Recensione di Rhapsody: A Musical Adventure

Copertina Videogioco Rhapsody
  • Piattaforme:

     NDS
  • Genere:

     Gioco di ruolo
  • Sviluppatore:

     Nippon Ichi Software
  • Data uscita:

     8 Agosto 2008 JAP
- Personaggi ben caratterizzati
- Ottimo comparto sonoro
- Grafica da "vecchia scuola"
- Gameplay semplice
- Trama lineare
- Combattimenti monotoni
A cura di (Melkor) del
Uno dei generi che sembra avere più spazio nella ludoteca di Nintendo DS è quello dei gioco di ruolo che, ormai, in tutte le versioni possibili, riescono a sfruttare facilmente le caratteristiche portatili della console con l’intuitivo sistema di touch screen. Il gioco del quale parleremo in questa recensione risale al lontano 1999, anno in cui venne pubblicato per Playstation senza mai raggiungere l’Europa. A distanza di dieci anni ecco che Square Enix cerca di riportare in auge questa storia modificandone in maniera più o meno felice alcune caratteristiche. Vi presentiamo Rhapsody: A Musical Adventure.

Una trama "musicale"
La storia di Rhapsody: A Musical Adventure ha come protagonista la giovane Cornet, ragazza dalla eccezionale capacità di parlare con i pupazzi (sì, avete capito bene) e che infatti, fin dalle prime battute, sarà seguita da Kururu, una piccola fatina volante che più di una volta sarà fondamentale grazie al suo carattere sempre ottimista. Ben presto vi imbatterete in un giovane principe che come in ogni storia d' amore che si rispetti rapisce il cuore della ragazza, ma che in un primo momento non riesce a corrispondere tale sentimento. Nel corso delle vicende che vi vedranno affrontare numerosi nemici, Cornet si dedicherà al suo passatempo preferito: il canto. Assisterete, infatti, di tanto in tanto, a piccoli intermezzi musicali in lingua giapponese che l’utenza giovane potrebbe anche apprezzare. ma che la restante parte dei giocatori non vedrà l’ora di saltare premendo l’apposito tasto. Fattore da segnalare è l’estrema semplicità che contraddistingue ogni aspetto di questo titolo, a partire dalla stessa trama che, pur presentando protagonisti di spessore o comunque simpatici, risulta alquanto banale e senza un particolare significato, protraendosi per le dieci ore necessarie a completare il tutto. Fortunatamente la vastità delle ambientazioni e le quest secondarie permetteranno a coloro che apprezzeranno il gioco un fattore di rigiocabilità totalmente assente in molti Jrpg

Attaccare o scappare?!
Come in ogni Jrpg che si rispetti, fondamentale è il sistema di combattimento scelto e l’interfaccia da gioco utilizzata per potersi adeguatamente muovere attraverso le numerose opzioni. Per quanto riguarda il primo si può evidenziare un sistema di controllo semplice ed intuitivo attraverso il quale poter scegliere se affrontare il duello o se scappare in cerca di miglior fortuna. Tali sfide potranno essere iniziate con un party che potrà comprendere al massimo quattro giocatori, i quali si uniranno autonomamente a voi nel corso della trama e vi aiuteranno grazie alle loro numerose abilità. Anche il passaggio di livello è quanto di più semplice si possa vedere in un gioco di ruolo ed infatti il vostro progresso non sarà controllato in nessuna maniera da voi: con l’accumulare di punti esperienza riuscirete solamente a sbloccare nuove magie ed abilità. Fattore penalizzante è la banalità con la quale supererete facilmente ogni sfida quasi semplicemente selezionando la funzione di attacco semplice (anche contro boss di livello avanzato), rendendo il tutto fin troppo lineare e cancellando gran parte delle caratteristiche che un giocatore richiede ad un titolo del genere. La volontà di offrire all’utenza un titolo immediato è evidenziata anche dalla differente implementazione del sistema di combattimento rispetto alla versione per Playstation. Nell’originale, infatti, era presente un fattore di posizione nel corso dei combattimenti che poteva essere considerato fondamentale e che più di una volta poteva fare la differenza tra una vittoria e una mera sconfitta. In questa rivisitazione, invece, tutto questo non è purtroppo presente. Anche il sistema di menu con il quale vi interfaccerete è formato da pochi comandi, facilmente accessibili mediante un tasto in alto a destra che vi aprirà un menù a tendina dove gestirete equipaggiamento ed inventario con pochi tocchi sul touch screen. Sulla valutazione di questo gioco si possono delineare in rete due linee di pensiero formate da coloro che amano l’estrema facilità e la trama divertente ed allo stesso tempo mai intricata di Rhapsody: A Musical Adventure, mentre altri vedranno in questo gioco una revisione fin troppo “mutilata” di un genere di gioco che dovrebbe porre in primo piano un fattore di sfida totalmente assente in questa avventura. Ovviamente la valutazione personale risiede nell’appartenenza ad uno dei due gruppi e pregiudicherà molto probabilmente l' eventuale acquisto di Rhapsody: A Musical Adventure.

L'arte della "vecchia scuola"
L'estrema semplicità che la Nippon Ichi Software, conosciuta per la saga di Disgaea, ha utilizzato nella realizzazione di Rhapsody: A Musical Adventure riesce forse a regalare uno degli aspetti migliori del titolo. I giocatori si troveranno, infatti, immersi in un mondo totalmente 2D formato da ambientazioni dallo stile dolce e mai opprimente. Gli sprite dei personaggi sono di buona fattura e riescono facilmente a rendere l'aspetto dei protagonisti. Anche i vari nemici e mostri che vi si pareranno contro sono in qualche modo permeati da uno stile molto vicino a quello degli anime e mai ripetitivo. Come non lodare poi il comparto sonoro, caratterizzato da brani giapponesi sempre allegri e sicuramente non fastidiosi, come alcune volte accade in altri titoli. Gli intermezzi canori della piccola Cornet, inoltre, sembrano delle piccole divagazioni introspettive che potrebbero essere facilmente paragonate alle canzoni dei classici Disney. Tutto questo ovviamente, come detto in precedenza, potrebbe essere amato o odiato in base alle preferenze dei giocatori, ma sicuramente una utenza giovane o magari coloro che non si sono mai avvicinati a questo genere potrebbero apprezzare tale opera. Il sistema di controllo scelto dagli sviluppatori risulta facilmente gestibile mediante pochi colpi di touch screen ma potrete, se preferite, evitare di utilizzare il pennino e compiere tutte le azioni semplicemente mediante il pad direzionale ed i classici tasti. Un vero peccato è rappresentato dalla mancata localizzazione in italiano che, per l'ennesima volta, fa arrivare sui nostri scaffali un Jrpg totalmente in inglese, fattore penalizzante ai fini dell'eventuale acquisto. Tuttavia non possiamo recriminare ulteriormente in quanto, a conti fatti, la fortuna è la presenza di Rhapsody: A Musical Adventure nel nostro Bel Paese dato che la versione originale per la console Sony rimase relegata agli USA e al Giappone. Non è presente alcuna modalità online che sfrutti in qualche modo la Nintendo Wi-Fi Connection,. né quantomeno la possibilità di giocare con un amico in modalità locale, fattore che poteva sicuramente incrementare la longevità globale del titolo.
Recensione Videogioco RHAPSODY: A MUSICAL ADVENTURE scritta da MELKOR Rhapsody: A Musical Adventure è un gioco che in ogni suo aspetto riesce a spaccare in due l'utenza. Dalla trama fino alla struttura stessa del gameplay l'aggettivo che potrebbe rappresentare questo titolo è "semplicità"; ed è proprio questo che potrebbe essere apprezzato o meno. Dall'altro lato della medaglia, vi è comunque una buona realizzazione tecnica che potrebbe dirsi appartenere alla "vecchia scuola", in pieno stile Secret Mana. Peccato solo per il sistema di combattimento poco articolato e strutturato, cui si aggiunge la totale mancanza di localizzazione in lingua italiana. D'altra parte siamo di fronte a una rivisitazione di un titolo per Play Station e, a quasi dieci anni di distanza, potremmo dire che il "fattore tempo" penalizza in qualche modo il risultato, anche se la presenza di un plot narrativo che, pur senza presentare determinati colpi di scena o eventi complessi, può essere piacevole. Sicuramente consigliato come detto in precedenza a chi vuole provare un gioco di ruolo non molto impegnativo e che non si lascia scoraggiare dai lunghi dialoghi in inglese, oltre che dagli stacchi cantati della protagonista. Per i giocatori più esigenti, invece, è forse meglio puntare su qualche altro titolo già presente nella fornita ludoteca del Nintendo DS.
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