Recensione di My Sims Party

Copertina Videogioco MS Party
  • Piattaforme:

     NDS
  • Genere:

     Puzzle game
  • Data uscita:

     marzo
6.2
Voto lettori:
7.1
- Divertente ed immediato
- Numerose possibilità di personalizzazione
- Solo per bambini
- Non molto originale
A cura di Arianna Buttarelli (momo) del
Con la serie The Sims l'autore Will Wright ha indubbiamente creato un prodotto per molti versi rivoluzionario, trovando il perfetto equilibrio tra simulazione di vita reale in stile “Second Life” e meccaniche ereditate dai gestionali classici.
Il gioco è riuscito a raccogliere consensi anche e soprattutto tra le ragazze che, forse, vedono nei Sims le Barbie del nuovo millennio: bamboline virtuali da creare a propria immagine e somiglianza e personalizzare all'infinito. E' facile intuire come non si stia parlando di una moda passeggera, ma di un fenomeno di costume che andrà avanti probabilmente per molti anni, fino alla prossima rivoluzione.
L'intento, invece, alla base dei titoli che vedono protagonisti questi mini-Sims, riconoscibili dalla testa a forma di cubo, è ben diverso. Laddove la serie principale costituisce un unicum che detta legge nel genere, il filone My Sims strizza decisamente l'occhio a certe produzioni Nintendo (Animal Crossing su tutte), mirando a quel tipo di utenza che ha decretato il trionfo (se non in termini morali, sicuramente economici) di Nintendo DS e Wii: i bambini.

My Sims + minigiochi.
Se avete giocato al primo titolo della serie disponibile per Nintendo DS, quando accenderete la console non potrete non avvertire una sgradevole (o confortevole, a seconda dei gusti) sensazione di déjà vu.
My Sims Party non è altro che la riproposizione del primo titolo, convertito per l'occasione in un party game.
Le premesse infatti sono identiche: arriverete in una città semi-deserta che dovrete ripopolare attirando turisti in diverse maniere. La scelta delle caratteristiche del vostro Sim sarà anche in questo caso orientata verso un risultato caricaturale e, grazie ai numerosi accessori collezionabili nel corso del gioco, potrete sbizzarrirvi per rendere il vostro personaggio più eccentrico che mai.
Nell'aspetto simulatorio abbiamo quindi quasi tutto quello che si trovava in My Sims: una città da esplorare, tanti abitanti da conoscere, una casa da personalizzare e decine di accessori da comprare. Il tramite per ottenere quanto detto stavolta, però, saranno i minigiochi.
Seguendo la storia dovrete partecipare ai Festival (una decina in tutto) che il Sindaco della città organizzerà per attirare turisti. Ogni Festival contiene un certo numero di minigiochi: vincendoli riuscirete a far arrivare nuovi abitanti che a loro volta vi proporranno nuove sfide; otterrete, inoltre, il denaro necessario per fare acquisti nei negozi.
I minigiochi sono i più classici del genere: vanno dalle gare di velocità nella pressione di certi tasti, alle prove di memoria, musicali, di riflessi; alcuni (non molti) richiederanno l'uso del microfono e del touch screen, ma in nessun gioco faranno mai spicco idee particolarmente originali. In uno dovrete addirittura rinvenire dei fossili scavando sul touch screen e soffiando nel microfono per rimuovere i detriti...qualcuno ha detto Spectrobes?
I minigiochi, tra l'altro, oltre che per varietà, non brillano nemmeno per quantità: sono appena quaranta, addirittura meno di quelli del primo Mario Party per Nintendo 64.
L'unica innovazione che My Sims Party apporta al genere è attraverso l'introduzione delle abilità.
All'inizio del gioco avrete dei punti da ripartire in tre categorie di abilità che compongono il vostro Sim: potenza, tecnica, velocità. Più alto sarà il valore di una, meglio riuscirete nei giochi ad essa collegati. Dopo ogni turno i personaggi si stancheranno perdendo momentaneamente punti e rendendo più difficile la sfida successiva.
Dal momento che la scelta delle prove all'interno dei Festival è sempre casuale, sarà ideale creare squadre di Sims con caratteristiche differenti, oppure equipaggiarsi con le preziose carte abilità, vendute presso il negozio della città, che servono ad aumentare uno dei vostri valori o diminuire quelli di un avversario a caso per la durata di un turno.

Comparto tecnico
C'è poco da dire sul comparto tecnico che è in tutto e per tutto quello di My Sims, con la sua grafica fluida e fumettosa e le musiche classiche della serie. I personaggi sono sempre i medesimi visti negli altri giochi, caratterizzati dalle medesime buffe animazioni e qualche accessorio i più. Nei minigiochi l'essenzialità la fa da padrone, forse anche troppo in certi casi, ma in fin dei conti un comparto grafico senza troppi fronzoli rappresenta la naturale conseguenza della filosofia semplicistica che anima il titolo. La città è ben ricostruita e sarà piacevole visitarla nelle varie ore della giornata, grazie alla grafica di sicuro impatto visivo con i suoi colori brillanti e vivi.
Rimane da segnalare la modalità Wi-Fi, che permette di giocare fino in quattro con un unica scheda. Il multiplayer è senza dubbio l'aspetto più importante del titolo e di tutti i party game in generale, giocandoli da soli perdereste metà del divertimento (anche perché l'IA della Cpu non è di certo ai massimi storici in questo genere di titoli).
Recensione Videogioco MY SIMS PARTY scritta da MOMO Niente di nuovo sotto al sole e la storia si ripete: ogni volta che una software house crea delle mascotte accattivanti alla fine ci si ritrova sempre fra le mani un party game e un gioco di kart che le vede protagoniste. My Sims Party è l'ennesima occasione per fare uscire un nuovo titolo della serie sfruttando un genere flessibile.
Rispetto a Mario Party e la sua noiosa meccanica con la plancia di gioco, le caselle e i turni, il titolo EA propone un abile collage tra un party game classico e il simulatore My Sims. E non c'è dubbio che la possibilità di collezionare un gran numero di oggetti e di ampliare la città risulti di stimolo per affrontare i diversi minigiochi.
Un titolo adatto a tutti i bambini, ma solo a loro, che vogliono passare un pomeriggio spensierato giocando con i propri amici.
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