Recensione di Martina in Montagna

- Piacerà ai piccoli
- Istruisce attorno l'importanza del rispetto della natura
- Un libro interattivo
- Dura pochissimo
- Controlli poco precisi
- Molto limitato
A cura di (Darkzibo) del
Esistono alcuni giochi per Nintendo DS che sicuramente presso la maggiore parte pubblico non troverebbero certo grande successo ma che, per una ristretta schiera di giovani giocatori, potrebbero riscuotere un discreto consenso (soprattutto attraverso il buonismo dei genitori). Questo avviene per il semplice fatto che sono intuitivi, veloci e quasi istruttivi. Proprio con l’intento di proporre un gameplay facilitato per i più piccoli possessori di Nintendo DS è nata la serie di Martina, personaggio ripreso e rivalutato nella nuova generazione dopo cinquant’anni di apparizioni nelle biblioteche su libri dedicati all’infanzia.

Lassù in montagna
Questa volta Martina si è recata in montagna da Nonno Nanni e, oltre al fedele amico Briscola, sarà accompagnata nella sua avventura dal nuovo amico Marco. Tutto inizia nella maniera più scanzonata: Martina si sta preparando per uscire a giocare nella neve con Marco, ma una brutta notizia è alle porte: sono sparite le marmotte! Da qui inizia una breve avventura in cui incontrerete nuovi personaggi e durante la quale i più piccoli potranno imparare molte cose. Il gameplay si compone di un susseguo di minigiochi che andranno dal vestir Martina prima di uscire, alla battaglia con le palle di neve in compagnia di Marco e ancora alla gara di slittini. Il tutto farcito da quella spensieratezza che, all’epoca, rese Martina come uno dei personaggi più amati dai più piccoli. Come già dichiarai per il primo episodio, dare un giudizio con l’occhio di un critico videoludico in questo caso può essere difficile, vuoi per la longevità scarsissima, vuoi per la componente tecnica e la poca varietà delle cose da fare. Ma Martina in Montagna fa parte di quel ristretto gruppo di titoli in grado di incuriosire i bambini che sicuramente lo completeranno e impareranno. I minigiochi che compongono la scanzonata avventura sono palesemente semplici e un adulto potrebbe trovarli persino banali e inutili. A chi potrebbe interessare una battaglia con le palle di neve? Oppure il cercare delle chiavi spostando gli oggetti da un tavolo? O ancora inseguire un San Bernardo nei panni del cane Briscola? Forse a nessuno dei giocatori più maturi, ma per i bambini potrebbe essere una manna, una sorta di libro interattivo. Purtroppo bisogna constatare come Martina in Montagna abbia qualche difetto nella giocabilità a causa di un contatto tra pennino e touch screen che non è sempre preciso, inficiando l’esito di ogni minigioco. Non si tratta di errori insormontabili, ma una maggiore cura sarebbe sicuramente stata apprezzata. I livelli iniziali di difficoltà (se di tale aspetto è possibile parlare) sono due: medio e difficile. La differenza non è esageratamente evidenziata, neppure per i giovanissimi giocatori. Con il proseguo dell’avventura si sbloccheranno tutti i minigiochi presenti e saranno praticabili dal menù principale, nell’ordine che preferirete. Alla stessa maniera sono sbloccabili alcune interessanti informazioni che parleranno in maniera semplice e concisa degli oggetti e animali che incontrerete durante l’avventura: avrete delucidazioni sulle aquile, sulle marmotte, sul San Bernardo, sulla transumanza e sulle stelle Alpine. Oltre a queste schede sono presenti alcuni giochi tipici dei vecchi libri per bambini: bisognerà colorare alcune immagini con colori predefiniti e con l’aiuto del pennino (non molto preciso neppure in questo caso, soprattutto per la colorazione dei particolari più piccoli), vestire un pupazzo di neve in maniera del tutto semplicistica e comporre un puzzle. Purtroppo, come detto precedentemente, la longevità è di bassissimo profilo considerato il fatto che in mezz’ora avrete portato a termine l’avventura. Troppo poco, forse, anche per un bambino che nel momento di maggiore interesse vede la propria avventura arrivare al termine senza troppi colpi di scena.

La montagna
Stavolta non sarete introdotti da un filmato di apertura ma subito catapultati alla schermata del titolo. Nel caso aveste già avuto a che fare con Martina nella Fattoria, capirete come lo stile sia rimasto pressoché invariato (a parte qualche cromatura nella caratterizzazione delle immagini rappresenti i personaggi). Il tutto è stato ricreato con una grafica retrò, bidimensionale e piuttosto povera per varietà e colori. Se il tutto diviene comunque funzionale al gioco, non si può dire lo stesso della scarsa fantasia dei programmatori nel, per lo meno, caratterizzare ogni ambiente e personaggio.
Il comparto sonoro, composto da musiche leggere e perfettamente integrate nello spirito del gioco, non fa affidamento sugli effetti che risultano ‘sporchi’ e ripetitivi.
Recensione Videogioco MARTINA IN MONTAGNA scritta da DARKZIBO Come detto nell’arco di tutto l’articolo, Martina in Montagna deve essere interpretato non come un gioco vero e proprio, ma piuttosto come un libro interattivo, in grado di sostituire i libri cartacei con cui la maggior parte di noi ha avuto a che fare. Naturalmente esistono aspetti videoludici che ne consentono il giudizio che, purtroppo, non può essere positivo vista la durata totale del gioco e una tecnica che, seppur adatta al lavoro che è chiamata a compiere, si rivela al di sotto della media. Un titolo adatto quindi a un pubblico di giovanissimi, nel quale questo target di pubblico può trovare tante cose da imparare, come il rispetto e la conoscenza della natura. Naturalmente per i giocatori più navigati sarà sin troppo semplice, quasi ridicolo. Ma chi di noi ‘adulti’ si rimetterebbe a colorare i libri per bambini con i pennarelli?
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