Recensione di Prince of Persia: The Fallen King

Copertina Videogioco Prince of Persi
  • Piattaforme:

     NDS
  • Genere:

     Avventura
  • Sviluppatore:

     Ubisoft
  • Data uscita:

     5 dicembre
- Buon uso del touch screen e del pennino
- Design del "Principe" azzeccato
- Immediato
- Discreto numero di stages
- Livello di difficoltà basso
- Musiche ripetitive
- Nemici debolissimi
- Ambienti scarni
- Rallentamenti durante i combattimenti
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A cura di (Dr. Frank N Furter) del
A chiudere il ciclo di una stagione videoludica intensa, scandita da numerosi pezzi da 90, arriva l’intramontabile principe di Persia. Dopo aver assaggiato tutta la potenza delle console next-gen e PC, è ora di sperimentare un diverso modo di giocare con il “Prince” più famoso del mondo dei videogiochi. Il Nintendo DS ospita quindi una versione “deformed”, con una grafica più cartonesca e un sistema di controllo che solo il doppio schermo di Nintendo può offrire. The Fallen King arriva in questo freddo Dicembre carico d’aspettative. Come si sarà comportato il principe versione tascabile?

The Fallen King
La storia di Prince of Persia: The Fallen King narra la leggenda del signore oscuro Ahriman e del suo risveglio. Quest’ultimo minaccia l’esistenza di tutta la Persia che rischia di cadere in un mondo di tenebre. C’è però una speranza: il vecchio re Ormazd, dio della Luce, è l’unico in grado di contrastare il malvagio Ahriman. Il coraggioso principe non perde tempo e si mette alla ricerca del re scomparso: gli unici indizi a sua disposizione sono i testi lasciati dagli Ahura, i quali parlano di una città della magia popolata da persone capaci di utilizzare dei poteri speciali conferiti dallo stesso Ormazd. La Città della Nuova Alba è l’unica salvezza per la Persia e per la Luce stessa.
La trama non è nulla d’eccezionale, quasi un pretesto per introdurvi in scenari orientali dove si svolge l’avventura.
Il tutto è raccontato attraverso delle brevi scene d’intermezzo a cavallo di un livello e l’altro. Utilizzando uno stile fumettistico azzeccato, i programmatori hanno reso queste fasi assolutamente piacevoli da guardare.

Un pennino principesco
Il gameplay alla base di Prince of Persia (d’ora in poi PoP) è completamente affidato all’accoppiata pennino/touch screen. Come fu per il bellissimo “The Legend Of Zelda: Phantom Hourglass” anche qui non avrete altri mezzi di comando se non lo stilo. Toccando l’area vicino al principe camminerete e maggiore sarà la distanza dello stilo dal personaggio principale, maggiore risulterà essere la sua velocità di movimento. Quando dovrete saltare o arrampicarvi basterà toccare il touch screen una volta per dare l’input necessario al protagonista. Un doppio tocco vi farà eseguire una capriola o, quando sarete in procinto di scalare una parete, vi permetterà di fare un altro salto per salire ancora. Come nella versione next-gen casalinga, anche il protagonista di questo PoP ha una mano dotata di artigli. Grazie ad essi potrete discendere dalle pareti senza incappare in rovinose cadute di diverse decine di metri. Il sistema di controllo si dimostra solido e intuitivo. Nella stragrande maggioranza dei casi non avrete alcun tipo di problema nel direzionare il principe anche se, bisogna dirlo, in alcuni momenti un comando può esser “letto” per errore. In sostanza il lavoro svolto dai ragazzi di Ubisoft, per quanto riguarda il sistema di controllo, può essere ritenuto più che soddisfacente.

PoP è un action/platform a scorrimento laterale con sfondi in 3D. L’azione di gioco parte quasi in sordina con livelli semplici e veloci. Man mano che si va avanti troverete un numero maggiore di trappole da evitare sfruttando tutte le vostre abilità. Aculei dal pavimento, fossati, voragini con spuntoni alla base, seghe circolari (forse troppo “moderne” in un contesto magico come quello persiano) più gli immancabili nemici sotto forma di animali o soldati imperiali. Questi ultimi non rappresentano mai una grave minaccia e appaiono piuttosto facili da affrontare. Basterà toccarli con il pennino ed il principe si lancerà contro di loro in un furioso attacco di spada. Inoltre avrete la possibilità di parare i colpi avversari semplicemente toccando il protagonista. In questo senso, la versione DS di PoP ricorda il vecchissimo capostipite della saga dove erano le trappole la causa principale di una morte prematura.

Da Elika al Mago
Ubisoft non ha voluto rompere il legame che unisce i due titoli dedicati a PoP. Anche qui avrete un compagno che vi farà da spalla durante la vostra avventura. Questo “Mago” (così è chiamato nel gioco) ha dei poteri speciali in grado di aiutarvi a superare ostacoli altrimenti insormontabili. Proprio come Elika, anch’egli diverrà un aiutante importantissimo in grado di imparare nuove abilità man mano che la storia si dipanerà.
Per controllare il Mago dovrete premere un tasto qualsiasi (dorsale o frontale) e toccare il punto con cui volete interagire tramite il pennino. Il vostro compagno avrà capacità offensive in grado di stordire o addirittura eliminare gli avversari. Tutto ciò facilita un po' troppo il lavoro del principe.

Salta, arrampicati, uccidi, corri...
Il difetto principale di PoP risiede nell’estrema linearità del gameplay e in un modus operandi ripetitivo. E’ vero che nei livelli avanzati dovrete faticare di più per raggiungere la fine ma, a conti fatti, non farete altro che saltare, schiacciare il pulsante che apre il portone, uccidere qualche nemico e dedicarvi ad un po’ di wall-jumping (salti da una parete all’altra da distanza ravvicinata). Questo ciclo continuo di azioni sempre uguali rende l’esperienza di gioco noiosa dopo le prime 3- 4 ore.
Ad appesantire ancor di più la situazione ci si mette una colonna sonora soporifera. Ogni livello ha una sua traccia ma quest’ultima si ripete all’infinito fino a stancare le vostre povere orecchie e farvi optare per un abbassamento del volume a zero.

Le animazioni del principe e del Mago sono piuttosto buone, i livelli invece soffrono di una povertà di dettaglio abbastanza evidente.
Peccato per i cali di frame-rate durante i combattimenti o quando dovrete correre e saltare in maniera frenetica. Si nota subito come l’azione rallenti pesantemente incidendo negativamente sull’esperienza di gioco.
La longevità si attesta su livelli almeno discreti concedendo al giocatore circa 8 ore per completare tutti i livelli. Purtroppo, tolta la modalità avventura, non ci sono altre caratteristiche da esplorare.
Recensione Videogioco PRINCE OF PERSIA: THE FALLEN KING scritta da DR. FRANK N FURTER Prince of Persia: The Fallen King è un titolo discreto, che cerca di sfruttare al massimo le peculiarità del Nintendo DS riuscendoci solo in parte. Buono il sistema di controllo, il pennino lavora bene e il tutto risulta intuitivo. Le animazioni dei protagonisti, la longevità del prodotto e alcune battute davvero comiche del principe sono tutte qualità da non sottovalutare. Il rovescio della medaglia è però costituito da un’avventura lineare, ripetitiva, con un grado di difficoltà basso, livelli scarni e musiche soporifere. Nonostante tutto, questo “The Fallen King” potrebbe essere una sorpresa per tutti i fan del principe e degli action/platform in generale.
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