Recensione di Final Fantasy Tactics A2 Grimoire of the Rift

Copertina Videogioco Final Fantasy
  • Piattaforme:

     NDS
  • Genere:

     Gioco di ruolo
  • Data uscita:

     disponibile
- Comparti grafico e sonoro ok
- Longevo come pochi
- Una giocabilità robusta
- Molte volte frustrante
- Alcuni comandi basilari non sono stati implementati
- Storia non convincente
A cura di (Dr. Frank N Furter) del
Lo spin-off per eccellenza della saga di Final Fantasy è senza dubbio la serie Tactics. Ogni episodio uscito ha sempre riscosso un grosso successo di pubblico e critica facendo avvicinare molti videogiocatori ad un genere, quello degli strategici a turni orientali, poco conosciuto dagli utenti console. Il gioco che quest’oggi analizzeremo è proprio , un titolo impazientemente atteso dagli appassionati della casa dei chocobo. Questo nuovo capitolo sarà in grado di raccogliere sulle proprie spalle la pesante eredità dei suoi predecessori e portare la serie nella nuova dimensione offerta dal Nintendo DS?

Il libro fatato, un nuovo mondo da esplorare
L’inizio della storia è molto simile a quello visto nel capitolo su Gameboy Advance. Luso, un comune ragazzo, sta pensando a come saranno le sue imminenti vacanze estive, ma si ritrova in punizione per le troppe assenze da scuola. La pena a cui andrà incontro è rappresentata dall'aiutare il vecchio libraio a riordinare la biblioteca scolastica, un lavoro davvero noioso per il povero Luso. Prima ancora di cominciare, il protagonista si avvicina ad uno strano tomo che riporta degli interessanti simboli sulla copertina e nelle prime pagine. Il libro però sembra essere stato scritto solo in parte poiché il resto del volume è completamente bianco. Ad un tratto il vecchio documento chiede al protagonista il suo nome: Luso non ci pensa due volte e lo scrive. Nel momento in cui inserisce la sua firma il libro s’illumina e trasporta il ragazzo direttamente sul campo di battaglia dove Cid (il vostro primo amico nel mondo di Ivalice) vi inizierà all’arte della guerra. Dopo aver portato a termine il combattimento, assisterete al dialogo tra Luso e Cid durante il quale i due cercheranno di trovare una spiegazione all’avvenuto. Nonostante Luso rappresenti un mistero, Cid lo accoglie nel suo clan per cercare un modo affinché il protagonista possa tornare nel suo mondo.

Un sistema di gioco consolidato...
Chi ha giocato ad un precedente Final Fantasy Tactics troverà lo stesso identico sistema di combattimento anche in Grimoire of the Rift. Mappe in 2D con spostamento tramite griglia, combattimenti a turni e la possibilità di assegnare un “lavoro” alle unità a disposizione. Tutto quello che riguarda l’avventura e le sub-quest ruota attorno alla struttura del pub, dove potrete comprare le informazioni per affrontare una determinata battaglia. Il pub, inoltre, sarà un' importante fonte di informazioni per muovervi nel migliore dei modi all’interno di Ivalice. Per chi non lo sapesse, lo spostamento delle truppe avviene blocco per blocco, non si ha quindi una struttura libera ma schematica e allo stesso tempo molto semplice da assimilare. Affinché possiate vincere una battaglia dovrete soddisfare diversi requisiti. Il primo vi verrà mostrato all’inizio; nella stragrande maggioranza dei casi vi basterà spazzare via i nemici dal vostro cammino. In certe occassioni vi sarà richiesto invece di difendere il ponte dai mostri oppure di sconfiggere un avversario in particolare. Oltre all’obbiettivo principale, avrete a che fare con le leggi che regolano le battaglie. Affinché tutto si svolga regolarmente sarete fiancheggiati da un giudice che ad ogni scontro imporrà una legge. Quest’ultima potrà rientrare in svariate categorie come ad esempio: “la magia Fire è proibita” o “non si possono usare abilità che consumino MP” e via dicendo. Per fortuna la legge non rappresenta solo dei doveri ma anche diritti ed è per questo che prima di affrontare i nemici potrete scegliere un vantaggio (più potenza magica o fisica, una maggiore velocità e così via). Nel caso in cui trasgrediate la legge il giudice lascerà il campo di gioco togliendovi il beneficio scelto e, se un vostro commilitione cadrà in battaglia, vi sarà impossibile resuscitarlo; inoltre per rendere il tutto ancor più doloroso, non vi sarà assegnato il bonus di fine battaglia. A differenza del precedente Tactics visto su GBA la figura del Judge è sicuramente meno severa, rendendo il gioco più accessibile verso chi non è divoratore di Rpg strategici e risultando meno frustrante in generale. E’ anche vero che perdere i privilegi del giudice a volte è estremamente semplice poiché alcune leggi vengono interpretate troppo alla lettera e possono farvi sbagliare senza che ve ne accorgiate neppure. Un importante cambiamento è stato effettuato nell' experience system. In passato per ogni azione eravate compensati con degli exp e dei jp (job points). In Grimoire of the Rift i punti esperienza vengono assegnati a seconda dell’influenza che il personaggio ha avuto sulla battaglia, premiando chi ha ucciso più nemici o comunque si è reso utile allo scopo. Apprendere le abilità è abbastanza semplice: vi basterà combattere per guadagnare punti preziosi. Per vostra fortuna anche i personaggi “in panchina” riceveranno i punti lavoro, in questo modo non dovrete perdere ore ed ore solo per far apprendere abilità alle vostre unità secondarie.

Jobs, Loot, and Clans
Final Fantasy Tactics Advance 2 offre la bellezza di 56 lavori suddivisi tra le razze presenti in Ivalice. Ad esempio solo gli Hume possono diventare Soldati o solo le Viere possono divenire Elementalist. Da una parte è un sistema perfetto che permette un party variegato, dall’altra vi costringe ad utilizzare personaggi che altrimenti lascereste in panchina. Un altro importante elemento è il bottino che otterrete a fine battaglia. Quest’ultimo può essere rivenduto al Bazaar in modo da combinarlo con altri oggetti e ottenere nuove e potenti armi (o accessori) da equipaggiare. Ricevere gli ingredienti giusti per poter disporre di determinati oggetti può divenire lungo e laborioso, questo rende il gioco davvero frustrante perché potrebbero volerci ore ed ore prima di entrare in possesso di quello che desiderate.
Altra feature ereditata dal Tactics Advance è il Clan system. Sarete chiamati a gestire il vostro Clan e a curarlo in modo che diventi sempre più forte e arruoli nuovi membri. Il vostro Clan ha 4 voci principali: collaborazione, ambientamento, negoziazione e comprensione. Aumentare queste abilità renderà più forte il vostro gruppo alzando notevolmente la forza d’impatto delle vostre unità contro il nemico. Ci saranno inoltre delle quest specifiche per incrementare le suddette qualità.

Non è tutto oro quel che luccica
Grimoire of the Rift porta con se alcuni difetti soltanto in parte trascurabili. Ad esempio la sua ripida curva d’apprendimento potrebbe spaventare i più e rendere eccessivamente frustrante l’esperienza di gioco anche per i più temerari. Le battaglie, anche le più “semplici”, durano un po' troppo tempo e per questo vi ritroverete con 10 ore di gioco ancora all’inizio e questo non deve esser per forza visto come un aspetto positivo, anzi. Passerete molto del vostro tempo ad imparare abilità e sbloccare nuove classi ed andrete avanti con il plot principale in maniera davvero diluita perdendo così l’emozione di vivere un’avventura “alla Final Fantasy” e riducendo l’intero titolo ad un livel up continuo. I difetti purtroppo non terminano qui e, seppur minimi, bisogna segnalarli. Non potrete “zoommare” o ruotare la mappa, il che, in molte occasioni, sarà davvero scomodo vista l’abitudine delle unità di ammassarsi in un determinato punto. Come è accaduto in passato con un altro episodio di Final Fantasy, anche Grimoire of the Rift non è stato tradotto in italiano, ennesimo segnale di quanto il nostro paese sia considerato davvero poco da Square Enix.
Recensione Videogioco FINAL FANTASY TACTICS A2 GRIMOIRE OF THE RIFT scritta da DR. FRANK N FURTER Final Fantasy Tactics Advance 2 Grimoire of the Rift è un buon titolo, destinato principalmente ai fan della saga. Oltre alla buona giocabilità, il comparto sonoro di ottima fattura, la realizzazione grafica davvero curata ed alcune nuove idee, ci sono anche dei difetti pesanti come la mancata traduzione in italiano (l’inglese utilizzato è simile a quello del remake per PSP The Lions War, quindi non fruibile a tutti), alcune scelte sulla crescita dei personaggi davvero discutibili e una storia che non cattura l’attenzione come dovrebbe. In definitiva ci sentiamo di raccomandarlo a tutti quelli che amano gli Rpg strategici con tanti menù, abilità e quest secondarie (ben 400 per l’occasione). Gli altri videogiocatori potrebbero non digerire il mattone made in Square Enix.
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