Recensione di Top Spin 3

Copertina Videogioco Top Spin 3
  • Piattaforme:

     NDS
  • Genere:

     Sportivo
  • Sviluppatore:

     PAM Development
  • Distributore:

     Take Two
  • Lingua:

     Italiano
  • Giocatori:

     1-4
  • Data uscita:

     Disponibile dal 20 Giugno 2008
- Buon gameplay
- Svariati tennisti ufficiali
- Discreto numero di stadi
- Modalità molto classiche
- Lo Stilo non viene mai utilizzato
- Croce direzionale non sempre funzionale e precisa
- Solo 5 tennisti al di fuori di quelli su licenza
A cura di (Spetz) del
Su Nintendo DS i titoli dedicati allo sport non si sono mai distinti particolarmente e, dovendo far riferimento al parco di proposte dedicate al mondo del tennis, questo dato apparirà immediatamente ancor più chiaro. Dopo l’esperimento del secondo episodio, 2K porta anche Top Spin 3 sulla console portatile di Nintendo cercando di migliorarsi (forte dell’ottima qualità delle versioni apparse sulle console casalinghe), sia per quanto concerne il gameplay, sia per la componente grafica.

Gli assi del circuito anche su doppio schermo
La struttura del gioco è piuttosto classica quanto a modalità e loro suddivisione. Come di consueto è consentito scegliere tra la semplice partita veloce oppure il torneo, dove è possibile selezionare una delle quattordici location disponibili, tra cui spiccano gli Australian Open, il Roland Garros, gli US Open e, ovviamente, Wimbledon, l’immancabile Tempio del Tennis, in questo caso denominato ForthLM Open.
La modalità Carriera si dimostra di stampo tradizionale e consente di creare un personaggio personalizzato scegliendolo tra differenti etnie e tipologie di abbigliamento che includono anche accessori come il cappello, la fascia e la maglietta senza maniche divenuta ormai un tratto distintivo di Rafael Nadal. Una volta concluse queste operazioni, deciderete il paese d’origine del giocatore, lo stile di gioco e se abilitare o meno l’urlo tipico dei tennisti quando sono sotto sforzo. Una volta terminate tali operazioni si accede alla stagione vera propria che apparirà suddivisa in tre attività tra loro distinte. Seguendo l’icona dei tornei, si potrà visualizzare quello previsto per la settimana in corso, al quale potrete accedere qualora vengano soddisfatti i requisiti di classifica. La finestra Evento, invece, permette di compiere alcune attività specifiche legate al circuito o, in aternativa, di prendersi qualche giorno di relax per recuperare le forze mentali e fisiche spese sul campo. La fase di Training, infine, darà accesso ad una serie di minigiochi dalla difficoltà progressiva che potranno essere sbloccati solamente avanzando nel ranking mondiale. Dopo aver portato a compimento ciascun livello verranno sbloccate alcune stelle che saranno poi impiegate per incrementare le qualità del proprio tennista tra cui: l’efficacia dei colpi fondamentali, la forza, la capacità di angolare i propri attacchi e la rapidità negli spostamenti. Queste sfide sono accessibili anche individualmente dal menù iniziale di gioco e non si caratterizzano particolarmente per originalità. Esse annoverano attività classiche e ormai inflazionate come colpire dei cerchi disegnati sul terreno con il servizio o abbattere entro il tempo limite un determinato numero di bidoni disposti nella metà campo avversaria.
La lista dei tennisti su licenza è sostanzialmente analoga a quella disponibile nelle versioni per le console casalinghe, fatta eccezione per lo spagnolo Rafael Nadal (esclusiva PlayStation 3) e per i tennisti storici (Bjorn Borg, Boris Becker e Monica Seles), assenti in questa edizione portatile. Per il resto i protagonisti sono i medesimi con Roger Federer a guidare il gruppo maschile e l’ormai ritirata Justine Henin a capitanare le giovani ragazze del circuito WTA. A questi si aggiunge poi uno sparuto gruppo di personaggi fittizi che completano il quadro dei giocatori utilizzabili. Come nelle altre versioni del titolo, abbiamo notato qualche presenza riferita ad alcuni esponenti reali del mondo tennistico, come ad esempio il cinese Huang Ren che ricorda molto lo stile di gioco di Paradorn Srichapan, e Gabriella da Cruz che sembra una fotocopia, seppur sbiadita, della slanciata Venus Williams.
Ogni atleta, sebbene poco riconoscibile dall'aspetto, sul campo di gioco presenterà uno stile che riuscirà a rappresentarlo in modo dignitoso rispetto alla controparte reale.

Top Spin, slice o palla corta, l'importante è vincere il punto
La giocabilità si attesta su buoni livelli riprendendo la struttura che già ha decretato il successo di questo terzo capitolo nelle versioni in alta definizione. Anche in questo caso infatti la meccanica dei colpi non si basa sulla pressione dei tasti nel momento in cui si vuole impattare la palla, bensì sulla preparazione del colpo stesso tenendo premuto il relativo pulsante per poi rilasciarlo con il giusto tempismo. Tale sistema in questo caso si dimostra comunque meno efficace conferendo, di conseguenza, un taglio al prodotto più arcade. La dinamica di gioco permette svariate variazioni che vanno al di là della semplice alternanza dei colpi, tuttavia è raro vedere la pallina uscire dal campo anche nei casi in cui si forza particolarmente per guadagnare terreno sull’avversario.
I match si svolgono sullo schermo superiore mentre nel display sottostante sono indicati i punteggi della partita in corso, la velocità dell’ultimo servizio effettuato e una panoramica del campo sulla quale vengono illuminate di volta in volta le aree in cui rimbalza la pallina. Nel corso della partita si utilizzeranno due differenti barre di potenza: la prima consentirà un servizio più o meno potente, la seconda permetterà i Power Shots, ovvero colpi estremi molto rischiosi ma altrettanto efficaci se mantenuti all’interno del terreno di gioco. Per effettuarli sarà sufficiente combinare il tasto R al pulsante deputato ad impattare la palla: automaticamente comparirà una barra marrone sullo schermo e si dovrà cercare di raggiungere la parte alta, contrassegnata da una linea di demarcazione, per portare a termine con successo l’attacco. Nel caso si rilasci il pulsante in anticipo o si temporeggi eccessivamente nel completare l’esecuzione, il colpo non verrà eseguito in modo ottimale.
Un'altra caratteristica decisamente poco simulativa risiede nei frequenti tuffi in cui si cimentano i tennisti per recuperare in modo disperato alcuni attacchi avversari che, inevitabilmente, richiamano le acrobazie dello storico rivale Virtua Tennis.

Comparto Tecnico
Dal punto di vista poligonale non ci sono particolari miglioramenti rispetto al precedente capitolo, ma la fluidità di gioco è migliorata e rende l’azione più godibile e divertente. I modelli dei tennisti si rivelano essere piuttosto anonimi mentre le movenze paiono assomigliare sufficientemente a quelle delle controparti reali. Gli stadi non sono particolarmente caratterizzati e la variazione delle superfici rende comunque più appetibili le diverse location. Il comparto audio è abbastanza spoglio di varietà e mordente nelle tracce che faranno da sfondo ai vari menù di gioco, ma si riscatta parzialmente durante lo svolgimento dei match grazie anche ai rumori di sottofondo causati dagli spettatori.
Recensione Videogioco TOP SPIN 3 scritta da SPETZ Top Spin 3 si dimostra soddisfacente anche nella sua incarnazione portatile e si migliora rispetto al precedente capitolo sfoggiando un gameplay al contempo interessante e convincente (seppur non votato alla simulazione vera e propria). Risulta pertanto appetibile ad una larga fetta di pubblico. Non mancano numerosi difetti come la difficoltà nel gestire gli atleti per mezzo della croce direzionale (purtroppo poco precisa soprattutto quando gli scambi sono serrati ed avvengono repentini cambi di direzione) e la presenza di soli cinque tennisti non ufficiali a supportare quelli sotto licenza. Le modalità non si distinguono particolarmente, ma tutti gli elementi che compongono questo titolo sanno amalgamarsi a dovere per offrire un prodotto discreto che saprà divertire l’utenza, soprattutto in questo periodo dell’anno in cui le console portatili spopolano sotto l’ombrellone.
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