Recensione di Transformers Animated

Copertina Videogioco Transformers A.
  • Piattaforme:

     NDS
  • Genere:

     Azione
  • Sviluppatore:

     Artificial Mind and Movement
  • Distributore:

     Activision Publishing
- Ottimo doppiaggio in italiano
- Struttura piuttosto originale
- Buona impostazione dei comandi
- Fedele alla serie
- Grafica sotto la media
- Alla lunga ripetitivo
- Trasformazioni poco sfruttate
- Fasi di guida trascurabili
A cura di (Mauro.Cat) del
Transformers Animated è una serie a cartoni animati che riprende alcuni protagonisti degli originali Transformers, prodotti dal 1984 al 1991, e li inserisce in un contesto meno tecnologico e più fumettoso. Gli eventi narrano di un gruppo di cinque Autobot finiti dopo alcune disavventure nella città di Detroit, del solito malvagio Megatron e di una bambina di nome Sari. Proprio Sari assume un ruolo rilevante all’interno della vicenda.
A2M si è occupata, sotto etichetta Activision, di portare queste vicende su Nintendo DS. Il titolo non ha nulla da spartire con i modesti Transformers: Autobots e Transformers: Decepticons pubblicati su DS nel 2007 in occasione del lancio del film prodotto da Steven Spielberg.

I tre autobot
La struttura è costruita intorno ad una meccanica intelligente che, pur di fronte a qualche imprecisione di troppo, si distingue dalla media dei titoli su licenza.
Transformers Animated è un discreto mix di piattaforme e strategia, che include una trascurabile fase di guida, ispirato al classico dell’era 16-bit The Lost Vikings.
Scopo dei livelli è portare tre differenti autobot da un punto all’altro di un edificio, solitamente all’interno di una fabbrica, superando ostacoli e nemici lungo il percorso. Ogni personaggio, che presenta caratteristiche specifiche, deve raggiungere l’uscita contrassegnata da un ologramma di colore blu.
Per cambiare l’autobot controllato si utilizzano i tasti dorsali o il pennino (quando appaiono delle icone colorate su schermo). Tutta l’azione di gioco si svolge sul touch screen, mentre la porzione superiore ospita i dati di gioco (energia, riparazioni a disposizione, personaggio in utilizzo).
Il primo autobot che ci viene presentato è lo scattante Bumblebee, all’occasione una Chevrolet Camaro. Questo piccolo robot è l’unico in grado di eseguire dei salti e di sfruttare i muri come base di appoggio per raggiungere i luoghi più elevati. Grazie ad una sorta di pistola ad elettricità elimina i nemici o attiva particolari generatori che fanno muovere congegni di vario tipo.
Buckhead, una sorta di camion militare, è il più potente e il più lento del trio. La sua forza viene utilizzata per abbattere pareti o spostare grossi pesi da far coincidere con gli interruttori. Ovviamente è il più adatto al combattimento sia nel corpo a corpo che a distanza.
Optimus Prime, il vecchio Commander, è inevitabilmente il terzo robot giocabile. L’utilizzo di una sorta di ascia, da guidare nei lanci col pennino, si rivela indispensabile per colpire pulsanti altrimenti irraggiungibili. Pur non saltando questo autobot può appendersi a particolari strutture, riconoscibili perché simili a travi, salendo o scendendo di un livello.

Poco autonomi
Il primo impatto con TA è molto positivo. La traduzione italiana del parlato e del testo denota l’impegno del team di sviluppo in questo progetto. Dopo un primo livello di introduzione ai tasti si comincia con l’avventura vera e propria. La trama, ovviamente è presente il cattivo storico Megatron, è narrata con sapienza ma alla lunga potrebbe risultare un po’ troppo verbosa.
A2M ha tentato di variare la meccanica di gioco introducendo livelli a due soli robot e i già accennati intermezzi di guida. In queste fasi si controlla un autobot su una superstrada, Bumblebee, Optimus Prime e l’autobot poliziotto Prowl, e si affrontano soporiferi duelli nel traffico cittadino mutando forma di tanto in tanto. Questa alternativa ci è apparsa priva di spessore.
Il gioco principale presenta alcuni pregi, ma anche molti difetti. Gli stage sono costruiti con una certa cura e gli enigmi, mai banali, riescono al tempo stesso a non risultare frustranti. I venticinque livelli di gioco tendono però a ripetere troppo spesso situazioni analoghe. A questa ripetitività si somma l’obbligo di dover muovere sempre i tre robot che, anche con la strada spianata, non risultano mai indipendenti. Questa scelta, condivisibile nelle situazioni che richiedono ragionamento, procura una certa noia se il nostro unico cruccio è trasportare uno o due ritardatari alla fine del livello o quando si devono muovere di continuo i personaggi nelle non sempre agevoli salite e discese dagli ascensori.

Sei mani e sei occhi
A livello di controllo è apprezzabile l’impegno profuso nel tentativo di rendere fruibile a tutti il titolo. La gradevole presenza dell’opzione per mancini ed un sistema di gioco ibrido, che permette l’utilizzo dei tasti e del pennino, sono sicuramente degli elementi positivi. In alcune occasioni ci si incarta le mani a causa dei continui cambi di personaggio e si rischia di rimanere disorientati di fronte ai diversi stili degli autobot, ma globalmente ci sentiamo di promuovere un sistema di controllo nel complesso intuitivo.
A livello grafico invece, se si eccettuano gli ottimi filmati di intermezzo, Transformers risulta non sempre curato. Le ambientazioni appaiono anonime, ma funzionali, e i tre sprite principali poco carismatici. In generale non ci ha convinto la scelta dei colori che troppo spesso ha insistito su tonalità grigiastre. La fase di guida appare ancor più approssimativa a causa di ambientazioni spoglie e prive di ispirazione.
Il sonoro è ottimo nel parlato, lodevole anche l’introduzione al gioco con la colonna sonora originale della serie, ma un po’ anonimo nell’accompagnamento durante i livelli.
A livello di giocabilità e longevità, pur non raggiungendo standard elevati, il tutto risulta piuttosto godibile. Il limite maggiore è legato alla già citata poca varietà di gioco ed in generale allo scarso sfruttamento della licenza. Il contorno è positivo, ma le trasformazioni dei robot sono praticamente inesistenti. Questa scelta, che di fatto annulla la caratteristica principale degli eroi creati da Hasbro, va a scontrarsi con l’attenzione riposta dai programmatori nelle scene animate.
In definitiva Transformers Animated si sforza di trovare idee interessanti ma è penalizzato da alcuni difetti strutturali che rendono il prodotto finale solo discreto.
Recensione Videogioco TRANSFORMERS ANIMATED scritta da MAURO.CAT Transformers Animated è un puzzle game travestito da platform. Le meccaniche richiedono al giocatore intuito e, in seconda misura, abilità manuale. A2M ha svolto un lavoro globalmente discreto, cercando di uscire dalle regole del gioco su licenza e offrendo qualcosa di più ricercato, anche se non del tutto originale. Il risultato finale, però, soffre la ripetitività di situazioni e l’eccessiva lentezza nel ritmo di gioco. Altra nota dolente è legata allo scarso utilizzo delle trasformazioni ed alla poco ispirata fase di guida. Se siete fan della serie e volete sperimentare questo strano ibrido potreste divertirvi. Gli altri farebbero meglio a valutarne bene l’acquisto.
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