Recensione di Dragon Quest: Le cronache dei Prescelti

Copertina Videogioco Dragon Quest IV
  • Piattaforme:

     NDS
  • Genere:

     Gioco di ruolo
  • Sviluppatore:

     ArtePiazza
  • Distributore:

     Halifax
  • Lingua:

     Italiano
  • Giocatori:

     1
  • Data uscita:

     JAP: 22 Novembre USA: 16 Settembre
- Storia affascinante
- Gameplay equilibrato...
- Tecnicamente valido
- Completamente in Italiano
- Può risultare ripetitivo
- ... ma molto classico
- Molto semplice all'inizio
A cura di (AP) del
I possessori della piccola console portatile a due schermi Nintendo appassionati di videogiochi “classici” stanno vivendo un periodo davvero positivo. Dopo l’arrivo del grandioso remake di Final Fantasy IV, ora è il turno dell’altra storica saga nata parecchi anni orsono sotto il marchio Square-Enix, ossia Dragon Quest. Per evitare probabili confusioni nella versione europea si è optato per eliminare il numero IV dal titolo così come accadde per l’ottavo capitolo uscito tempo fa per PS2, aggiungendo però il sottotitolo Le Cronache dei Prescelti. Questa scelta è stata presa poiché nel vecchio continente non sono mai arrivati i capitoli precedenti e iniziare a far conoscere un titolo dal quarto o dall’ottavo capitolo non sarà sembrata una bella idea.
Il capitolo in questione uscì nel Paese del Sol levante nel 1990 per Famicon (il NES in Europa), in America nel 1992 e mai, fino ad ora, in Europa. Successivamente venne rilasciato un remake per PS1 che aggiunse colori e profondità rendendo villaggi e interni ruotabili tramite una nuova modellazione 3D degli ambienti. Questo remake stà alla base di quello che ora possiamo stringere nel palmo di una mano.

Una storia di tante storie
Alla base di ogni RPG che si rispetti deve esserci una storia intrigante che accompagni per mano il giocatore durante tutto il suo svolgimento. Quello che ci si presenta davanti dopo aver registrato il nostro profilo è un breve prologo giocabile (assente nella versione originale) che introduce il nostro Eroe, il suo villaggio e i suoi abitanti. Dopo questo breve excursus inizierà quello che potremmo definire come il primo vero capitolo della storia. Vestirete i panni di Galiardo de' Guglielmi, un cavaliere del re a cui viene assegnato il compito di trovare i bambini del regno scomparsi. Senza voler svelare null’altro della trama, vi diremo solamente che ci saranno diversi altri capitoli che narreranno le storie di personaggi ben distinti e all’apparenza per nulla legati tra loro, prima di giungere al tanto agognato scontro finale. Quello che invece teniamo a dirvi è che la trama funziona più che bene e che, introducendo in ogni capitolo nuovi personaggi e le motivazioni che li spingeranno in giro per il mondo, cambierà spesso anche il vostro modo di affrontare i problemi. Se, per esempio, in un capitolo comanderete un guerriero, in quello successivo potreste dover controllare un personaggio fisicamente debole e che avrà altre caratteristiche per ovviare al suo problema. In questo modo il giocatore si troverà sempre spronato ad andare avanti e ad adattarsi a situazioni sempre nuove e stimolanti.

Il gameplay di una volta
Per chi ha un briciolo di esperienza nel settore dei giochi di ruolo, Dragon Quest apparirà subito immediato anche grazie al secondo schermo della console sempre pronto a visualizzare caratteristiche e informazioni assortite. Chi invece prenderà per la prima volta in mano un gioco come questo, non potrà che ritenersi fortunato. Oltre ad un manuale di istruzioni ben fatto e colorato, capace di chiarire ogni dubbio, il gioco trova nella progressione degli eventi un magnifico modo per introdurre tutte le opportunità che si renderanno disponibili via via che procederemo nei nostri viaggi. Una perfetta e ispirata traduzione in italiano permette a chiunque di apprezzare la trama e di districarsi agevolmente tra le opzioni di gioco che risultano immediatamente chiare e comprensibili.
Come da tradizione, le battaglie si svolgono sempre a turni, ma i vostri personaggi non verranno mai inquadrati, lasciando spazio ai mostri che vi si pareranno davanti. Questa visuale, che potremmo definire in prima persona, non impedisce di effettuare con più o meno forza i vari colpi che andrete a mettere a segno.
Sebbene il gameplay in sé sia rimasto lo stesso di 18 anni fa, tralasciando i vari mutamenti che gli RPG hanno subito in questo grande arco di tempo, sono state introdotte alcune opzioni secondarie come, per esempio, la possibilità di fornire una tattica ai propri compagni di squadra che, ora, potranno eseguire degli ordini come “coprimi” (in cui un personaggio non si dedicherà all’attacco ma alla cura di un determinato personaggio), oppure “attacco feroce” (in cui un membro continuerà ad attaccare incurante dei suoi punti ferita). Questi due ordini sono solo un esempio di come si può organizzare il party, snellendo il ruolo del giocatore che, comunque, deve studiare con cura come far combattere i propri alleati. Una delle maggiori pecche del gioco, almeno all’inizio, è una semplicità piuttosto marcata nei combattimenti. Se si escludono i boss, i normali mostri potranno essere eliminati senza particolari strategie, ossia selezionando il comando “attacca” e saltuariamente quello per curarsi attraverso magie o oggetti. Progredendo la situazione si fa comunque più interessante e la sfida diventa senza dubbio più sostenuta e gratificante.
La gestione delle energie e della magia avviene sempre tramite HP (punti salute) e MP (punti magia) e la gestione del’inventario è intuitiva e semplice. I negozi che troverete lungo il cammino si divideranno in armerie, negozi di oggetti, locande dove riposare e ripristinare le energie, banche in cui depositare il vostro denaro e chiese. Sebbene i primi siano piuttosto consueti in giochi di questo tipo, le banche e le chiese meritano una spiegazione a parte. Tutte le volte che cadrete in battaglia perderete metà del vostro patrimonio. L’unico modo per impedire questa perdita è depositare i propri averi in una banca. Sebbene non avrete più disponibili i vostri capitali, eviterete un brutto colpo al vostro portafoglio. Le chiese invece sono i luoghi dove salvare, vedere quanti punti esperienza vi mancano per il prossimo livello, resuscitare un alleato caduto, curarsi da status alterati o eliminare eventuali maledizioni dall’equipaggiamento. Sebbene le prime due opzioni siano gratuite, le restanti verranno effettuate solo dopo un determinato esborso monetario. Gli sviluppatori ArtePiazza si sono per fortuna accorti della scomodità di dover salvare solo in punti predefiniti e hanno deciso di aggiungere al menu a fondo schermo una modalità di salvataggio veloce che può essere usata anche all'interno dei dungeons.

Remake con classe
Nonostante questa versione per Nintendo DS si basi sul remake del 2001 per Playstation, sono state apportate comunque notevoli modifiche grafiche e sonore che hanno reso tutto più brillante e godibile (sopratutto con un buon paio di cuffie).
La grafica è un mix di personaggi in 2D e ambienti tridimensionali che insieme formano un quadro omogeneo caratterizzato da colori vivi e puliti. Quando non ci si sposta sulla mappa del mondo è addirittura possibile, grazie al lavoro di progettazione 3D delle ambientazioni, ruotare la visuale per trovare oggetti nascosti dalla prospettiva iniziale. Anche le battaglie hanno movimenti di camera durante particolari attacchi e tutto dona al titolo Square-Enix l'impronta di chi ha pensato a modernizzare un gioco storico restando però fedele alle sue origini.
Il versante sonoro si fa apprezzare attraverso dei temi principali (personalizzati in base al capitolo affrontato) che svolgono egregiamente il loro lavoro e che si rivelano capaci di far avvertire l’importanza dello scontro durante le battaglie contro i boss.
E’ stata introdotta anche una modalità Wireless utile come sub-quest secondaria per sbloccare negozi segreti. Quello che manca è il controllo tramite pennino. Non ci sentiamo però di biasimare la scelta degli sviluppatori poiché i giochi di ruolo funzionano benissimo con i controlli classici e l’inclusione di quel sistema di controllo non avrebbe offerto nessun valore aggiuntivo all’operazione di spolvero attuata in questo caso.
Un’ultima appunto sulla longevità: il titolo vi porterà via almeno una quarantina di ore prima di essere portato a compimento. Questo ovviamente esclude tutte le sub-quest e il recupero delle minimedaglie che, insieme, potrebbero offrire ancora molte ore di svago in questo mondo magico e incantato.
Recensione Videogioco DRAGON QUEST: LE CRONACHE DEI PRESCELTI scritta da AP Dragon Quest: Le cronache dei Prescelti è un RPG vecchio stampo che, proponendosi per la prima volta in Europa, lo fa nel migliore dei modi. Sebbene il comparto tecnico non riesca a competere con altre produzioni più “nuove”, lo spirito d'avventura e d'immedesimazione riescono a risaltare benissimo anche negli sprite bidimensionali che popolano il mondo del gioco. Se amate i GDR affiancatelo tranquillamente al quarto capitolo di Final Fantasy, se invece siete dei nuovi avventurieri e riuscite a passare sopra ad una grafica buona ma non impressionante potreste scoprire una perla rara rimasta sepolta da troppo tempo. Buon viaggio!
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