Recensione di Elite Forces: Unit 77
NDS

Copertina Videogioco Elite Forces
  • Genere:

     Strategico
  • Sviluppatore:

     Abylight
  • Data uscita:

     Fine 2008
6.2
Voto lettori:
N.P.
-Ambientazioni varie
-Tutto sommato divertente
-Graficamente passabile
-Frustrante
-I.A non sempre all'altezza
-Alcune missioni ripetitive
-Pochissime modalità
A cura di Massimiliano Guadagno (Krauron) del
Un fenomeno che sta interessando le ultime tendenze videoludiche, intese come mezzo di espressione culturale, concerne l’abbattimento delle barriere tra i generi, ormai non più così vincolanti nelle scelte degli sviluppatori. Un Action può prevedere anche sezioni poco consone alla sua natura originaria e tale scelta non sorprende più nessuno.
Il risvolto negativo di questa tendenza è però la possibilità, invero non tanto remota, di avere un prodotto privo di una personalità ben definita, ma soltanto un ibrido mal riuscito e raffazzonato
Vediamo allora se questo è il caso diElite Forces: Unit 77.

I fantastici quattro
L’omonima Unità 77, da cui è stato tratto il titolo, è una squadra militare segretissima composta da quattro elementi, ognuno specializzato in un determinato campo. Kendra Chase è l’unica donna del quartetto: armata di pistola è la sola in grado di “cecchinare” gli avversari. Dag Hammer è il colosso della situazione, dove a tanta prestanza fisica corrisponde un utilizzo specifico di bazooka. T.K Richter, è l’unico capace di guidare ogni tipo di veicolo e piazzare letali esplosivi. Infine, Bill Matic mette al servizio delle missioni il suo genio nell’elettronica per l’utilizzo (o la manomissione) di dispositivi elettrici.
Questa crème de la crème dell’ambito militare deve far fronte ad una minaccia terroristica che, in maniera lenta ma inesorabile, si esplica in rapimenti delle più alte personalità del mondo della scienza, dell’industria e dello spettacolo.
Pennino alla mano dunque, ecco prendere vita sotto i vostri occhi uno sparatutto in terza persona che strizza l’occhio, in malomodo, a certi strategici. Sullo schermo superiore sarà visibile la mappa, con tanto di (sporadici) Save Point e obiettivi da raggiungere. Su quello inferiore, invece, si potranno comandare i vari membri, il cui numero non deve raggiunge per forza le quattro unità. Il giocatore può decidere quale soldato impersonare e se seguire una azione in solitaria piuttosto che farsi accompagnare dai restanti componenti. Questa possibilità vi invita tacitamente a compiere le dovute scelte tattiche: se vi troverete davanti ad un cancello elettrico da manomettere, mentre Bill sarà impegnato con i circuiti, i rimanenti personaggi potranno coprirgli le spalle dalla minaccia nemica. Tutto ciò almeno in linea teorica perché, dal punto di vista pratico, l’I.A artificiale amica non brilla, aiutandovi solo contro i bersagli da voi mirati e risultando del tutto insufficiente nei restanti risvolti bellici. Guai ad esempio a lasciare in solitaria un vostro alleato, a meno che non vogliate verlo morto in pochi minuti. E in tal caso sarà subito Game Over, anche per colpa di una dislocazione dei Save Point incapace di rendere la vostra avventura davvero piacevole.

Un morto al giorno leva la voglia di torno
Una difficoltà avvilente dunque, non tanto per la complessità specifica di alcune manovre militari, ma per tutta una serie di carenze e di palesi difetti di cui continueremo a trattare in questo paragrafo. Gli avversari stessi, non essendo dotati di una formidabile I.A., compaiono continuamente in massa, spesso inspiegabilmente dal nulla, e forti di tutta una serie di vantaggi (torrette, mine et similia), avranno presto la meglio. Non che vorremmo seguire la moda odierna del “tutto facile”, ma il vero problema non è da riscontrare tanto nella disparità di risorse tra noi e i nostri avversari videoludici, ma nell’impossibilità di colmare questa lacuna, a meno che non si provi piacere a ripetere innumerevoli volte la stessa missione.
Inoltre la scelta di assegnare il movimento e le uccisioni ad un unico tocco dello schermo vi porterà spesso, in special modo nelle situazioni più concitate, a realizzare azioni opposte rispetto a ciò che era nelle vostre intenzioni. Un nemico va indicato con estrema cura e un minimo errore può portare a conseguenze impreviste... Quando poi, oltre al nemico, troverete mine da disinnescare con precisione chirurgica, la situazione si farà ancora più difficile: basterà infatti un vostro movimento errato per saltare in aria ed al contempo essere impallinato dagli avversari, che tra l’altro godranno di un fastidiosissimo respawning.
Il sistema di controllo risulta quindi carente sotto svariati punti di vista e si dimostra indigesto anche nelle sporadiche sezioni di guida, dove il mezzo in questione è praticamente ingestibile e potrà trasformarsi da plus benefico in una prigione di morte fatta di lamiere fumanti. Andando nel dettaglio potremmo continuare ulteriormente elencando tutta una serie di scelte del gameplay quantomeno opinabili. Ci chiediamo ad esempio: perché permettere di raccattare munizioni in giro solo ai rispettivi soldati in grado di usarle per quella loro specifica arma? Perché creare scorciatoie nella mappa se poi i terroristi di turno sistematicamente ci scoprono e giustiziano senza pietà?
Dei quesiti, questi, limitati alla sfera della giocabilità, perché dal lato tecnico la situazione fortunatamente migliora. La visuale scelta è una via di mezzo tra il volo di uccello ed il grandangolo, che può risultare utile per verificare anche solo con un colpo d’occhio la situazione circostante. Graficamente il lavoro svolto è sufficiente, lodevole per le ambientazione e la riproduzione di alcuni tipi di flora e mediocre per quanto riguarda i modelli dei personaggi, soprattutto in riferimento alle loro animazioni più comuni. Le texture sono comunque pulite, mentre i giochi di luce azzeccati. Resta però forte la sensazione di trovarsi di fronte a innumerevoli cliché del genere, dove ogni cosa o persona non spicca per personalità, riproponendosi così in un susseguirsi senza fine di déjà vu. Stesso discorso per le musiche, poco ispirate e copia mal riuscita di quelle dei telefilm di qualche decennio fa.
Recensione Videogioco ELITE FORCES: UNIT 77 scritta da KRAURON Il gioco, incredibilmente, riesce a risultare piacevole nonostante una marea di difetti che l’avrebbero relgato nel più completo dimenticatoio. Peccato che il problematico sistema di controllo, la pessima gestione dei Save Point e l'Intelligenza Artificiale deficitaria rischino di comprometterne la giocabilità causando non poca frustrazione.
Elite Forces: Unit 77, inoltre, non è affatto uno strategico nel senso letterale del termine, ma è caratterizzato da missioni colme di uccisioni, che a conti fatti lo possono etichettare anche come uno sparatutto. La stessa varietà di azioni del quartetto è solo una variante al gameplay, e di tattico c’è davvero poco. A buon intenditor…
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