Recensione di Toy Shop Tycoon

Copertina Videogioco Toy Shop Tycoon
  • Piattaforme:

     NDS
  • Genere:

     Gestionale
  • Sviluppatore:

     Gameinvest
+ L'idea è originale per un gestionale - Gameplay banale e ripetitivo
- Solo per i più piccoli
A cura di (ViKtor) del
Chi, da bambino, non ha mai desiderato di possedere un intero negozio di giocattoli? Credo quasi tutti e ora, anche se siamo tutti un po’ cresciuti, il DS esaudisce questo desiderio d’infanzia con Toy Shop Tycoon, gestionale piuttosto atipico che ci fa vestire i panni di imprenditori di un’attività legata alla produzione e alla vendita di oggetti ludici.
Con curiosità, inauguriamo il nostro negozietto…

La vita dell’imprenditore
Mark e Mel, i protagonisti principali del gioco, nonché i nostri alter ego digitali, hanno ereditato dal nonno un’attività commerciale da avviare e da far fruttare con successo. In tre anni, divisi per stagioni (ogni giorno corrisponde a cinque minuti effettivi di gioco), i nostri giovani imprenditori dovranno arrivare a guadagnare 50.000 euro, pena il fallimento del negozio.
L’avventura degli allegri mercanti si svolge in una città suddivisa in zone raggiungibili tramite una semplice mappa: premendo con il pennino sulla zona di interesse possiamo accedere al quartiere residenziale dove abbiamo dimora, alla spiaggia, al parco e al quartiere commerciale, teatro dei nostri affari. Vagando per le strade della città, si incontrano vari personaggi con cui è possibile scambiare due chiacchiere. Se alcuni si limiteranno ai consueti e banali commenti sul meteo, altri andranno ascoltati con più attenzione perché ci confideranno i loro gusti e le loro passioni in termini di giocattoli, informazioni quanto mai utili per decidere cosa produrre e, soprattutto, cosa vendere.
Un altro parametro da considerare con attenzione sono le stagioni: tra la primavera, l’estate e l’inverno le richieste dei clienti cambieranno e spetterà a noi riempire gli scaffali con i prodotti che si addicono di più al clima del mese in corso. Ci sono poi anche alcune date precise come Halloween e San Valentino, eventi da sfruttare per vendere giocattoli dedicati all’occasione.

Artigiani, architetti ed esperti di marketing
Veniamo ora al fulcro del gameplay, ovvero la gestione vera e propria del negozio. Mark e Mel hanno compiti diversi ed in qualunque momento del gioco possiamo passare dall’uno all’altra a seconda delle esigenze.
Mark è la mente dietro la creazione dei giocattoli: nel suo studio dovremo aiutarlo a costruirli in modo estremamente semplice. Dopo aver selezionato il prodotto di cui abbiamo bisogno premendo con il giusto tempismo una serie di icone sul touchscreen, avremo in pochi secondi completato il lavoro.
Mel invece si occupa delle vendite al dettaglio e dell’immagine del negozio. Procedendo con il gioco sbloccheremo nuovi arredi (acquistabili anche nei vari altri negozi della città) con cui abbellire l’ambiente di lavoro. Ovviamente dovremo fare attenzione a come li disporremo, donando una maggiore visibilità ai prodotti più in voga in quel determinato periodo. Il tutto è gestito con discreta precisione tramite il touch screen, rendendo il D-pad sostanzialmente inutile.
Il compito di fare pubblicità al negozio spetta ad entrambi i personaggi, che possiamo far vagare per le (poche) vie della città a conversare con i disponibilissimi abitanti che adescheremo quali nostri clienti, e con alcune figure più importanti come il sindaco.
Il problema più grande di questo Toy Shop Tycoon è che l’offerta per il giocatore si ferma praticamente qui. Le variabili da considerare per arrivare all’agognato successo sono davvero poche ed è innegabile che la ripetitività delle banali meccaniche di gioco non lo rendano appetibile per chiunque cerchi un gestionale vero e proprio.

Comparto tecnico
Il comparto tecnico non si discosta più di tanto dal livello qualitativo generale del titolo. I menu sono carini e funzionali, ma la rappresentazione dei giocattoli e, ahimè, degli ambienti di gioco poteva essere decisamente più curata: la città è in realtà molto piccola e alquanto spoglia e non aiutano i pochi personaggi con cui veniamo in contatto passeggiando tra le vie dei vari quartieri.
Il comparto audio è composto da una musichetta che accompagna le avventure giornaliere di Mark e Mel e da pochi effetti sonori essenziali.
Recensione Videogioco TOY SHOP TYCOON scritta da VIKTOR Toy Shop Tycoon ha un target ben preciso: i bambini. E non è per l’ambientazione e lo scopo del gioco, ma per la facilità estrema di alcune azioni, la povertà cronica di variabili da considerare e la ripetitività con cui si susseguono gli eventi. Peccato, perché alcuni spunti ci sono e l’idea è originale, ma davvero pochi aspetti raggiungono un sufficiente livello di cura.
Il Nintendo DS ha già dimostrato di poter offrire gestionali ben più profondi e complessi, quindi prendete in considerazione l’acquisto solo se avete un fratellino o una sorellina con un animo da giovani imprenditori poichè, in realtà, sono gli unici che potrebbero trovarlo divertente per qualche ora.
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