Recensione di Civilization Revolution

Copertina Videogioco Civilization DS
  • Piattaforme:

     NDS
  • Genere:

     Gestionale
  • Sviluppatore:

     Firaxis Games
  • Distributore:

     DDE
  • Lingua:

     Italiano
  • Giocatori:

     1 - 4
  • Data uscita:

     aprile 2010
+ E’ Civilization, ed è su DS
+ Profondo e complesso
+ Molto longevo
+ Nintendo WI-FI sfruttato benissimo
- Combattimenti poco sviluppati
- Non per tutti
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A cura di (ViKtor) del
Anni fa pensare ad un Civilization su console era difficile, se non impossibile per qualche fanatico del gioco su Pc. Anzi, era un’idea distorta presa quasi come un’eresia. D’altronde il capolavoro di Sid Meier, l’ “addictive game” per eccellenza, sembrava plasmato esclusivamente per il computer e la sua complessità e profondità difficilmente avrebbero trovato spazio su differenti macchine da gioco.
Ma i tempi, si sa, cambiano, così come le tecnologie, e oggi sul mercato ci sono due versioni riuscite e apprezzate di Civ per Xbox 360 e PS3, seppur leggermente diverse in quanto a concept. Fatto trenta, tanto vale fare 31, ed ecco che spunta anche una versione per Nintendo DS. Avvolti da morbosa curiosità, ci buttiamo a capofitto.

Un pennino per riscrivere la storia
Il primo dubbio che lecitamente viene a galla è legato alla portabilità. Come può una piccola console ospitare le stesse interminabili sessioni che hanno caratterizzato le nottate insonni di molti di noi? In che modo una classica partita a Civ, della durata anche di quattro ore, è replicabile su una tecnologia concepita per essere utilizzata in movimento? E’ palese che gli sviluppatori non avrebbero potuto, vuoi per limiti tecnici effettivi vuoi per differenza di target, convertire ciò che era Civilization 4 per Pc sul doppio schermo di Nintendo. Così hanno provato a fare una cernita di ciò che ha reso negli anni unico e inimitabile il gameplay della serie e l’hanno adattato al particolare sistema di controllo basato sullo stylus. Il risultato? Più che buono, ma andiamo con ordine.
Il menu principale propone le voci più classiche della serie, almeno per quanto riguarda il singleplayer: si va dalla modalità “mappa casuale”, dove possiamo scegliere la civiltà di partenza e le condizioni di vittoria per poi giocare in totale libertà, agli “Scenari” che ci immergono in una situazione particolare a partita già avviata e con obiettivi precisi da portare a termine.
Analizziamo la modalità libera, la preferita di molti fedelissimi della serie. La prima cosa da fare è scegliere la civilità tra le sedici disponibili, ognuna con le sue caratteristiche, i suoi bonus e punti forti. Presa la decisione su chi impersonare, è il momento della difficoltà: quelle disponibili sono cinque, il che rende il gioco adatto alle più svariate fasce d’utenza, dall’hard core gamer di Civilization al neofita totale che scopre il gioco oggi leggendo questa recensione. E’ tempo di conquiste.
Giunti sulla mappa da gioco ci ritroviamo con la nostra città appena nata ed un gruppo di coloni esploratori. Civilization, è bene ricordarlo, è uno strategico a turni: ciò significa che durante il nostro turno possiamo eseguire un certo numero di azioni per poi cedere la mano all’avversario e attendere che abbia terminato le proprie scelte. Il nostro insediamento occupa una casella sulla mappa ed è buona cosa impiegare i primissimi momenti di gioco inviando i coloni ad esplorare il territorio circostante per scoprire praterie o foreste, zone indispensabili al fine di raccogliere cibo e materie prime da lavorare. Per fare ciò occorre selezionare con lo stylus il gruppo di coloni e trascinarlo nella casella che ci interessa; un viaggio tra una casella e l’altra è fattibile in un solo turno, mentre se scegliamo di percorrere più strada il viaggio verrà spalmato in più turni.
Una volta esplorati i territori fondamentali ci si può dedicare ad una prima semplice gestione della città. Premendo sulla casella che la ospita accediamo al menu relativo, dal quale possiamo creare fondamenta di base quali edifici, unità e strade, oppure prendere decisioni più “politiche” sugli obiettivi che deve raggiungere il nostro insediamento. E’ fondamentale imparare a controllare a dovere questo secondo fattore, soprattutto nelle fasi più avanzate delle partite (quando, cioè, il nostro stato sarà composto da diverse città), perché a seconda dell’obiettivo di vittoria occorre concentrarsi sullo sviluppo della scienza piuttosto che dell’oro o ancora della tecnologia. In una schermaglia classica si potrà trionfare grazie al raggiungimento di alcuni traguardi tipici: dalla conquista del territorio, al dominio economico fino allo sviluppo scientifico. Spetta a voi decidere su cosa dedicare le vostre energie e su quali principi basare la vostra strategia, tenendo conto anche dell’evoluzione; su DS, come su Pc, un’unica partita può farci rivivere tutte le ere della storia, dal Medioevo al Rinascimento, dall’era moderna al futuro.
Ed è tutto ciò che fotografa la qualità ed il carisma di Civilization Revolution, grazie alla bravura degli sviluppatori nel trasportare parte dell’immensa profondità tattico/strategica della versione Pc anche sul Nintendo DS. E non era per nulla facile.

Tra diplomazia e guerra
Una civiltà per crescere, deve espandersi e, in quanto conquistatori, è il nostro lavoro. Esplorando e scoprendo nuove parti della mappa (che diventeranno visibili facendo avanzare le unità, come in molti strategici in tempo reale) verremo a contatto con territori occupati da altre popolazioni. Alcune di queste, come i barbari, sono ostili e l’unica possibilità di dialogo è la guerra. Durante i primi momenti di gioco potremmo scovare uno dei loro svariati insediamenti, formati da piccoli villaggi poco difesi, ma spessi ricchi di risorse che fanno gola. Quale miglior metoto per appropiarsene se non spazzando via tutto? Naturalmente gli attacchi vanno sferrati con unità di combattimento.
L’esercito iniziale che potremo formare sarà composto da semplici soldati, creati a gruppi di tre. Solitamente un paio di gruppi del genere sono più che sufficienti per occupare un insediamento barbaro, ma le battaglie hanno esiti legati anche alla fortuna: quando decideremo di invadere il territorio nemico sullo schermo superiore assisteremo ad una semplice animazione della battaglia, in cui i nostri tre guerrieri sfideranno a colpi di lama una serie di nemici. Non avremo alcun controllo sullo scontro, a cui assisteremo inermi fino al termine (sono molto veloci per la verità). Se i nostri baldi giovani avranno la meglio, otterremo il controllo della casella e delle relative risorse e avremo la possibilità di costruirci una nuova città.
Di fatto, l’unico metodo per mettere mano alla strategia di una battaglia è scegliere accuratamente l’esercito da utilizzare e muoverlo di conseguenza: un battaglione, infatti, più vittorie otterrà e più crescerà come onore e, di conseguenza, rafforzerà le proprie caratteristiche. Presto, poi, scopriremo le tecnologie e raggiungeremo le ere utili a formare nuove macchine da guerra, come la cavalleria o le armi da fuoco. Certo, forse poteva essere fatto un minimo sforzo in più ed i combattimenti avrebbero potuto godere di una maggiore profondità. Ma in Civilization Revolution c’è talmente tanto da fare e a cui pensare che, tutto sommato, la varietà copre anche questa piccola magagna.
Oltre ai barbari, naturalmente, il mondo di gioco è popolato di altre civilità più radicate, colte e sviluppate. Quando veniamo a contatto con queste popolazioni la guerra non sarà scontata, anzi. Spesso il loro leader ci proporrà un trattato di pace (e d’altronde cosa potremmo aspettarci da Ghandi) che, se accettato, può essere sfruttato come preludio ad un lungo dialogo diplomatico e commerciale. E’ fondamentale, infatti, imparare a capire se una popolazione può vendere o vuole scambiare determinate tecnologie o risorse a noi utili in quel particolare momento o per la nostra strategia. Il rovescio della medaglia è dato dal fatto che, naturalmente, non potremo espandere il nostro impero su questi territori. Ma imparerete che contare su un fedele alleto, a volte, è importantissimo.

Il Nintendo DS come arma di conquista
Ora che avrete capito, a grandi linee, cosa ci offre il gioco (c’è talmente tanta carne al fuoco che servirebbero altri diecimila caratteri per dirvi tutto), veniamo ad analizzare come ce lo offre.
Il sistema di controllo è basato quasi interamente sull’utilizzo dello stylus. Quasi perché a volte risulta più comodo affidarsi ai tasti per determinate azioni, sintomo di un connubio comunque più che apprezzabile dei due sistemi di controllo. L’interfaccia è chiara e spesso intervengono i consiglieri dell’impero, a dire la verità in modo un po’ troppo invasivo, a suggerirci le azioni possibili in quel preciso momento. Molto utili all’inizio, queste guide diventano presto un po’ troppo presenti e insistenti, sopprattutto quando si iniziano ad assimilare i comandi principali.
Tecnicamente il motore progettato dai Firaxis è orientato all’essenzialità, al riprodurre il mondo di gioco in modo sufficientemente chiaro. E ci riesce discretamente bene, grazie ad una rappresentazione di unità e città tramite sprites abbastanza dettagliati e mappe chiare soprattutto nella loro fondamentale conformazione. Le moltissime voci dei menu di gestione sono raggruppate per categoria in modo da rendere meno spiazzante l’approccio iniziale del giocatore, che in ogni caso impiegherà diverse partite prima di scoprire ogni più recondito dettaglio.
Lo stesso principio della semplicità è stato applicato anche al sonoro, che pur non esaltando mai è composto di alcuni piccoli effetti che fanno pienamente il loro dovere.
Chiudiamo questa corposa recensione spendendo due parole, quantomai dovute, all’ottimo multiplayer concepito dagli sviluppatori: tramite Nintendo Wi-Fi ci si può collegare con altri tre giocatori e scannarsi in schermaglie avvincenti, oppure scaricare il “gioco della settimana”, una mappa speciale pubblicata dai Firaxis con cadenza settimanale. Un valore aggiunto non da poco, soprattutto per quanto riguarda la longevità; non che ce ne fosse bisogno, visto che questa cartuccia rimarrà nel vostro DS per moltissimo tempo, ve l’assicuro.
Recensione Videogioco CIVILIZATION REVOLUTION scritta da VIKTOR Civilization ha vinto un’altra scommessa ed è approdato su Nintendo DS con uno strategico a turni unico, un titolo che richiede dedizione e impegno per essere dominato, ma che è capace di prendervi e non lasciarvi più per moltissimo tempo. E’ complesso, profondo, pieno di variabili, giocabilissimo anche nel suo unire l’utilizzo di pulsanti e pennino, un titolo più che degno del pesante nome che porta.
Prova addirittura a farsi piacere da tutti, grazie ai cinque livelli di difficoltà che lo rendono adatto sia al neofita che al più navigato degli appassionati, che ora potrà portarsi sempre con se le caratteristiche principali che hanno reso inimitabile il suo gioco preferito su PC.
Certo non è perfetto, perché le battaglie potevano essere sviluppate meglio e rimane comunque ostico per alcuni giocatori poco pazienti. Ma se cercate l’addictive game su Nintendo DS e siete disposti a perdere ore di sonno per fare la conoscenza di un pezzo di storia dei videogiochi allora fate vostra questa piccola perla tascabile.
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