Recensione di Guitar Hero On Tour

Copertina Videogioco Guitar Hero
  • Piattaforme:

     NDS
  • Genere:

     Rhythm Game
  • Sviluppatore:

     Neversoft Entertainment
  • Data uscita:

     disponibile
- Buona tracklist...
- Il Guitar Grip è interessante...
- Battaglia fra chitarre ben strutturata
-... anche se corta e con 3 pezzi "riciclati"
-... ma ha bisogno di parecchi perfezionamenti
- Poco longevo
A cura di (Dr. Frank N Furter) del
Il brand “Guitar Hero” ormai si è affermato in tutto l’ambiente videoludico creando attorno a sé un folto seguito di fans. Fino ad oggi, i possessori di handled console, non potevano sperimentare cosa volesse dire essere una rockstar. I ragazzi di Vicarious Visions e Red Octane (gli stessi di GH III) hanno lavorato sodo su come implementare su Ds un titolo della serie da loro creata. Il risultato finale, almeno per quello che riguarda la realizzazione del Guitar Grip, si è rivelato sufficiente ma non totalmente appagante. Scopriamo assieme le ragioni di questo giudizio.

Guitar Grip, la vostra nuova chitarra portatile
Il tanto discusso Guitar Grip è un’innovazione di enorme importanza, poiché dimostra come i programmatori abbiano cercato in tutti i modi di portare l’esperienza musicale offerta da GH anche su una console portatile. Il primo impatto con la nuova periferica ha evidenziato i suoi pregi e, ovviamente, i suoi difetti. Il Guitar Grip trova il suo posto nello slot 2, quello destinato alle cartucce del GBA e risulta solido e robusto; inoltre i 4 tasti a disposizione hanno una forma concava per far aderire al meglio le dita. Altra buona notizia è la possibilità di rimuovere la parte esterna della periferica in modo da personalizzarla con gli adesivi in dotazione o quello che più vi piace. E' dotata di un piccolo alloggio dove riporre il plettro, il sostituto del pennino, davvero comodo e ben posizionato. La prima falla che però ci ha colpito negativamente è l’estrema facilità con cui l’apparecchio si sfila dallo slot apposito. Durante le sessioni di gioco più intense non sarà difficile che questo accada; purtroppo il titolo di Red Octane non prevede un temporaneo “blackout” e, pertanto, sarete costretti a resettare il Dse ricominciare da capo il brano. Oltre a farvi innervosire, questa grave incuria nella progettazione, non permette la completa libertà di movimento durante l’esecuzione dei brani. Aver paura che il proprio Guitar Grip si sfili per un gesto troppo brusco inficia notevolmente l’esperienza di gioco. Il problema poteva essere risolto semplicemente con un blocco dell’apparecchio e non capiamo il perché di questa scelta poco felice. La carrellata di errori non finisce qui. Durante il passaggio dalla versione casalinga a quella portatile si è perso il quinto tasto (quello arancione per intenderci) ed il motivo potrebbe essere legato al poco spazio disponibile per i 5 pulsanti. In effetti, parlando dei tasti, è doveroso notare che sono abbastanza piccoli per un maschio adulto, adatti ad una ragazza ma decisamente scomodi per gli uomini. Inoltre c’è il problema del laccio a strappo. Ideato per dare una maggiore fermezza alla mano, che riesce fin troppo bene nel suo lavoro tanto che, in molte occasioni, impedisce il corretto movimento del polso risultando un malus ai fini del gioco.

I signori sono pregati d’indossare le cuffie...
Per godere al meglio della qualità sonora del titolo, vi suggeriamo di procurarvi un buon paio di cuffie. I due piccoli altoparlanti di cui è dotato il Ds, seppure di buona qualità, non sono sufficientemente potenti per riprodurre in maniera ottimale la musica e gli effetti sonori. Difatti, quando mancherete una nota, non vi accorgerete del tipico rumore metallico prodotto. Utilizzando le cuffie invece, otterrete dei risultati decisamente migliori.
Detto ciò passiamo al cuore del titolo: la modalità carriera. Come nei passati GH il vostro obbiettivo è portare la vostra band dai garage di periferia ai palcoscenici internazionali. Deciso il nome del gruppo, il protagonista e il livello di difficoltà potete iniziare. Vorremmo a questo punto spendere qualche riga sul grado di sfida che offre GH On Tour. Il primo gradino, l'Easy mode, rasenta quasi il ridicolo poiché si rivela adatto solo a chi non ha mai preso un Ds in mano. Il livello Normal va bene per tutti quelli che conoscono la saga ma anche qui il grado di sfida proposto è davvero molto basso. Con l’Hard mode le cose iniziano a farsi serie e suonare comincia ad essere divertente. Il grado Expert invece complica in maniera esponenziale la giocabilità, rendendola accessibile solo ai fans sfegatati. Il problema del Guitar Grip e della sua scarsa attitudine a rimanere fermo si accentua proprio nei momenti più difficili del gioco. In più, il Ds stesso, non riesce a seguire prontamente i pezzi più veloci e mancherà irrimediabilmente qualche nota rendendo quasi impossibile realizzare un “perfect score” ai livelli più alti.

Star Power e battaglia fra chitarre
Chi di voi ha giocato GH usando la chitarra sa bene che per attivare il famoso “Star Power” basta dare una brusca inclinazione allo strumento. Nella versione Ds tutto ciò è impossibile e, pertanto, è stato utilizzato il microfono per sopperire a tale mancanza. Gridando o soffiando (più indicato per i luoghi affollati) scatenerete la potenza dello Star Power. Detto così sembra tutto molto facile, ma vi assicuriamo che durante l’esecuzione di un brano diventa davvero complicato. Se siete a corto di fiato, il tasto “select” verrà in vostro aiuto ma trovandosi in una posizione a dir poco scomoda rinuncerete presto a quest’opzione. Avrebbe avuto molto più senso usare i pulsanti dorsali “L” e “R” ma a quanto pare i ragazzi di Vicarious Visions non ci hanno pensato o hanno ritenuto che avreste potuto premerli con facilità per sbaglio ma, purtroppo, non esiste neanche la possibilità di customizzare i comandi a proprio piacimento.
Veniamo allo scontro tra chitarre visto in GH III e riproposto ora anche su Ds. Con molta probabilità questa è la modalità meglio riuscita dell’intero gioco e per fortuna lo spirito degli scontri è rimasto invariato: collezionare attacchi per poi scagliarli contro il chitarrista avversario. Avendo a disposizione un touch screen ed un microfono, i programmatori si sono sbizzarriti. Se la vostra chitarra va a fuoco, soffiate e spegnerete le fiamme; se una fan vi chiede l’autografo, sbrigatevi a firmare; se una corda viene tagliata, prendetela e ricongiungetela con la base. I vari attacchi sono davvero ben pensati per implementare le funzioni del portatile Ds risultando così divertenti e allo stesso tempo intriganti.
Il multiplayer è previsto solo in locale (niente Wi Fi connection), una grave perdita per quanto riguarda la longevità del titolo.

Una tracklist striminzita
Con sole 25 canzoni (più una segreta da sbloccare finendo la modalità carriera) GH On Tour è l’esponente meno ricco della saga. I brani interessanti di certo non mancano, in questa versione si possono suonare i Blink 182 con “All the small things”, i Jet con “Are you gonna be my girl”, i Red Hot Chili Peppers con “Knock me down”, i Nirvana attraverso “Breed” e tanti altri. C’è da sottolineare la presenza di canzoni “riciclate” usate in GH III. Le tre imputate sono “Hit me with your best shot” di Pat Benatar, “Rock and roll all nite” dei Kiss e “Black Magic Woman” di Santana. Ben 3 pezzi su 25 non sono pochi, una caduta di stile non indifferente. Volendo, l’attuale tracklist non è nemmeno all’altezza dei precedenti GH e, in questo caso specifico, risulta davvero troppo corta.
Recensione Videogioco GUITAR HERO ON TOUR scritta da DR. FRANK N FURTER Guitar Hero On Tour può essere considerato come un coraggioso esperimento che non ha ottenuto i risultati sperati. Il Guitar Grip dev’essere migliorato, a cominciare dal blocco per evitare scomodi riavvii del gioco e la sensibilità dei pulsanti e del touch screen lascia un po’ a desiderare (soprattutto quando si affrontano i livelli più impegnativi). L’implementazione delle battaglie online sarebbe stata doverosa, la sola modalità in locale è limitante. Infine la tracklist, la quale oltre ad essere molto corta e con pezzi già usati, non è al livello delle passate produzioni. Insomma, di lavoro da fare in futuro per i ragazzi di Vicarious Visions e Red Octane c’è n’è molto.
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