizzare un fischietto per chiamare i vostri amici animali addestrati sull’isola Pallanove, usare il multisensore per scandagliare i fondali alla ricerca di tesori e reperti nascosti e usare una penna subacquea capace di scrivere sott’acqua per segnare punti specifici.
Tutte queste attività si vanno ad amalgamare in un gameplay vario ed eterogeneo che progredisce insieme al giocatore. Si può decidere di seguire la storia fino al suo completamento, oppure ci si può perdere nell’osservare i fondali, nel catalogare la fauna marina, nel curare i pesci andando a migliorare l’ecosistema e contribuendo a farlo diventare ancora più vivo e popolato. Ancora, ci si può dedicare all’archeologia vendendo poi le proprie scoperte a Nancy, una commerciante che comprerà i vostri reperti facendovi guadagnare preziosi quattrini che poi potrete investire per acquistare pinne capaci di migliorare la vostra velocità, bombole d’ossigeno più capienti, batterie più efficaci per il pulsar, ma anche oggetti che potrete inserire nella vostra baia privata. In questa zona che potrebbe essere definita come una sorta di grande acquario, potrete inserire coralli, alghe rocce e molte altre cose che andranno a creare un ecosistema capace di attirare un sacco di creature diverse. Non bisogna infine dimenticare che in base a quanto nuoterete e a quanto andrete in profondità, le capacità del vostro personaggio miglioreranno sempre più, andando a creare una progressione che evidenzia un blando approccio ai giochi di ruolo. Questa sensazione comunque aumenta drasticamente considerando le numerosissime missioni secondarie che verranno via via sbloccate.

In giro per il mondo
La vostra avventura inizierà nell’atollo di Gatama nel Sud del Pacifico, ma non sarà l’unico fondale che ammirerete in questa grande avventura. Approderete poi nello Stretto di Ciceros, (Mar Egeo), nella costa settentrionale canadese (Artide), nel Mare di Weddell (Antartide), Nel fiume Cortica (Brasile) e infine nella regione dello Zahhab (Mar Rosso). Sebbene questi nomi siano fittizi, la loro collocazione rispecchia perfettamente il tipo di fondale e di fauna che si può ammirare in quei luoghi. Nuotare nel Fiume Cortica equivale a nuotare nel Rio Delle Amazzoni, con tanto di visibilità ridotta per via della natura fluviale e di una fauna acquatica che comprende anche i voraci piranha. Nuotare invece nell’Antartide vi farà muovere sotto i banchi di ghiaccio ed eventualmente vi permetterà di uscire ad esplorare quello che si trova sopra, facendovi fare la conoscenza di orsi polari e pinguini. Tutta questa cura per i dettagli rende l’avventura varia e godibile sia per chi ama il mare e tutto quello che esso ospita, sia per chi oltre a poter imparare curiosità e informazioni sul mondo marino, ha voglia di un’avventura diversa dal solito e in un certo senso più rilassante. Anche i feroci predatori come per esempio gli squali infatti non possono uccidere il giocatore, ma si limitano a dare una potente codata che farà perdere un po’ di ossigeno rimanente nella bombola, la quale una volta esaurita vi farà semplicemente tornare in superficie. Questa incoerenza con la selvaggia natura di certe specie viene comunque giustificata cercando di rendere giocabile a tutta l’utenza quella che potrebbe essere considerata un’esperienza a volte dai tratti onirici, capace di evocare meraviglia nello spettatore come se si trattasse di un documentario accurato. Quando si cominciano a vedere balene, delfini o tartarughe di mare, difficilmente si riesce a rimanere indifferenti anche se in questo caso esse sono solamente composte da poligoni. Nonostante ciò l’ottima modellazione poligonale riesce a ricreare meravigliosamente l’ecosistema in cui ci si avventura, mostrando occasionalmente un aliasing un po’ troppo marcato (si veda in questo caso l’introduzione in cui nuotano le balene). I colori e la struttura delle mappe appaiono assolutamente credibili e le animazioni del vostro sommozzatore e degli animali che incontra non sono da meno. Anche le zone fuori dall’acqua, questa volta hanno una buona resa, seppur sempre inferiore a quanto si può ammirare sotto la superficie del mare, e contribuiscono a rendere credibile l’universo di gioco che è stato creato. Il comparto sonoro può essere considerato il punto più debole della produzione Arika, poiché oltre ad inserire un numero piuttosto esiguo di musiche e canzoni, perde dal primo capitolo la possibilità di ascoltare le proprie tracce preferite dopo avere trasferite su scheda SD. Nonostante quelle scelte sia senz’altro evocative e adatte, tenderanno a ripetersi piuttosto presto. La maggior parte del tempo però la trascorrete in silenzio o quasi, ascoltando provenire dai vostri altoparlanti solo il suono ovattato delle bolle e il vostro incedere tra i flutti. Nessun doppiaggio invece per quanto riguarda i dialoghi che sono solamente scritti.
La giocabilità è decisamente alta, grazie ad un sistema di controllo intelligente e ad un progredire costante ma mai eccessivo delle cose da fare. Tutto aumenta gradatamente lasciando il tempo al giocatore di imparare la novità introdotta, proponendo la successiva solo dopo averne fatto assimilare l’essenza. Inoltre è assolutamente piacevole vedere che è stata introdotta la possibilità di invitare un amico nel vostro paradiso o di andare a fargli visita tramite la Nintendo Wi-Fi Connection. Registrando il suo codice amico potrete avventurarvi nelle profondità insieme a lui, senza poter progredire nella storia, ma vivendo comunque un’esperienza che potrà essere condivisa anche grazie al Wii Speak che vi permetterà una comunicazione diretta ed immediata.
Terminiamo quest’analisi con la longevità: essa ha una durata media di otto ore se si decide di seguire la storia principale senza soffermarsi sui tanti lavori secondari che vi verranno offerti. Se invece vorrete vedere tutto del titolo Arika, probabilmente dovrete passare almeno il doppio del tempo appena indicato, visto che tra tesori da scoprire, missioni fotografiche da portare a termine, turisti da accompagnare e i più di trecento animali che potrete catalogare variando l’ora del giorno in cui vi immergerete (alba, giorno, tramonto, notte), non appenderete le pinne al chiodo tanto presto.
Recensione Videogioco ENDLESS OCEAN 2: AVVENTURE NEGLI ABISSI scritta da AP Probabilmente la più grande magia che avvolge questo titolo è quella di riuscire a fondere il divertimento di un videogioco, l’arricchimento culturale di chiunque sieda di fronte allo schermo e l’epicità che solo la natura è in grado di dare. Questi tre elementi fanno sì che Endless Ocean 2: Avventure negli abissi sia un gioco da consigliare a chiunque possieda la Wii e abbia voglia di entrare in un mondo naturale davvero vivo ed interessante. Può risultare un gioco istruttivo per i più giovani visto che attraverso di esso potranno imparare tante cose nuove divertendosi a nuotare in lungo e in largo, ma può risultare un validissimo acquisto anche per chi vuole un videogioco diverso dal solito ma non per questo meno appagante. Si astengano invece tutti quelli che necessitano di azione, visto che nell’oceano di Arika, non sono presenti nemici da sconfiggere, ma solo l’interazione con un mondo tanto affascinante quanto misterioso.
Un ultimo appunto: vista la particolarità del titolo trattato, abbiamo ritenuto inadeguato esprimere un voto numerico, vista anche l'impossibilità di inserirlo in una qualunque delle categorie di genere.
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