Recensione di Wacky Races: La Corsa Piu' Pazza del Mondo

Copertina Videogioco Wacky Races
  • Piattaforme:

     NDS
  • Genere:

     Simulazione
  • Sviluppatore:

     Eidos
  • Data uscita:

     disponibile
- Ottimi video
- Sonoro ben realizzato
- Inizialmente anche divertente
- Poco giocabile
- Breve, troppo
- Modalità ridottissime
- Non si utilizzano Dastardly e Muttley
- Alla lunga annoia
- Minigiochi poco ispirati
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A cura di (Darkzibo) del
Chi non ricorda il famoso cartone animato Wacky Races: Le corse pazze? Prodotto da Hanna & Barbera all’inizio degli anni settanta, fu molto seguito anche successivamente a tal punto che ancora oggi è possibile rintracciarlo di tanto in tanto in TV. Si trattava, per chi non lo sapesse, di un cartoon che vedeva protagonisti undici curiosi piloti di auto che in ogni puntata si sfidavano in un gran premio nelle parti più disparate del mondo. Questa banda arriva ora anche su Nintendo DS con Wacky Races: La Corsa Più Pazza del Mondo , promettendo di sfruttare al meglio tutto il suo appeal e la console dal doppio schermo.

Medaglia, medaglia, medaglia
I personaggi presenti nel cartone erano undici e ognuno di essi aveva una propria peculiarità rappresentata anche dalla sua auto. Ricordiamo Penelope Pitstop, una bella donzella ed unico personaggio femminile del gruppo, i fratelli cavernicoli Slag, Peter Perfect, che già dal nome fa evincere il suo carattere da bullo, Clyde e la sua banda di gangster, il Barone rosso, Pat Pending l’inventore, il boscaiolo Rufus Ruffcut, Luke e il suo orso, Big e Little Gruesome con un'auto a forma di spettrale castello. Ultimi, ma non meno importanti perché forse erano i veri protagonisti del cartone animato, Dick Dastardly e Muttley, i cattivi che in tutte le maniere tentavano di danneggiare gli altri piloti allo scopo di vincere la gara. Anche nel gioco in analisi avranno questo ruolo; essi infatti non saranno dei personaggi giocabili, ma proveranno a farvi cadere nelle loro improbabili trappole mentre vestirete i panni di uno dei dieci piloti selezionabili. Il gameplay sfrutta le caratteristiche del Nintendo DS a partire dal controllo dell’auto. La corsa si svolgerà infatti sul touch screen e allo schermo superiore sarà data la funzione marginale di visualizzare la mappa della pista e l'indicatore dell' energia. Il pennino servirà proprio per indicare al vostro personaggio, munito della sua personale auto, il percorso da seguire. Lungo la strada troverete anche degli upgrade in grado di potenziare le prestazioni della vostra vettura come accelerazioni, danneggiamento degli avversari e possibilità di volo per evitare nemici e ostacoli. Il tutto, nell’ambito competitivo, si riduce a questo senza possibilità di fare altro se non attivare i bonus tramite la croce direzionale a destra o sinistra in base alla vostra mano principale. La parte più divertente è insomma riservata a Dick Dastardly e al fido (non molto) Muttley. Ogni volta che passerete il traguardo una simpatica scena tratta dal cartone vi introdurrà al loro prossimo tentativo di sabotaggio. In questi casi affronterete dei minigiochi nei quali sarete chiamati a impiegare il pennino sullo schermo tattile. Spostare le bombe al passaggio della vostra auto, schiacciare le ‘zanzare’ esplosive, riavvitare i bulloni manomessi dai due malandrini e tagliare le nuvole di fumo che impediscono la visibilità sono quasi tutti i problemi che dovrete risolvere. Purtroppo c’è da sottolineare che la gara, nel momento in cui subentrano questi mini games, subisce un brusco taglio: dopo aver sentito la voce del cronista annunciare l’arrivo di Dastardly e Muttley, comincerà la scena animata che interromperà la corsa principale. Sarebbe stato preferibile, anche per quanto riguarda il magro appagamento nella competizione che un utente può recepire da un titolo di tal fattura, inserire i minigiochi nel corso della gara. Alla fine del secondo giro ci sarà il rush finale verso il traguardo e qui dovrete soffiare energeticamente nel microfono e sfregare il pennino sullo schermo tattile, anche se non ci è dato recepire del tutto il significato che dovrebbe assumere questa accoppiata di sfruttamento ostentato delle opportunità offerte dalla console Nintendo. Nel caso doveste danneggiare gravemente l’auto non preoccupatevi. Tramite un mini gioco la ricomporrete afferrandone i pezzi con il pennino e reinserendoli nella sagoma in un simil – puzzle. Le modalità a vostra disposizione sono tre: "Rally troppo pazzo", "Corsa singola" e "Sfida trappole". Il primo comprende la modalità principale e vi permetterà di affrontare diversi tornei, ognuno composto da tre piste, nei quali dovrete classificarvi al primo posto per sbloccare il seguente. Sono disponibili sei trofei, anche se non impiegherete molto a completarli tutti in breve tempo. La "Corsa singola" vi vedrà impegnati nell’affrontare un percorso a scelta tra quelli sbloccati mentre la "Sfida trappole" consentirà a più giocatori, tramite la stessa console, di sfidarsi nei minigiochi risultanti dalle trappole di Dastardly e Muttley. L’eccessiva semplicità del titolo, una mancanza di effettivo multiplayer competitivo e le poche modalità di gioco, faranno sì che il gioco risenta di una longevità un po' troppo bassa.

Muttley, fa' qualcosa !
Per quanto riguarda la grafica, nonostante i buoni filmati tratti dal cartone animato, non avrete a che fare con nulla di esaltante. Le auto dei protagonisti sono ben caratterizzate e le texture provano a proporre un finto cel-shading dai colori molto spenti che richiamano le cromature viste nel cartoon originale della fine degli anni sessanta. La telecamera cambierà inquadratura in base al tipo di percorso che affronterete e potrà slittare automaticamente da una visuale a volo di uccello a una laterale. Purtroppo gli sfondi, anche se ricalcano al meglio quegli ambienti scarni tipici delle produzioni Hanna & Barbera, risultano troppo semplicistici e composti da sagome di vegetazione e rocce.
La colonna sonora è forse il comparto più gradevole dell’intero gioco. Tutta la gara sarà accompagnata dal commentatore che, come nel cartoon, esporrà qualche punto di vista su piloti e corsa. Anche i filmati sono doppiati egregiamente, ma non sono presenti le voci della produzione originale e questo a causa del fatto che Wacky Races ha ormai quarant’anni e non crediamo sia stato possibile recuperare i doppiatori originali (ricordiamo che la voce narrante di Wacky Races fu il grande Ferruccio Amendola). La colonna sonora è la medesima dell’originale e sarà possibile tornare ad immergersi nella tipica atmosfera anni settanta attraverso musiche tipiche di quel periodo.
Recensione Videogioco WACKY RACES: LA CORSA PIU' PAZZA DEL MONDO scritta da DARKZIBO Dopo un primo capitolo in grado di far immergere il giocatore nello spirito del cartoon, Wacky Races si rivela per quello che effettivamente è: un gioco povero di opportunità, che punta tutto sul nome che porta, ma non presenta spunti degni di particolare rilievo. Le semplici gare, i minigiochi poco ispirati e una grafica altalenante non riescono nell’intento di immergere nell'atmosfera del cartoon l’utente più esperto che, purtroppo, si trova realmente e indiscutibilmente deluso. Ci troviamo, insomma, di fronte a un titolo per bambini visto il grado di sfida troppo basso che il prodotto può garantire. Se siete appassionati di vecchia data della serie aggiungete pure un punto al globale, ma sappiate che forse dovreste rivolgere il vostro sguardo altrove. Un bel titolo sulle corse pazze uscì ormai otto anni fa su Dreamcast. Se riuscirete a recuperarlo, difficilmente rimpiangerete questo Wacky Races: La Corsa Più Pazza del Mondo.
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