Recensione di Dungeon Raiders

Copertina Videogioco Dungeon Raiders
  • Piattaforme:

     NDS
  • Genere:

     Avventura
  • Sviluppatore:

     Cyanide
  • Distributore:

     Focus
- Dialoghi in italiano particolarmente ispirati
- Buona costruzione dei livelli
- Interessante utilizzo delle magie
- Piuttosto lineare
- Qualche imprecisione nel sistema di controllo
- Manuale di istruzioni senza la lingua italiana
A cura di (Mauro.Cat) del
Il sintomo del successo di una console è anche la presenza nel proprio catalogo di una grande quantità di titoli che, stritolati dalle campagne pubblicitarie dei prodotti più attesi, finiscono per il passare immeritatamente in sordina.
Si tratta spesso di titoli sviluppati da software house "minori" (non tanto nella creativitià, ma nelle possibilità), che per i motivi di cui sopra non ricevono la giusta considerazione: questo è certo il caso del divertente Dungeon Raiders.
Il titolo sviluppato da Cyanide Studio e prodotto da Focus Home Interactive è una sorta di adventure game con elementi action, nel quale sui devono superare dei dungeon che tanto ricordano quelli resi famosi fin dal primo The Legend of Zelda. Il titolo, distribuito in Italia da Halifax, si presenta doppiato in un ottimo italiano, a differenza del manuale che si presenta esclusivamente in lingua inglese. Va detto, a beneficio di chi proprio non conosce l’idioma anglosassone, che il preciso tutorial sparso per il gioco (in italiano) rende il manuale di istruzioni di secondo piano.

Nomi noti e nomi meno noti
Il primo impatto con l’adventure firmato Cyanide è assolutamente positivo. Glandalf è un mago ed un fan del Signore degli Anelli. Il nostro eroe deve salvare due amici rapiti e percorrere un’isola zeppa di pirati, l’antico Egitto ed il castello di Dracula (almeno inizialmente). L’avventura viene introdotta da alcuni monologhi spassosissimi che hanno lo scopo di hettare luce sull’atmosfera generale e sulla struttura di gioco. Glandalf scherza continuamente sulle proprie caratteristiche fisiche, scarse, e magiche, discrete. Alcuni tocchi di humour rendono le prime fasi quasi sempre interessanti, mentre il continuo paragone del protagonista con Carl Lewis e la presenza di alcuni nemici non propriamente spaventosi fanno il resto.
La meccanica è semplice strutturalmente, ma richiede una certa dose di ragionamento. Glandalf, successivamente anche gli altri eroi Luigi e Butcho, deve semplicemente raggiungere l’uscita di un dungeon studiando le caratteristiche dell’ambientazione e sfruttando al meglio le proprie abilità.
Tutti i movimenti dei protagonisti sono controllati dal pennino, che risponde in maniera mediamente convincente. In genere tutta la fase dei movimenti richiede una fase di adattamento, ma nel complesso risulta ben studiata. Uno degli aspetti meno riusciti è legato al salto, un doppio tocco del pennino, che non sempre risulta così rapido nella risposta. I combattimenti appaiono invece piuttosto precisi.
Gli enigmi risultano quasi sempre piuttosto freschi e si rinnovano in maniera varia.
La magie di Glandalf rappresentano invece il classico elemento in più. Ispirate e sempre originali, faticose quelle da attivare con un soffio nel microfono, vengono gestite da alcuni simboli da riprodurre con il pennino e garantiscono una discreta freschezza all’avventura.

Un mondo di labirinti
Tecnicamente Dungeon Raiders riesce a convincere grazie ad un impianto tecnico semplice, ma non per questo negativo. La visuale dall’alto è quasi sempre chiara e le animazioni appaiono convincenti. In alcune occasioni si avverte qualche piccola imprecisione grafica che però non compromette l’esperienza di gioco.
Più fastidiosa è invece la presenza di alcuni piccoli bug che in rare occasioni, un paio di volte nell’intera esperienza di gioco, ci hanno costretto a dover staccare l’alimentazione della console per ricominciare il livello da capo.
Il sonoro è salvato dagli effetti che talvolta risultano utili anche per comprendere al meglio la risoluzione di un enigma.
La longevità non è su livelli altissimi a causa del numero ridotto di stage da affrontare, una ventina, e di una rigiocabilità piuttosto bassa. I livelli sono effettivamente piuttosto lunghi, a volte si rischia di rimanere bloccati di fronte ad un enigma troppo cervellotico, ma non propriamente numerosi.
Dopo aver provato a lungo il titolo non possiamo che fornire un giudizio complessivo su un adventure che presenta inevitabili alti e bassi. Alcuni aspetti positivi sono innegabili. Una buona atmosfera generale, creata da ottimi dialoghi, e la presenza di dungeon quasi sempre ispirati sono gli aspetti positivi di un prodotto che finisce talvolta per ingarbugliarsi intorno alle troppe cose da fare. Le idee ci sono e tentano di innovare una struttura interessante che però potrebbe non trovare una propria collocazione precisa. Il rischio di bloccarsi dopo pochi livelli, perché non si comprende come proseguire, è concreto ed in genere gli stage non appaiono così ben strutturati come i dungeon resi famosi dai titoli di Zelda.
Spesso si ha la sensazione di avere tra le mani un titolo ben ideato, ma prodotto con un budget non propriamente adeguato, che con un po’ più di cura e di esperienza avrebbe realmente potuto raggiungere un giudizio ben più gratificante.
Recensione Videogioco DUNGEON RAIDERS scritta da MAURO.CAT Dungeon Raiders è il classico titolo interessante che sembra quasi uscito dal nulla. I ragazzi di Cyanide hanno confezionato un action adventure spiritoso e ricco di idee che pare ispirato ad alcune fasi dei primi classici Zelda. Una struttura di questo tipo, basata esclusivamente sulla risoluzione dei dungeon, potrebbe convincere i fan del genere, ma lasciare interdetti tutti gli altri. Il rischio di bloccarsi di fronte ad un enigma insormontabile o di annoiarsi è dietro l’angolo. I marginali difetti menzionati, qualche bug ed una lieve imprecisione nei comandi, non sono invece così rilevanti da sconsigliare l’acquisto del gioco.
Pur nella sua “ingenuità” Dungeon Raiders ci ha divertito ed appare come un titolo adatto a chi ha ancora fame di dungeon anche dopo aver affrontato i due episodi di Zelda presenti sulla console portatile Nintendo ed in generale a chi ama spremersi le meningi in un contesto di azione meno statico rispetto ai classici puzzle game.
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