Recensione di Grand Theft Auto: Chinatown Wars

Copertina Videogioco Chinatown Wars
  • Piattaforme:

     NDS
  • Genere:

     Azione
  • Lingua:

     Italiano
  • Giocatori:

     1
  • Data uscita:

     Disponibile
9.0
Voto lettori:
9.1
- Pura essenza di GTA su DS
- Touch-screen sfruttato alla grande
- Comparto tecnico da urlo...
- Molto longevo
- Multiplayer interessante
- ...ma sonoro un po' sottotono
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A cura di Vittorio Valerisce (ViKtor) del
Quella che stiamo per narrarvi è la storia di Huang. E’ frutto della sapiente penna di Rockstar, un gruppo di fenomenali artisti in grado di regalarci, di tanto in tanto, romanzi interattivi di grande spessore. Buona lettura.

Capitolo 1: Niko, Johnny, Huang and the Liberty City opportunities
“Un viaggio di piacere”. Così Huang, giovane arricchito e viziato, a cui la vita regalò solo lusso, piaceri ed alcun tipo di dovere, pensò mentre il volo verso Liberty City stava per decollare.
Doveva, in fondo, solo consegnare una spada, il simbolo che avrebbe rappresentato il nuovo patriarca della sua famiglia dopo la morte prematura di suo padre. Quel buon uomo era stato trovato pochi giorni prima con una pallottola in testa, destino piuttosto comune per chi sgarra nel giro di amici che frequentava. La sua famiglia non era esattamente la più onesta della Cina, ed i parenti yankees non tradivano le stesse belle abitudini. Ma a Huang non interessava, il suo compito era di portare la spada a suo zio Kenny, ed imbarcarsi sul primo volo verso casa, magari non prima di aver visitato le boutique di Star Junction. D’altronde lui se lo sarebbe potuto permettere.
All’aeroporto internazionale Francis il volo proveniente da Tokyo atterrò puntuale. Due leccapiedi di Kenny, su una berlina, aspettavano Huang per fargli da taxista fino a Dukes, dove l’amato zio gestiva il suo ristorante, perfetta copertura per attività sicuramente meno lecite che cucinare un piatto di spaghetti cinesi. Ma quegli stessi hobby gli avevano creato anche dei nemici, un po’ troppo attenti ultimamente ai suoi affari che parevano andare a gonfie vele.
Huang scese dall’aereo ed appena si avvicinò al taxy una pallottola gli sfiorò la tempia, creandogli una profonda ferita, non tanto però da ucciderlo. Stessa fortunata sorte non spettò agli uomini di suo zio.
Quando riprese conoscenza, pochi minuti dopo, si trovò sul sedile posteriore di un’altra auto, e sentì due voci poco chiare discutere sul suo destino. Capì subito che le intenzioni dei due non erano esattamente quelle di portarlo al primo ospedale, ma prima che potesse pensare a qualsiasi tipo di fuga l’auto venne abbandonata in corsa dai killer e lanciata verso il mare. Aveva solo una possibilità di salvezza: rompere il parabrezza e riemergere. Così dovrete fare voi, premendo ripetutamente sul touch screen del Nintendo DS con il vostro pennino. E qui inizierà tutto.

Capitolo 2: Affari di famiglia
Giunto dallo zio a comunicare l’accaduto, Huang capì che il suo soggiorno nella città delle opportunità sarebbe durato a lungo. Da subito venne inserito nel giro dei divertimenti di Liberty City, con qualche compitino facile facile per aiutare lo zio in evidente calo di popolarità. Che si trattasse di intimorire i “clienti” che non pagavano bruciandogli il negozio a suon di molotov oppure assoldare nuovi adepti alla causa della triade reclutandoli in giro per la città, Huang si ambientò nel giro di pochissimi giorni e le conoscenze non tardarono ad arrivare.
Sul suo palmare, infatti, comparirono mail di personaggi misteriosi, spesso lontani parenti, pronti ad incontrarlo per offrirgli nuovi incarichi in un vortice di tradimenti e colpi bassi.
Da lavorare ne avrebbe avuto parecchio, così come voi ne avrete da giocare: almeno 15 ore per completare la trama principale, il doppio (se basterà) per raggiungere l’agognato 100% nelle statistiche.
Il PDA di cui si parlava era il contatto di Huang con il mondo. Tamite questo palmare poteva leggere mail, impostare percorsi GPS verso un determinato obiettivo, controllare l’agenda e contattare qualche simpatico elemento, navigare su internet per acquistare armi e tenere la contabilità ed il magazzino della sua attività secondaria più remunerativa: lo spaccio di droga. Si, perché capirete presto anche voi che non bastano i pochi dollari in premio con le missioni per vivere degnamente a Liberty City.
Ci sono appartamenti nuovi da comprare, armi e munizioni, auto, insomma tutti beni di prima necessità che nessuno vi regalerà mai. Certo potrete tentare la fortuna acquistando qualche gratta e vinci, oppure guadagnarvi la paghetta settimanale facendo l’apprendista tatuatore (con un fantastico minigioco via touch-screen ovviamente), oppure salvando qualche ferito con l’ambulanza, o ancora consegnando spaghetti cinesi o prendendo “in prestito” auto e licenza dal primo taxista di passaggio, ma neanche assaltare il furgone dell’ammu-nation o svaligiare magazzini saranno attività in grado di darvi grosse soddisfazioni economiche (ma divertimento quello si, altrochè).
Per fortuna a Liberty City esiste una radicata attività legata allo spaccio di stupefacenti, sempre pronta a offrire nuovi posti di lavoro. Nella vostra valigetta personale, oppure nella cassaforte custodita nel rifugio potrete tenere una certa quantità di droga pronta per essere venduta. Che si tratti di ecstasy, coca, erba o calmanti, ognuno degli 80 (!) spacciatori sparsi per i parchi della città avrà esigenze diverse, nonché offerte particolari da proporvi o bisogni immediati di un certo tipo di stupefacente. Con un minimo di accortezza riuscirete a capire al volo l’affare giusto, acquistando una partita da rivendere anche a dieci volte il prezzo di mercato. E i soldi si, così arriveranno.
Tutto ciò è magistralmente gestito tramite il PDA, che conterrà un’applicazione in grado di fornirci statistiche dettagliate di vendite, acquisti e clienti.
Lo spaccio è di fatto un “gioco nel gioco”, da portare avanti parallelamente alle missioni della storia principale: una sottotrama per certi versi inedita nella saga di GTA, visto l’impatto che ha da subito sull’intero titolo.
Le missioni della trama rimangono comunque il fulcro di Chinatown Wars, e per fortuna si rivelano varie e mai noiose o frustranti. Grazie ad una buona curva di apprendimento presto capirete come guidare senza problemi con la croce direzionale anche i mezzi più potenti.
Il sistema di combattimento strizza l’occhio, con i dovuti limiti, a quello di GTA IV: con il tasto R ingaggerete il nemico più vicino e con A gli sparerete. Questo per quanto riguarda le armi a munizioni come pistole, mitra, lanciarazzi e simili. Le armi da lancio sono invece gestite tramite touch-screen: selezionandole attiverete una sorta di cerchio su cui trascinare il pennino per dare direzione e lunghezza alla gittata. Più difficile da spiegare che da fare, credeteci.
Certo manca la copertura durante i combattimenti vista su Playstation 3 e Xbox360, ma sarebbe stata impossibile da implementare vista la visuale scelta.
Quello che però risulta di fatto essere il valore aggiunto della campagna è l’integrazione in ogni missione del touch-screen: oltre a guidare verso l’obiettivo di turno, quasi tutti gli incarichi commissionati hanno una fase in cui dovrete completare un minigioco con il pennino. Volete un esempio? In una missione ci è capitato di dover disinnescare una bomba: dopo aver collegato l’apposito strumento elettronico, tramite il pennino abbiamo testato il voltaggio dei cavi dell’ordigno, e successivamente tranciato quello che ci sembrava il più corretto con un taglierino.
Di applicazioni del genere ne troverete davvero tantissime, e dimostrano come Rockstar sia stata in grado con GTA di estrapolare il meglio anche dalle peculiarità del Nintendo DS.
Chinatown Wars è un perfetto esempio di cosa voglia dire adattare un brand di successo ad un nuovo hardware, totalmente differente per capacità tecniche ed approccio alla giocabilità. E’ un esercizio di programmazione fenomenale, come probabilmente non se ne sono mai visti sulla nostra piccola console, che eleva a nuovi standard molti aspetti di gameplay e tecnica.

Capitolo 3: L’allegra combriccola di Huang
Con uno strumento così potente come il PDA, potevano mancare contatti in giro per il mondo sull’agenda di Huang? Ovviamente no.
Rockstar ha implementato due distinte modalità multiplayer, una tramite DS Link (con due schede e due console) e una via Nintendo WI-FI.
Partiamo dalla seconda, che è anche la più semplice. Aggiungendo i codici-amico delle console dei vostri contatti potrete scambiarvi messaggi ed oggetti in qualsiasi momento durante il gioco, nonché caricare direttamente sul sito Rockstar Social Club le statistiche di completamento delle vostre scorribande. Lasciamo a voi la sorpresa di scoprire cosa gli sviluppatori hanno pensato per chi finisce la trama principale, quindi fate un giro sul sito…
Molto di più invece vi aspetta se collegherete DS in Link con due cartucce: per voi si apriranno le porte di tre distinte modalità. La prima vi immergerà nel mondo delle corse clandestine, con gare singole e tornei. La seconda, denominata “Corsa al bottino”, vi vedrà impegnati a controllare un furgone pieno di droga con l’obiettivo di portarlo nel garage del vostro rifugio, con l’avversario che farà di tutto per impedirvi di riuscirci. “Difendi la Base”, invece, è una sorta di co-op in cui dovrete difendere la vostra base da ondate di nemici sempre più agguerriti.
Funziona tutto piuttosto bene, ed a conti fatti il multiplayer è un valore aggiunto, anche se con la limitazione di supportare due soli giocatori contemporaneamente. Forse con un piccolo sforzo in più potevano diventare quattro, ma non ne sentirete troppo la mancanza, date le moltissime possibilità offerte dalla campagna singolo giocatore.

Capitolo 4: Cartoline da Liberty City
Come il lettore può notare dalle immagini allegate al racconto, Liberty City è ancora meravigliosa e riconoscibile in ogni suo vicolo. La visuale isometrica dall’alto non tradisce le tre dimensioni, garantite da un motore grafico eccezionale, capace di spingersi a 30 fps fissi anche in presenza di effetti particellari piuttosto complessi. Ma il 3D non è solo un orpello, bensì parte integrante del gameplay, vista la possibilità di arrampicarsi sui tetti degli edifici, abbattere lampioni, scavalcare muri e affrontare le 30 acrobazie folli sparse per la città.
Alderney non è contemplata ma Dukes, Bohan e Algonquin ci sono e sono riprodotte talmente bene che chi ha vissuto le avventure di Niko e Johnny si sentirà subito a casa. E’ tutto artisticamente impeccabile, dalla scelta dei colori alle condizioni meteo variabili fino ai disegni stilizzati dei personaggi durante le introduzioni delle missioni. L’unica pecca, per quanto molto piccola, è la telecamera non perfetta negli spazi più stretti come alcuni vicoli, in cui tende a ballare un po’. Nulla che mini la giocabilità, intendiamoci.
Molti suoni, effetti e voci dei passanti sono stati ripresi direttamente da GTA 4 garantendo la giusta atmosfera durante le scorribande di Huang. Putroppo però, inevitabilmente viste le limitazioni del supporto cartuccia, alcuni tocchi di classe sono stati tagliati: le autoradio sono solo quattro e per giunta non eccezionali, ed i protagonisti non parleranno mai, comunicando solo con sottititoli e perdendo quel carisma e quelle espressioni che hanno resto grande la scenografia di GTA IV.
Il comparto sonoro appare dunque il meno riuscito di tutto il gioco, ma la domanda è lecita: siamo su Nintendo DS, si poteva fare di più? Beh difficile a dirsi, probabilmente qualcosina si, ma impuntarsi appare davvero troppo cattivo.
Recensione Videogioco GRAND THEFT AUTO: CHINATOWN WARS scritta da VIKTOR Qui non c'è spazio per i Pokemon, per Giulia e le sue mille passioni o per le lezioni di inglese; qui sono invitati a partecipare solo i giocatori più maturi, coloro che non hanno paura di approfondire la gangster story appena raccontata, scoprendo i tantissimi segreti e i tocchi di classe che non hanno trovato spazio nella recensione (parlare di tutto sarebbe semplicemente impossibile).
Chinatown Wars è politicamente scorretto, violento, imbarazzante, geniale: è un GTA a tutti gli effetti, un nuovo capolavoro targato Rockstar. In quanto tale, avvicinatevi solo se pensate di saperlo apprezzare, ma sappiate che è innanzitutto un capolavoro.
Grande trama, grande atmosfera, grande giocabilità, miracoloso comparto tecnico, utilizzo sapiente del touch-screen: uno dei migliori giochi per Nintendo DS in assoluto, la cui qualità offuscherà un'altra volta le sterili quanto inevitabili polemiche che ne accompagneranno l'uscita nei negozi. Must have.
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