Recensione di I Serventi dell'Overlord

Copertina Videogioco Overlord DS
  • Piattaforme:

     NDS
  • Genere:

     Gestionale
  • Sviluppatore:

     Climax
  • Distributore:

     Codemasters
  • Data uscita:

     25 Giugno 2009
6.3
Voto lettori:
7.6
- Buon level design
- Ottima caratterizzazione dei quattro protagonisti
- Discreto comparto grafico
- Sistema di controllo mal calibrato
- Comparto audio ripetitivo
- Longevità scarsa
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A cura di Andrea Piaggio (AP) del
In questo periodo il brand di Overlord è tornato prepotentemente alla ribalta su quasi tutte le console esistenti. Se PS3 e Xbox 360 hanno visto arrivare il secondo capitolo, Wii ha potuto contare su un prequel capace di sfruttare discretamente l’hardware messo a disposizione. Anche il Nintendo DS però è rimasto soggetto all’ondata di “malvagità” che ha travolto le console casalinghe e pur non potendo emulare in alcun modo il gameplay proposto dalle uscite maggiori, ha deciso di mettere i giocatori alla guida di soli quattro serventi, piccoli demonietti che hanno aiutato il Signore del Male a conquistare il mondo. Attraverso quello che può essere classificato come uno spin-off dedicato interamente a queste strambe entità, gli sviluppatori Climax hanno elaborato un’avventura da giocare in punta di pennino sulla falsariga di The Legend of Zelda: Phantom Hourglass. Saranno stati capaci di cogliere quanto di buono è stato seminato dal prodotto Nintendo?

Un regno (del terrore) da salvare
Dopo aver selezionato la lingua del software e un file di salvataggio libero tra i tre disponibili, vi troverete in una schermata principale che si preannuncia piuttosto scarna. Vi permetterà di selezionare alcune basilari opzioni, entrare in una galleria in cui appariranno via via dei bozzetti delle creature incontrate, un’esaustiva sezione in cui rivedere indicazioni e consigli su come usare gli ostacoli e gli oggetti che troverete andando in giro per i livelli, e ovviamente, di iniziare l'avventura principale.
Vi troverete così ad assistere ad una breve introduzione in cui verranno presentati i quattro protagonisti di questa storia. Essi saranno un servente marrone, uno verde, uno rosso ed uno blu. Le differenze, come saprà bene chi ha giocato ad uno qualsiasi dei capitoli per console casalinga, non sono unicamente cromatiche ma rintracciabili nelle caratteristiche fisiche e magiche uniche di ogni razza. Il servente marrone risulta il più adatto nei combattimenti fisici, è resistente alle raffiche di vento e può spostare grossi blocchi di pietra. Quello verde, discreto per gli attacchi, può diventare invisibile a patto di muoversi lentamente ed è capace di resistere a gas che sarebbero tossici per tutti gli altri. Il rosso non solo è immune alle fiamme e ai luoghi incandescenti, ma è capace di lanciare sfere di fuoco e risultando quindi l’unico in grado di colpire a distanza. Chiude la carrellata il servente blu, il più debole del gruppo ma anche l’unico abile nel curare gli altri e sé stesso a comando. E’ inoltre l’unico anfibio e per tanto è il solo che può attraversare corsi d’acqua o stagni. I suoi attacchi sono molto deboli ma sono i soli che possono colpire entità incorporee come spettri e fantasmi.
Tutta la vicenda inizia quando la foresta vicina al castello viene contaminata da un misterioso fungo che trasforma i sudditi del vostro regno in creature fuori controllo. I quattro protagonisti vengono così mandati ad investigare sulla natura di questa minaccia.
I primi livelli sono una sorta di tutorial e riescono a mostrare al giocatore le caratteristiche che qualificano i serventi del vostro gruppo. Per non confondere le idee al giocatore, all’inizio dovrete muovere solo due personaggi per volta. Per farlo basterà agire sul touch screen: in questo modo vedrete spostarsi il demonietto selezionato che seguirà la direzione verso la quale vi muoverete. Per selezionarne più di uno verrà in aiuto la colonna a destra dello schermo che visualizza i volti dei serventi selezionabili: facendo scorrere il pennino sulle icone corrispondenti potrete creare il gruppo che eseguirà così gli spostamenti che andrete ad effettuare ed organizzabili tramite la mappa che sarà sempre presente nello schermo superiore. Gli attacchi invece verranno portati tracciando delle piccole linee sui nemici che si desidera colpire o sugli oggetti che si vuole distruggere cercando pozioni curative o quant’altro il livello offra. Sarà possibile ricevere dritte e spiegazioni da Gnarl, Gran Maestro dei serventi e sempre presente per fornire aiuti tecnici e commenti. Per chiedere aiuto dovrete semplicemente toccare la sua icona presente nell'angolo in basso a destra.

Una squadra compatta
I livelli in cui vi troverete ad agire metteranno a dura prova le caratteristiche dei serventi sia singolarmente che come squadra. Lo scopo di ogni livello è semplicemente quello di trovare l’uscita agendo su interruttori e sfruttando al meglio le abilità dei protagonisti disponibili. Ci saranno zone del livello accessibili da un solo componente del gruppo che spesso dovrà aprirsi un varco tra le avversità per poter sbloccare la strada ai rimanenti membri, ma ci saranno anche zone in cui le abilità di due o più sottoposti dovranno essere combinate per procedere. Nei primi livelli per esempio dovrete distruggere alcuni muri crepati che vi sbarrano l'uscita. Non essendoci bombe in giro dovrete far mangiare al servente verde alcune bacche velenose di cui è ghiotto, per poi fargli emettere dei gas tossici che andranno espulsi davanti alla roccia da demolire. Fatto ciò il rosso potrà far detonare la nube venefica da una distanza di sicurezza, eliminando così l’ostacolo e permettendo il completamento del livello.
La morte accidentale di una vostra creatura per fortuna non comprometterà l’esito della partita, visto che potrà essere richiamato in vita in un determinato portale, ma potrete tenere sotto controllo la sua salute tramite le barre delle rispettive energie sopra la testa di ogni membro del gruppo.
Nonostante ci si trovi sempre a muoversi in ambienti chiusi e facilmente paragonabili a dungeon, il level design e le tante soluzioni adottate riescono a ricreare una certa varietà che soprattutto nei livelli più avanzati riesce a proporre situazioni più simili ad un puzzle game piuttosto che ad un adventure. Inoltre ogni mondo (sono sei in totale) culmina con l’immancabile boss fight che richiede coordinazione tra i propri serventi oltre che ad intuito nell’individuazione del punto debole da colpire.
Se arrivati fin qui non riuscite a spiegarvi il voto che avete sbirciato in cima alla pagina, il motivo è presto detto: il sistema di controllo adottato non risponde sempre adeguatamente agli input che gli impartirete. Se per il movimento e per l’attacco la situazione può dirsi buona, in molte altre occasioni come posare un oggetto raccolto, far attaccare a distanza un nemico, riuscire a camminare lentamente per mantenere l’invisibilità del servente verde, far curare se stesso a quello blu, diventano più complesse del dovuto. A volte vi ritroverete a spulciare nel glossario per capire come si esegue un'azione e pur dopo averlo letto e aver provato a farlo, continuerete a vedere la vostra creature immobile nonostante stiate compiendo il movimento richiesto. In molte situazioni queste azioni dovrebbero essere eseguite tempestivamente e questi problemi rischiano di mandare all’aria attente pianificazioni e parecchi minuti di gioco.

Un gioco “malvagio”?
La parte prettamente tecnica mette in mostra una modellazione poligonale discreta per l'hardware su cui gira capace di ricreare l’atmosfera desiderata ma che spesso rende un po’ troppo squadrati gli oggetti di contorno e gli edifici presenti. Le animazioni delle creature secondarie in alcuni casi sono un po’ povere e stonano un po’ in un contesto tutto sommato valido ma comunque lontano da titoli come il già citato Phantom Hourglass. Buone invece le tavole che raccontano la storia principale e che fanno da intermezzo ai vari livelli. Grazie a colori vivi e a un tratto fumettistico davvero adatto alla bizzarra vicenda trattata, riescono a catturare la natura dei vari personaggi.
Il comparto sonoro invece si dimostra un po' sottotono a causa di temi musicali ripetuti in loop per tutto il livello e che tendono a diventare presto piuttosto monotoni, spingendo il giocatore ad abbassare il volume.
La longevità non è particolarmente elevata, non tanto per un numero di livelli che avrebbe potuto essere maggiore, quanto per la totale mancanza di modalità extra e di spinte nel riaffrontare il gioco per la seconda volta.
In definitiva un prodotto più che sufficiente, ma ben lontano dalla perfezione, anche se potrà comunque risultare gradevole, in particolar modo per gli appassionati della serie.
Recensione Videogioco I SERVENTI DELL'OVERLORD scritta da AP I Serventi dell’Overlord è la classica occasione sprecata. Nonostante il gameplay sia ricco di ottime idee e di un elevato potenziale, questo si scontra con un sistema di controllo che doveva essere calibrato meglio e che invece risulta il maggior colpevole di questa amara delusione. Se pensate di riuscire a passar sopra a questo difetto, vi troverete tra le mani un gioco che con la sua particolare natura un po’ puzzle e un po’ adventure saprà divertirvi e in alcuni casi sorprendervi. Se siete fans della serie, considerate bene l’acquisto poiché lo stile di gioco è completamente diverso da quello offerto su console maggiori.
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