Recensione di Dungeon Explorer: Warriors of Ancient Arts

Copertina Videogioco Dungeon Explorer
  • Piattaforme:

     NDS
  • Genere:

     Gioco di ruolo
  • Data uscita:

     febbraio USA
- Il fattore nostalgioco si sente...
- Ottimo utilizzo del doppio schermo
- Meccanica vecchio stile
- ...ma alla lunga si perde d'interesse
- Tecnicamente poco incisivo
- Gameplay poco vario
A cura di (Star Platinum) del
Il mondo dei giochi di ruolo è sempre stato contraddistinto dall'opposizione di due correnti di pensiero ben distinte: una di origine giapponese costituita da incontri casuali con nemici sparsi nella mappa di gioco e lunghi combattimenti a turni ed il suo opposto, di stampo occidentale, che ha sempre abbinato all'esplorazione di dungeon una forte presenza di combattimenti in stile action game, che in un certo senso rendevano ogni sessione di gioco dinamica e molto interessante.
Il titolo che probabilmente identifica più di ogni altro questa meccanica è il famoso Diablo per PC, ma gli sviluppatori della Hudson hanno cercato di realizzare un'esperienza di gioco che potesse essere almeno paragonabile a quella appena citata, realizzando per Nintendo DS un prodotto interessante, che andremo ora a conoscere meglio.

Un personaggio di classe
Come da tradizione dei più popolari esponenti del genere gdr, anche in Dungeon Explorer: Warriors of Ancient Arts la prima scelta da compiere una volta avviato il gioco consiste nel selezionare il proprio personaggio preferito scegliendo tra le tre classi disponibili. Sarà poi possibile distribuire dei punti abilità per variare le caratteristiche peculiari di cui esso dispone, seppur saranno già presenti delle differenze standard che ogni tipologia di personaggio possiede e che lo renderanno rispettivamente più abile nel combattimento corpo a corpo, nelle abilità magiche oppure mediamente equilibrato per entrambi i campi di specializzazione. Dopo aver compiuto queste semplici operazioni di routine, non avrete molto tempo per guardarvi intorno ma vi ritroverete immediatamente in un territorio molto ospitale ma decisamente bisognoso dei vostri servigi.
Confine, questo è il nome del piccolo villaggio da cui partiranno le vostre avventure, rappresenta una sorta di livello tutorial necessario per familiarizzare con le caratteristiche dei vari personaggi e intraprendere una sorta di allenamento entrando in un'apposita arena in cui avrete modo di prendere confidenza con le vostre abilità. Se invece ritenete di essere già sufficientemente in gamba da non aver bisogno di far pratica potrete (a vostro rischio e pericolo!) gettarvi nella mischia e avventurarvi nella zona forestica che circonda la cittadina, come da tradizione ricca di sorprese ben poco amichevoli.
La mappa inizialmente disponibile non rappresenta altro che una misera porzione di regno in confronto alla vastità di scenari che avrete modo di visitare proseguendo nell'avventura e che comprendono tutti gli stereotipi del genere fantasy quali ad esempio villaggi in cui fare il pieno di provviste e nuovi oggetti, sone montuose popolate da banditi, antiche rovine da visitare e soprattutto una dose massiccia degli immancabili dungeon, da perlustrare da cima a fondo alla ricerca di oggetti e tesori preziosi, ma facendo ben attenzione al "mostruoso" popolo che vive al loro interno e che costantemente sarà generato da un crudele quanto produttivo macchinario, almeno fino a che non deciderete di far piazza pulita distruggendo la fonte del male. La conformazione di queste ultime zone è molto intricata e basteranno poche distrazioni perchè possiate perdere il senso dell'orientamento e ritrovarvi in situazioni davvero pericolose. Il numero complessivo delle ambientazioni visitabili è comunque nell'ordine di circa una ventina ventina di territori, tutti ben inseriti all'interno di una mappa studiata nei minimi dettagli.

Il passato che ritorna
Prima di entrare nel dettaglio della meccanica di gioco, già nella descrizione iniziale è possibile scorgere il più grande difetto di questo titolo, ossia l'assoluta mancanza di elementi in grado di svecchiare dinamiche apparse ormai decisamente troppo vecchie per rivaleggiare con prodotti realizzati nell'ultimo periodo e indubbiamente superiori anche dal punto di vista tecnico. Ma facciamo un passo indietro e torniamo a concentrarci sul gameplay.
Come accennato in precedenza, una volta scelto di essere un guerriero, un mago o un ranger davvero molto poche saranno le novità a disposizione, soprattutto per coloro che hanno avuto modo almeno una volta di giocare ad un qualsiasi gioco di ruolo. Esplorare dungeon, combattere mostri e accumulare magie ed oggetti, saranno azioni che diventeranno presto ripetitive e quasi meccaniche se analizzate nel complesso di una struttura narrativa che non necessiterà più di una decina di ore circa per essere vissuta interamente, con un conseguente calo progressivo del coinvolgimento proprio a causa di uno sviluppo che per lunghi tratti è apparso davvero troppo stereotipato, se si esclude la presenza di qualche piccolissima variante quale ad esempio la possibilità di poter usufruire di una specie di robot come partner (da assemblare e modificare, una volta ottenute nuovi parti) e la presenza di una modalità multiplayer che per quanto possa essere giocata sia in wireless che grazie al supporto della WiFi Connection risulta molto simile a quella originale senza portare ad alcun reale miglioramento in termini di divertimento.

Un regno di pixel
Per migliorare la situazione sarebbe servita una realizzazione tecnica almeno discreta e invece anche in questo caso dobbiamo rilevare un lavoro davvero inferiore alle aspettative, che non riesce assolutamente ad esprimere le potenzialità di un titolo potenzialmente interessante ma allo stato finale deludente.
Parlando in termini di grafica, il gioco propone delle ambientazioni che sfruttano un discreto engine 3D ma che risultano in netto contrasto con dei personaggi davvero inguardabili a causa dei modelli (bidimensionali!) davvero poveri di dettagli ed animati in maniera approssimativa. Pregevole la palette grafica utilizzata, ma decisamente insufficienti gli effetti grafici implementati che, soprattutto per quanto riguarda le magie, appaiono molto sottotono e non riescono ad aumentare il senso di coinvolgimento verso l'avventura.
Stesso discorso per il comparto sonoro, con brani ed effetti sonori a volte addirittura gracchianti e ben lontani dal rappresentare una qualità accettabile. Peccato perchè proprio nelle musiche un gioco di ruolo solitamente riesce a rendersi affascinante e a distinguersi dalla massa.
Il gameplay come descritto in precedenza, non è da disprezzare perchè afflitto da gravi difetti in termini di programmazione, ma risulta in breve tempo piatto e poco innovativo, irrimediabilmente ancorato a un concept datato. Tutto ciò, nonostante una discreta longevità e l'enorme campionario di creature ed oggetti che è possibile incontrare lungo il cammino, limita fortemente la qualità complessiva del gioco, attestandolo ad un livello di sufficienza ma senza mai convincere pienamente. Non è di questi titoli che il Nintendo DS ha bisogno, ma se proprio vi interessa fateci comunque un pensierino, seppur con le riserve descritte.
Recensione Videogioco DUNGEON EXPLORER: WARRIORS OF ANCIENT ARTS scritta da STAR PLATINUM Dungeon Explorer: Warriors of Ancient Arts fallisce nel tentativo di portare sul doppio schermo del Nintendo DS un gioco di ruolo vecchio stile. A livello di idee e contenuti il lavoro svolto dai programmatori è fin troppo positivo, ma tutto ciò si scontra con una realizzazione tecnica decisamente datata e occasionalmente molto al di sotto della sufficienza, soprattutto per quel che riguarda il comparto sonoro. L'ottima struttura narrativa e le funzionalità multiplayer messe a dispiosizione del giocatore sono fortemente limitate da un gameplay visto ormai centinaia di volte e decisamente povero a livello di varietà. Nel 2008 non è di questi titoli che ha bisogno la piccola console di casa Nintendo eppure puntualmente si ripresenta il solito prodotto pronto ad illudere senza però poi convincere alla resa dei conti. Tirando le somme resta delusione per un progetto davvero mal sfruttato, che nonostante sia comunque globalmente sufficiente non potrà certo aspirare a traguardi maggiori. Consigliato solo per i veri appassionati del genere, tutti gli altri possono tranquillamente ignorarlo senza rimpianti.
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