Recensione di Baby Life

Copertina Videogioco Baby Life
  • Piattaforme:

     NDS
  • Genere:

     Gestionale
  • Data uscita:

     fine 2008
- Carina l'idea di creare il bebè rispondendo ad un test
- Ripetitivo
- Tecnicamente povero
- Poche situazioni e oggetti con cui interagire
A cura di (AP) del
Sotto Natale in televisione fioccano pubblicità su bambole di ogni tipo e, sempre più spesso, i genitori si accalcano nei negozi di giocattoli alla ricerca dell’oggetto dei desideri della propria bambina. Seguendo il trend lanciato dal tamagochi prima e da Nintendogs poi, Deep Silver ha fiutato l’affare e ha pensato di produrre qualcosa di analogo al celeberrimo titolo canino creato dalla casa di Kyoto.Se dopo aver lanciato freesbee, accompagnato il proprio cucciolo alla gara canina e averlo portato fuori a fare pipì la vostra bambina non è ancora soddisfatta e vorrebbe intraprendere i panni di una mamma virtuale, allora continuate a leggere per scoprire se i piccoli bebè proposti faranno per lei.

Più mamma che maestra
La prima cosa che preme sottolineare è che un gioco come Baby Life fa parte di quei prodotti che basano il loro successo unicamente sull’argomento trattato. Non aspettatevi quindi un titolo che possa accontentare qualcuno al di fuori della vostra sorellina/cuginetta/figlia con un età compresa tra i sei e gli otto anni. Per accontentare gli utenti di questa fascia d’età ovviamente il gioco si propone in italiano (richiede di leggere spesso istruzioni a schermo su come crescere il proprio bambino, quindi una discreta capacità di lettura è un requisito essenziale).
All’inizio avrete tre spazi liberi su cui potrete far nascere tre diversi bebè. Nel caso ne vogliate un quarto dovrete per forza di cose cancellarne uno esistente.
La nascita della creaturina è preceduta da una serie di semplici domande che rifletteranno il carattere del futuro nascituro. Ad ogni domanda viene dato un valore che cambierà i comportamenti del bambino davanti alle sollecitazioni che riceverà attraverso l’interazione con giocattoli e oggetti.
Finito questo breve test vedrete la porta di casa spalancarsi e da essa entrare la culla con all’interno il suo piccolo occupante. A questo punto lo schermo superiore comincerà ad elargire consigli generali uniti a semplici comandi da impartire tramite touch screen. Potrete decidere quando sarà l’ora di mangiare, fare il bagnetto, mettere a nanna il bebè o farlo giocare in giardino. Qui lo vedrete interagire inizialmente con una palla che potrete afferrare e lanciare per far divertire il piccolo, ma presto il set di giocattoli potrà essere ampliato con dinosauri, macchinine e sonagli capaci di rendere felicissimo il vostro bimbo. In ogni sezione di gioco, dalla pappa al bagnetto, avrete due icone in basso a destra che evidenzieranno gli oggetti che dovrete usare. Nel caso della pappa dovrete prima scegliere il biberon, poi puntare il pennino verso la bocca del bimbo e poi rimanere fermi il più possibile per evitare di far uscire il latte sporcando il bebè. Se questo dovesse succedere dovrete pulirlo con il tovagliolo che sarà visibile nella seconda icona.
Questi minigiochi si ripeteranno ogni giorno di vita virtuale, ma con il passare del tempo potrete riscontrare una crescita del bimbo fino a circa i 18 mesi. Ciò vi permetterà di porre domande al bambino per sapere se va tutto bene, per dirgli quanto gli si vuole bene e altre frasi utili per calare l’utente nel ruolo di mamma (ma piuttosto inutili ai fini del gameplay). La necessità di comunicare non è resa particolarmente bene poiché non avviene tramite il microfono del Ds come sperato, ma attraverso dei simboli grafici non molto intuitivi che vanno disegnati nel caso si voglia chiedere qualcosa. Ciò purtroppo non è particolarmente esaltante e fa storcere il naso a tutti quelli che speravano di poter comunicare in modo simile a quanto accaduto con Nintendogs.
Per spezzare un po’ la monotonia che potrebbe derivare dopo qualche sessione di gioco, i programmatori hanno deciso di farci lavorare in un asilo durante le ore del mattino. Questo minigioco oltre a sembrare totalmente scollegato dalla modalità principale, appare decisamente meno curato presentando una grafica piuttosto scadente, soprattutto per quanto riguarda i modelli dei personaggi. In pratica voi impersonerete la maestra e dovrete tenere a bada da due a quattro bambini. Questi attraverso dei fumetti effettueranno delle richieste che voi dovrete accontentare andando prima a prendere quello che vorranno e poi portandolo loro. Questo minigioco risulta immediatamente noioso e poco piacevole, ma è solo attraverso esso che potrete ottenere nuovi oggetti con cui far divertire il bebè.

Tecnicamente…
Il titolo Deep Silver presenta un comparto grafico piuttosto altalenante visto che va da una modellazione dei bimbi piuttosto buona, al minigioco dell’asilo davvero deludente. Gli oggetti con cui potrete far interagire il bambino non sono poi molti e spesso questi si limiteranno a seguirli e poco più. Sul versante sonoro non si riscontra nessun particolare pregio poiché nonostante il verso dei bebè sia carino, non è accompagnato da nulla di trascendentale, facendo dimenticare presto eventuali motivetti. La giocabilità non è nulla di che e, sebbene il titolo sia studiato per un pubblico giovanissimo, non è da escludere che possa risultare troppo monotono e ripetitivo. Analogo discorso per la longevità che, a causa delle azioni da ripetere ogni giorno, ben difficilmente sarà alta.
Recensione Videogioco BABY LIFE scritta da AP Nonostante sia evidente la fascia di pubblico a cui Baby Life è espressamente destinato, ci sembra giusto far notare che il titolo Deep Silver potrebbe risultare monotono e ripetitivo anche per le bambine più volenterose. La grafica può sembrare carina nelle prime battute, presto però ci si accorge della carenza di interazione con il piccolo bebè che ci farà vivere sempre le stesse esperienze e gli stessi livelli di interazione. Per questo motivo crediamo che la scelta tra Baby Life e una classica bambola faccia ancora pendere l’ago della bilancia verso quest’ultima.
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