Recensione di Spore Hero Arena
NDS

- Possibilità di personalizzazione al top
- Multiplayer online e locale godibilissimo
- Trama pretestuosa
- Ripetitivo alla lunga
- Sa tutto di già visto

A cura di Gianluca Arena (DottorKillex) del
Il fenomeno “Spore” nacque qualche anno fa su PC grazie al genio e all’inventiva di un manipolo di sviluppatori del team interno di Electronic Arts, che diedero vita ad un gioco dall’alto tasso di personalizzazione, simpatico e colorato, che rispondeva al nome di Spore Creatures.
Dopo varie iterazioni anche su console (tra cui lo stesso DS), la casa americana ci riprova, proponendo un titolo che, al suo annuncio la scorsa estate, ha fatto gioire più di un fan, sebbene non tutti gli episodi precedenti del brand fossero all’altezza della loro fama.
Questo Spore Hero Arena, episodio dedicato al portatile della grande N, utilizza un approccio diverso rispetto ai suoi predecessori, finanche alla versione lanciata in contemporanea su Wii.
Diverso, ma non peggiore.

Un mostro a salvare il mondo
Sin dalle prime schermate di gioco, gli appassionati del genere proveranno una rassicurante sensazione di deja-vu, mentre i nuovi utenti si renderanno presto conto di trovarsi dinanzi ad un gioco dalle spiccate possibilità di personalizzazione, dove spesso l’unico limite è il nostro gusto estetico (o dovremmo dire antiestetico?).
Dopo che una serie di schermate fisse poste sullo schermo superiore ci avrà informato dell’atterraggio di fortuna cui il nostro improbabile eroe è stato costretto da un guasto alla sua navicella spaziale, saremo subito chiamati a dare a questo personaggio un corpo, due (o più…) occhi, e possibilmente degli arti.
L’editor del gioco, in accordo col tono mai troppo serioso dell’intera produzione, ci metterà a disposizione un buon numero di opzioni sin da subito ma, ovviamente, solo con il passare delle ore l’avanzare dell’avventura ci mostrerà davvero di che pasta è fatto, permettendoci di sbizzarrirci sostituendo tutte le parti del nostro eroe, aggiungendone di nuove o potenziando quelle esistenti: detto questo, dopo svariati upgrade ci troveremo a ricordare con una lacrimuccia il mostro originariamente creato, in tutta la sua bruttezza e gracilità.
Come se non bastasse, il gioco ci permetterà di apporre gli arti del mostriciattolo dove meglio ci aggrada, trascinandoli con il pennino dove vogliamo che vengano “attaccati”: questo genererà delle creature tanto sgraziate quanto buffe, che non potranno non strappare un sorriso.
Adempiuti i nostri compiti “divini”, ci troveremo a controllare la bestiolina creata in un’amena foresta, ripresa con una visuale isometrica che non appesantisce l’hardware del DS, consentendo una buona qualità generale: fatta la mano col sistema di controllo, gestito interamente dall’accoppiata touch screen – pennino, faremo il nostro primo, fondamentale, incontro con il maestro (esige di essere chiamato così…) Yeedo, chiara parodia dello Yoda di Guerre Stellari, ma se possibile ancora più brutto e protervo.
Senza svelarvi troppo della trama, vi basti sapere che, riparata la vostra aeronave, vi imbarcherete in un viaggio intergalattico, durante il quale affronterete di volta in volta i campioni locali in duello per guadagnarvi i galloni di Eroe e salvare la baracca.
Come tutti i giochi in cui il protagonista è interamente creato dall’utente, la sua caratterizzazione non sarà eccellente, e spesso una serie di personaggi non giocanti (come Yeedo) proietteranno il loro cono d’ombra su di esso ma, d’altronde, vista la natura del gioco e soprattutto l’altissimo tasso di personalizzazione, questo appare come un irrisorio prezzo da pagare.

Sputare è bello
Iniziamo con il fare un plauso ai programmatori di Electronic Arts: differentemente da tante, troppe conversioni immesse sul mercato senza la minima cura per le differenti caratteristiche hardware delle console su cui dovranno girare (vedi il recente Marvel: La Grande Alleanza 2 ), questo Spore Hero Arena fa del touch screen un elemento inscindibile di gioco, sfruttandone a pieno la versatilità senza sacrificare nulla in termini di giocabilità e risposta nei comandi.
Dopo pochi minuti di gioco infatti, sembrerà la cosa più naturale del mondo trascinare il pennino da un lato all’altro dello schermo inferiore per spostare il nostro personaggio e anche il sistema di controllo scelto per le fasi di combattimento risulta azzeccato.
Come dicevamo a inizio recensione, differentemente dalla controparte Wii, forse anche per limitazioni tecniche dovute alla trasposizione su un hardware meno performante come quello del DSi, questa declinazione portatile di Spore verte molto di più sulla fase di combattimento di quanto non facesse nessuno dei predecessori, che privilegiavano invece la fase esplorativa: in quest’ottica, la scelta di affidare alla croce direzionale le stesse funzioni dei quattro tasti della console appare ideale per padroneggiare il frenetico battle system del gioco.
Con il tasto Y (e spingendo il D-pad a sinistra) il nostro alter ego sputerà acido verso i nemici, come il peggiore degli emuli di un Totti d’altri tempi: questa mossa, soprattutto durante le prime ore di gioco, risulterà strategicamente fondamentale, perché le basse statistiche del nostro mostro sconsiglieranno spesso un rischioso corpo a corpo.
Gli altri tre tasti sono deputati alla parata, all’attacco diretto e al morso, che indebolirà l’avversario: tutti tranne il primo sono caricabili, prolungando la pressione del rispettivo tasto.
Il cuore delle battaglie è tutto qui: semplice, eppure funzionale. Con il progredire dell’avventura, sinceramente, si sentirà la mancanza di un maggiore set di mosse, ma come vedremo la varietà di situazioni è proprio uno dei talloni d’Achille di questa produzione.
Va detto che, sostituendo una parte del corpo con una maggiormente potente i miglioramenti sono evidenti, e che, dopo poche ore di gioco, il nostro eroe sarà una vera e propria macchina da guerra comica, ma l’aver ridotto le fasi di esplorazione libera a vantaggio dei combattimenti, alla lunga si ritorce contro la longevità del gioco, che scade spesso nella ripetitività.
I pianeti da visitare sono molti, ma il tutto si riduce allo scontro nell’arena con i campioni di turno, con dei dialoghi scanzonati e ben tradotti a fare da antipasto, e poco più.
Rimanendo sul sistema di combattimento, questo è ben bilanciato e offre la possibilità di approcciarsi agli scontri in maniera sufficientemente personale, ma l’esile filo narrativo fatica a tenere insieme le battaglie e i momenti fuori dall’arena, che si riducono a noiosi intermezzi.
La modalità online, immotivatamente assente nella versione per la sorella maggiore Wii, aggiunge invece pepe al piatto: non solo sarà possibile giocare fino a quattro in locale, ma anche tramite wi-fi connect il gioco offrirà i canonici tutti contro tutti e ruba bandiera, incrementando non solo il fattore longevità, ma anche quello della rigiocabilità: volete mettere la soddisfazione di vendicarsi di una sconfitta contro un amico proponendogli la rivincita dopo aver portato il nostro mostro a livelli incredibili?

Mostriciattoli poligonali
Se abbiamo manifestato qualche perplessità sulla modalità in single player, non abbiamo invece nulla da eccepire sul versante tecnico dove, abbandonata la grafica in cel-shading del precedente episodio, Spore Hero Arena propone un 3D fluido e pulito, pur nella sua inevitabile semplicità: non abbiamo notato particolari glitch grafici e, sebbene non si gridi al miracolo, il tutto gira senza intoppi, con una cura particolare per il personaggio principale, sul quale viene bene evidenziata ogni minima variazione apportata dall’utente.
Il sonoro si propone fin da subito come semplice contorno, e in questo senso, pur non aggiungendo nulla all’esperienza di gioco, non si avventura in improbabili doppiaggi o in melodie troppo pretenziose, rimanendo un piacevole sottofondo alle avventure del nostro piccolo amico.
Simpatico il vocio durante i dialoghi con Yeedo e gli altri PNG, perché, oltre che far sorridere, rende bene quello che potrebbe essere il verso di esseri tanto peculiari.
La longevità dipende invece da un buon numero di fattori: innanzitutto dai gusti personali dell’utente che, se volesse, avrebbe a disposizione una gran quantità di ore di gioco passate a combattere nemici e potenziare il proprio personaggio virtuale, a patto di non pretendere nulla di più di un buon sistema di combattimento e crescita del personaggio.
Ovviamente il discorso cambia se si prende in considerazione il corposo multiplayer che il gioco offre e che lo rende potenzialmente infinito qualora si avesse la possibilità di condividere l’esperienza di gioco con una controparte umana.
Spore Hero Arena ha innegabili frecce al suo arco, dalle incredibili possibilità di personalizzazione dell’avatar ad un comparto multigiocatore tra i migliori visti sul portatile di casa Nintendo, ma pecca in termini di varietà e di incentivi offerti al giocatore per proseguire nel suo viaggio spaziale.
Recensione Videogioco SPORE HERO ARENA scritta da DOTTORKILLEX Aggiungendo dei mini giochi che esulassero dallo schema “viaggia, combatti, potenziati”, o un impianto narrativo che sorreggesse la struttura di gioco, Electronic Arts avrebbe fatto centro di nuovo, regalando all’utenza DS un prodotto eccezionalmente divertente e longevo.
Allo stato attuale delle cose, invece, nonostante una connettività da cui molti altri titoli dovrebbero prendere esempio, Spore Hero Arena, pur senza grosse pecche di programmazione, rimane nel limbo dei giochi “vorrei ma posso solo fino ad un certo punto”, immediato e duraturo, ma nel contempo incapace di staccarsi dagli stilemi tipici del genere per offrire qualcosa di maggiormente vario e innovativo.
Un titolo che va comunque provato, soprattutto se potete avvalervi delle modalità multigiocatore, ma di certo non un acquisto obbligato.
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