Recensione di Happy Feet

Copertina Videogioco happy feet
  • Piattaforme:

     NDS
  • Genere:

     Rhythm Game
  • Sviluppatore:

     Midway
  • Data uscita:

     Disponibile
- Il pinguino è divertente - Meglio il film
- Comparto tecnico insulso
- Giocabilità inesistente
- Longevità ridicola
A cura di (Darkzibo) del
Il mondo della cinematografia, da più di un decennio a questa parte, ha visto il mutare dei film di animazione dalla classica tecnica del disegno a mano a quella più moderna della computer grafica. Da Toy Story della Pixar si sono susseguiti tanti film di questo genere e anche Happy Feet fa parte di questa realistica frontiera dell’intrattenimento. Ad un film del genere non poteva non seguire un gioco che valuteremo attentamente onde verificarne la qualità.

Un – happy
Il gioco, come il lungometraggio, presenta la storia del pinguino reale Mambo. Come tutti i pinguini del film, anche questo cucciolo dovrebbe dimostrare di avere buone doti canore: purtroppo non è così e il povero Mambo si ritrova ad essere emarginato dai suoi simili a causa della sua voce stonata. Il piccolo ha però un asso nella manica: la sua congenita bravura nel ballo. Da questo presupposto nasce il gioco Happy Feet, un rythm game in cui il giocatore sarà chiamato a far ballare il simpatico pinguino. Le opportunità presenti sono molto esigue: Storia, Gioco singolo e Multiplayer. Decidendo di intraprendere la prima, sarete chiamati a far ballare Mambo tramite il touch screen: su un fondo ghiacciato emergeranno dei blocchi che, se toccati a tempo di musica con lo stilo, faranno ballare il protagonista nello schermo superiore e i punti ottenuti andranno a riempire la barra che vi permetterà di completare la sezione. Se toccherete i blocchi di ghiaccio con un tempismo perfetto riceverete duecento punti ma, in caso contrario, romperete il blocco o otterrete meno punti (cento o cinquanta). Purtroppo il gameplay si riduce a ciò senza ulteriori varianti. Il tempismo in cui si presentano i blocchi non segue assolutamente la musica in sottofondo e questo inficia parecchio la giocabilità di questo titolo che risulta pertanto realizzata in maniera approssimativa. Inoltre pare di avere a che fare con un titolo inesorabilmente mutilato: di questi tempi un gioco deve offrire di più nelle modalità presenti perché il giocatore trovi gli stimoli necessari e rimanga il più possibile con il medesimo software nella propria console. Esistono anche le sfide di discesa in cui dovrete manovrare il pinguino con il pennino e farlo scivolare sulla sua pancia a valle ma, anche in questo caso, i comandi risultano molto forzati e le discese troppo semplicistiche. Il multiplayer risulta molto limitato e poco curato e permette di sfidare un unico amico. Niente di particolare perchè, se il titolo alla base è ingiocabile, sicuramente migliore non potrà essere lo stesso gioco per più giocatori umani. La durata del titolo è tutta nelle vostre mani: se avrete la voglia, o il coraggio, di provare Happy Feet, anche solo per la curiosità di vederne il proseguo, lo finirete in circa un’ora. Nell’altro caso basteranno pochi minuti.

Poco cinema
Il gioco Happy Feet ha ben poco da spartire con la controparte cinematografica. Questo è un grande vantaggio se si pensa che, dal punto di vista grafico, il tie-in si limita a mostrare immagini statiche e di bassa risoluzione tratte dal film e una grafica in-game che risulta insoddisfacente per due motivi. Il primo è dato dal fatto che i modelli poligonali sono realizzati con poca cura, con colori risicati e bugs molto evidenti. Il secondo è fornito dalla varietà di movimenti che faranno sembrare il povero Mambo, più che un provetto ballerino, un manichino in grado di non trasmettere le emozioni e la naturalezza della sua arte come invece accade nel film. Le ambientazioni semplicemente non esistono, anzi, per dirla tutta, si presentano come sfondi poco definiti.
La colonna sonora, unico aspetto quasi salvabile dell’intero titolo, vanta diversi pezzi famosi anche se, anche in questo caso, malamente rimasterizzati per la console Nintendo.
Recensione Videogioco HAPPY FEET scritta da DARKZIBO Un’altra licenza letteralmente gettata al vento. Happy Feet si presenta come un buco nell’acqua o, meglio, nel ghiaccio. Una comparto tecnico di pessimo livello composta da modelli poligonali tutt’altro che fedeli all’originale fanno da sostegno ad una giocabilità di basso livello. L’imprecisione dei controlli, nonché la mancata coordinazione tra comparsa dei blocchi da toccare a tempo e musica, vi farà allontanare presto da questo titolo. Nel caso abbiate apprezzato l’ottimo film Happy Feet, evitate questo gioco per Nintendo DS perché potrebbe riuscire nell'opera di farvi apparire antipatico anche un pinguino tenero come Mambo.
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