Recensione di Need for Speed Undercover

Copertina Videogioco NFS Undercover
  • Piattaforme:

     NDS
  • Genere:

     Guida
  • Sviluppatore:

     EA black Box
  • Distributore:

     Electronic arts
  • Lingua:

     Italiano, inglese
  • Giocatori:

     1-?
  • Data uscita:

     20 novembre PC, PS3, XBox 360, Wii, iOS, NDS
- Molte auto e opzioni di editing
- Buona varietà di eventi nella carriera
- Modello di guida troppo semplificato
- Tecnicamente poco brillante
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A cura di (ViKtor) del
Dopo le non brillantissime versioni per PC, Xbox 360 e PS3, Need for Speed Undercover approda anche su Nintendo DS. Mettiamo via il pennino, che stavolta davvero non ci servirà, e tiriamo fuori il Nos, gli alettoni e le minigonne...

Need for Easy Speed
Il primo impatto con l’asfalto, dobbiamo dirlo, non è proprio esaltante: il modello di guida si mostra subito in tutta la sua semplicità, qualunque sia l’auto scelta, e lascia trasparire alcuni grossolani limiti.
Padroneggiare anche la più cattiva delle muscle car sarà un gioco da ragazzi, e questo può essere un bene, però d’altra parte è anche vero che il livello di sfida non ne beneficia affatto. Sia in curva che in accelerazione tutti i bolidi sono dotati di un’ottima tenuta di strada e ciò permette di eseguire con facilità anche i drift più folli.
Neanche le collisioni sono un rischio concreto: al di là della mancanza di una qualsivoglia gestione dei danni, le barriere a bordo pista fanno rimbalzare il mezzo in carreggiata senza troppa perdita di tempo e speronare gli avversari è un metodo veloce ed efficace per liberarsene per qualche secondo. Purtroppo manca anche fisicità agli scontri tanto che, a volte, le auto non verranno neanche a contatto tra loro, soprattutto alle alte velocità.
A dare un po’ di varietà ci pensano l’immancabile Nos, attivabile in qualunque momento e dotato di una ricarica particolare che aumenta in relazione al nostro stile di guida, e la modalità “rallentata”, una sorta di bullet-time che sulla carta dovrebbe aiutarci nei momenti più adrenalinici che riguardano inseguimenti o sorpassi, ma che a conti fatti è abbastanza inutile.
Da tutto ciò capirete che ne deriva una giocabilità molto immediata, adatta veramente a tutti. Non che sia per forza un limite, ma Undercover non è il titolo per voi se siete alla ricerca di qualcosa di più simulativo e impegnativo.
Fortunatamente, il resto delle novità riescono a risollevare le sorti del gioco e celare in parte questi limiti, come vedremo.

L’infiltrato
La modalità carriera è ovviamente il fulcro del gioco, nonché l’unico modo per sbloccare il quantitativo industriale di auto che come da tradizione Need for Speed ci propone. Il giocatore veste i panni di un poliziotto infiltrato, un abile pilota che deve farsi strada nel mondo delle corse clandestine per debellare il fenomeno direttamente alla radice. Attraverso la consueta catena di eventi aumenteremo la nostra reputazione in città e potremo acquistare mezzi sempre più potenti e pronti per essere elaborati. L’auto di partenza è una Golf R32, alla quale affiancheremo quasi da subito un paio di muscle car di discreto livello
Avanzando tra una gara e l’altra conosceremo diversi personaggi che ci sfideranno o ci affideranno qualche lavoretto; il tutto, purtroppo, accadrà in un ordine prestabilito, rendendo di fatto inutili le buone dimensioni della mappa della città e non introducendo nessun elemento “free roaming” come qualcuno lecitamente attendeva.
Gli eventi in questione spaziano dalla classica gara su più giri, alla corsa veloce in una porzione di città, agli inseguimenti, fino alla nuova “Danni Totali”. Niente di particolarmente innovativo, dunque, per chi ha giocato anche solo ad un episodio della serie, tranne appunto quest’ultima modalità che richiede di distruggere più elementi possibile dello scenario in un tempo prestabilito, spaccando panchine, bidoni, scatoloni o inventandosi un vero e proprio Destruction Derby con le volanti della polizia sempre pronte a darci la caccia.
Completando le gare in prima posizione non solo aumenteremo le auto in garage, ma potremo sbloccare anche potenziamenti al motore ed oggetti puramente estetici. Il negozio è molto fornito e i pezzi proposti sono parecchi, soprattutto quelli di carrozzeria. Ovviamente però le parti meccaniche saranno fra i primi obiettivi delle nostre modifiche: turbine, freni, sterzi e Nos trasformeranno in un attimo un’auto appena accettabile in una muscle car di tutto rispetto.
Non poteva mancare ovviamente la componente "tamarra": potrete modificare qualsiasi livrea e addobbarla con alettoni, nuovi cerchi in lega, minigonne, aerografie ed altri gingilli tanto cari agli amanti del tuning più estremo. Ma non finisce qua, perché la personalizzazione estetica va oltre…

L’arte delle aerografie
Oltre a quelle standard (ad essere onesti bruttine) in modalità carriera potremo disegnarci le nostre aerografie tramite un editor via touch screen. I risultati ottenibili sono discreti e donano quel tocco unico molto apprezzato a modelli di auto mai troppo dettagliati. Tecnicamente, infatti, l’impressione è che si poteva fare di più. La grafica è discreta, però sia i paesaggi che i mezzi non godono della cura dovuta e il livello di dettaglio ne risente così come l’impatto visivo.
Sul fronte della fluidità, per fortuna, nulla da eccepire: il senso di velocità è elevato e il tutto scorre nel modo migliore per godersi anche i momenti di maggior cofusione su schermo.
La colonna sonora è composta da pochi brani hip-hop e underground (presto ripetitivi) e da effetti abbastanza scarni, in particolare putroppo nella riproduzione del canto di molti bolidi.
Recensione Videogioco NEED FOR SPEED UNDERCOVER scritta da VIKTOR Need for Speed Undercover non si smentisce e propone su Nintendo DS un altro prodotto poco più che sufficiente, che si risolleva grazie ad una buona serie di opzioni. Auto ed editing sono infatti presenti in grande quantità e riescono a dare un motivo in più al giocatore per affrontare la carriera fino alla fine.
Purtroppo, proprio come accade nelle versioni per console maggiori, è al momento della prova su strada che il titolo EA mostra i suoi limiti più evidenti: il modello di guida appare troppo semplificato, il livello di sfida è livellato verso il basso e il sistema di collisioni sarebbe totalmente da rivedere.
Tirando le somme, gli amanti della serie possono dargli tranquillamente una possibilità, mentre a tutti gli altri non resta che rimanere in fedele attesa che qualcuno, un giorno, proponga una simulazione di guida di qualità anche per il doppio schermo Nintendo.
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