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Nintendo Switch

Nintendo Switch

La trasformazione di Nintendo

Recensione
A cura di del
Sono oramai mesi che si specula sul successo o meno della neo arrivata console di Nintendo: Switch. Come ogni volta abbiamo visto schierati da una parte i fanatici sostenitori della grande N, dall’altra i suoi più accaniti detrattori e, fra di loro, tante persone che hanno cercato di trovare dei valori oggettivi della console e su di essi costruire le motivazioni a giustificazione del preordine, del rimando o del rifiuto di Switch.
Quello che è evidente comunque è che  Nintendo, anche questa volta, non ha né saputo né voluto andare nella stessa direzione delle concorrenti, dimostrando un’incredibile tenacia nel portare avanti le proprie idee. Una console ibrida, dunque, portatile ma anche fissa, solida e leggera, pronta ad ospitare tutti i titoli first party, e speranzosa di ricevere un importante supporto dalle altre software-house; prezzo e lineup al lancio sono gli elementi che sono stati più criticati, spesso paragonati a quelli attuali di Xbox One e PS4, con un confronto che richiederebbe, però, più di una precisazione per essere reso davvero pari.
Finalmente, dopo supposizioni, anteprime e prove sul campo abbiamo ricevuto la mela della discordia e ci siamo tuffati a provarla come dei bambini in sella a una bicicletta nuova.

La console vera e propria
Nintendo Switch si presenta all’utente come un phablet da 6” un po’ più cicciottello del normale con delle filettature e incastri per l’inserimento dei due Joycon. La profondità più generosa permette alla console di avere una ventola interna per il raffreddamento e una batteria più grande. Il touchscreen lucido di cui è dotata la console è sufficientemente oleofobico e recepisce con un’elevata reattività tutti i nostri comandi, ma temiamo possa graffiarsi fin troppo in fretta se non ricoperto da un ulteriore vetro protettivo. Le finiture sono molto curate e la plastica che ricopre il lato posteriore dà quel feeling “opaco”, per una presa solida ma non appiccicosa. La ventola posta al di sopra è udibile solo in-game e basta davvero un’altra piccola fonte rumorosa per coprirne il suono. L’aria calda viene espulsa sempre dalla parte superiore e quindi non crea alcun tipo di fastidio durante l’utilizzo. Più scomodo invece è il posizionamento del caricatore USB, esattamente al centro della parte inferiore di Switch. Sebbene necessario per il corretto collegamento nella docking, non permette di caricare la console mentre essa è appoggiata allo stand. Non è una problematica insormontabile, ma la riportiamo perché abbiamo cercato invano di realizzare metterla sul tavolo durante la ricarica. Proprio sullo stand va una delle maggiori critiche che dobbiamo fare alla console: è letteralmente troppo fragile. L’idea che si possa rompere da un momento all’altro è diventata un chiodo fisso, soprattutto dopo averlo visto piegarsi leggermente sotto il peso della console.
Lo schermo da 1280x720, nonostante la risoluzione non all’ultimissimo grido, è sufficientemente dettagliato e vanta colori naturali, nè troppo saturi nè eccessivamente smorti. Mai durante le ore passate su questa console (e sono già più di quante possiate immaginare) ci siamo ritrovati a rimpiangere la qualità dell’immagine. La luminosità, anche settata al massimo, non è eccezionale e lascerebbe spazio a fenomeni di riflessione qualora fossimo all’aperto. La memoria di 32GG è veramente risicata, ma basta alzare lo stand per trovare lo spazio dedicato alla microSD, una spesa in più per l’utente, una in meno per Nintendo che ha detto a più riprese di aver fatto l’impossibile per mantenere l’esborso economico sotto i 300 dollari. 
Durante l’utilizzo, la console si scalda in maniera molto marginale, e soprattutto solo sul retro dove, tra joycon e touchscreen, difficilmente metteremo le mani.
Lo slot per le cartucce è in alto a destra, si apre con facilità ed è molto piccolo. Il grosso vantaggio di questo sistema, tra cartucce e microsd è che non si è dovuti ricorrere a parti meccaniche o ottiche, che non rallentano la console, molto ma molto reattiva nell’utilizzo. Per ultimo, ma non meno importante arriviamo a trattare la batteria della console. Non aspettatevi miracoli. La console con i joycon attaccati, durante una partita a Zelda, ha resistito per 2h55m nel nostro caso, se staccati invece, è arrivata abbondantemente a superare le tre ore. Tempi che, nonostante sulla carta non elevatissimi, ci hanno permesso un utilizzo senza troppi vincoli anche fuori casa; complice anche la possibile ricarica tramite powerbank che, pur non avendo la potenza per andare in positivo durante l’utilizzo, ha permesso di rallentare abbondantemente lo scaricamento della stessa. 





Tempo di Joycon
Le capacità millantate da questi piccolissimi controller sono state più volte dimostrate nel corso delle prove effettuate, soprattutto con la “tech demo” dal nome 1-2 Switch. HD Rumble, sensori di movimento sempre più accurati e il leggendario click che ha fatto più volte il giro del web, sono tutti piccoli punti che ci introducono a un prodotto di qualità. Purtroppo le dimensioni limitate, dovute alle funzionalità transformers di Switch, ci portano a supporre che chi ha le mani troppo grosse potrebbe trovare difficoltà nell’utilizzo. Noi, ammettiamo fin da subito di non appartenere a questa categoria e con i Joycon è stato subito amore a prima vista: piccoli, leggeri, ma solidi, al tatto in grado di conferire quello stesso feeling apprezzato sulla console. Una volta prese le misure con la mossa di attacco-stacco è veramente un attimo prima di cambiare il volto della propria console. La magia però arriva quando ci rendiamo conto di poter giocare comodamente sul divano, con le mani appoggiate letteralmente sulla morbida imbottitura del quadrupede da salotto. Niente più posizioni rannicchiate per adeguare il nostro corpo al controller, perché stavolta succede esattamente il contrario. 
Segnaliamo per dovere di cronaca la mancanza di grilletti con la corsa, ma comunque quelli presenti sono tutti molto reattivi. Impressionante la funzionalità HD Rumble, che trasmette un feeling tridimensionale alla vibrazione per dare il là agli utilizzi più disparati. 
Il grip a disposizione nella confezione non è comodissimo e permette di tenere i joycon come se andassero a formare un joystick, anche se i risultati sono ben lontani da quelli del controller PRO. Un altro punto negativo di questo accessorio è il fatto che non può ricaricare i Joycon, aspetto comunque marginale considerata la durata della loro batteria integrata, superiore a quella di qualunque tipo di sessione. Il Joycon in sè, comunque sia impugnato, riesce nell’intento; anche nel suo posizionamento orizzontale, permette agevolmente di affrontare le brevi sessioni di un Mario Kart o 1-2 Switch del caso.

Dock e interfaccia
La stazione dedicata a Nintendo non è nient’altro che una struttura per fissare i collegamenti via cavo, USB e Hdmi della console, senza doverli ricollegare tutte le volte. Il passaggio tra la visione sullo schermo da 6” e quello di casa è praticamente immediato, con l’unico lag relativo al tempo di riconoscimento del segnale da parte della TV. Valutando le dimensioni, anche la dock è contenuta e può essere trasportata assieme alla console nella scatola originale con un ingombro e un peso minimo, confermando anche su questo lato la portabilità della console.
L’interfaccia è pulita e semplice, totalmente votata al gaming. Non abbiamo avuto modo di provare le funzionalità online in quanto non disponibili e ci spenderemo su di esse qualche parola in seguito. I riquadri grossi per selezionare giochi e impostazioni sono comodamente raggiungibili sia con le funzionalità touch sia con i controlli classici, facendoci prediligere sempre le prime. La memoria disponibile è risicata, ma ancora non abbiamo avuto l’occasione di riempirla, in ogni caso, per garantirci un buon margine in futuro,è giunta in nostro soccorso un’abbondante microSD da 256GB.

  • + Leggera e resistente
    + Ottime finiture
    + I/O tramite USBC
    + Joycon notevoli
    + Prezzo giusto per l'hardware che fornisce
  • - Prezzo più alto della concorrenza
    - Durata della batteria limitata
    - Grip poco funzionale
voto
N.P.

Nintendo Switch è l’unica console che attualmente è in grado di supportare un modo di giocare totalmente peculiare. Le possibilità di gestire la mobilità della console sono infinite e soltanto utilizzandola potrete scoprirne di nuove. Il prodotto ha elevati valori produttivi e giustifica il prezzo a cui è proposto, ma se paragonato a quello delle concorrenti PS4 Xbox One il giocatore casalingo e quello superficiale troveranno ovviamente nelle seconde un affare migliore. Infine, come chiosa finale, bisogna ammettere che su queste non è possibile giocare ai titoli Nintendo, che si sa, o li si ama o li si odia, ma solitamente, come ci ha dimostrato Wii U, possono valere da soli il prezzo del biglietto.

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