Recensione di Dragon Quest Monsters: Joker

Copertina Videogioco Dragon Quest Mo
  • Piattaforme:

     NDS
  • Genere:

     Gioco di ruolo
  • Sviluppatore:

     Square-Enix
  • Distributore:

     Halifax
  • Lingua:

     Italiano
  • Giocatori:

     1-2
  • Data uscita:

     Disponibile
- Il character design di Akira Toriyama è splendido
- Gameplay profondo
- Longevità molto elevata
- Ottimo supporto alla WiFi Connection
- Ambientazioni sottotono rispetto ai personaggi
- Musiche nella media
A cura di (Star Platinum) del
Dalle idee più semplici spesso si sviluppano i progetti più interessanti. Partendo da questo principio e ispirandosi non poco alla famosa saga dei Pokémon che da anni imperversa sulle piccole console di casa Nintendo, il colosso giapponese Square Enix ha deciso di regalare a tutti i possessori di Nintendo DS una nuova ed incredibile esperienza di gioco, che, per quanto parta fondamentalmente da un concetto molto elementare, in breve tempo prenderà forma fino a divenire il fulcro di uno dei prodotti più divertenti che ci è capitato di provare negli ultimi tempi. Senza perderci troppo in noiosi preamboli, vediamo di capire meglio di che cosa si tratta.

Anime design a Go Go!
La saga principale di Dragon Quest ha origini molto antiche, ma lo spin-off che tratteremo in questa sede non è da meno in termini di popolarità e qualità generale. Avviando il gioco per la prima volta sarete subito catapultati all’interno di un mondo magico e affascinante, ottimamente realizzato seguendo il particolare e indistinguibile stile del noto autore Akira Toriyama, conosciuto soprattutto per la popolare serie di Dragon Ball. La derivazione artistica dell’opera si dirama quindi attraverso un’esperienza che prima di ogni altra cosa riesce a imporsi dal punto di vista visivo, attraverso un impatto che difficilmente non potrà appassionarvi, facendovi “affezionare” al simpatico protagonista di cui prenderete il controllo una volta accesa la console. Ma di che cosa tratta esattamente questo Dragon Quest Monsters: Joker? A voler essere molto riduttivi non sarebbe nemmeno inesatto definirlo come una sorta di Pokémon legato ad altre ambientazioni e tematiche, a conti fatti però la struttura presenta ben più di una diversità che è opportuno descrivere partendo dalla struttura narrativa che farà da sfondo alle vostre avventure.
Il gioco vi metterà nei panni di Joker, un aspirante cacciatore di mostri, che dopo aver appreso alcune inaspettate rivelazioni sul proprio padre e i fondamentali del “reclutamento”, dovrà spostarsi all’interno di numerose ambientazioni nel tentativo di ottenere tutti i mostri di cui questo bizzarro mondo si compone (oltre duecento creature differenti), scontrandosi di tanto in tanto con personaggi che cercheranno in tutti i modi di mettervi i bastoni tra le ruote, impedendovi di divenire il miglior cacciatore in circolazione. Come se ciò non bastasse, lungo il cammino sarete preso a conoscenza di una malvagia organizzazione anch’essa in cerca di mostri da collezionare. Fin qui apparentemente nulla di strano rispetto a quanto avviene solitamente nei giochi ispirati ai Pokémon, ma è proprio a questo punto che la struttura prenderà forma più complessa, permettendovi di entrare a contatto con un gameplay decisamente più elaborato rispetto a quanto si potrebbe immaginare.

Preda o cacciatore?
Le doti che sarà necessario sviluppare nel corso del gioco, non consisteranno solamente nel modo più efficace per catturare i mostri, in quanto un approccio troppo leggero potrebbe trasformarvi in breve tempo da cacciatori a prede poiché le numerose creature sparse per le diverse ambientazioni non se ne staranno calme e tranquille ma cercheranno di aggredirvi quando meno ve l’aspettate, attraverso una dinamica che ricorda profondamente quanto accade solitamente con gli incontri casuali presenti nei classici gdr di derivazione nipponica. Solo una volta che avrete sconfitto e catturato un esemplare potrete portarlo con voi ed entreranno in gioco possibilità molto interessanti. Premesso che la storia di fondo non rappresenta che un ideale anello di collegamento con la struttura portante, costituita da caccia, addestramento e combattimenti, differenti saranno le condizioni in cui vi ritroverete ad operare, in quanto non tutti i mostri saranno facili da scoprire e anche il fattore tempo (rappresentato dal passaggio dal giorno alla notte) rivestirà un ruolo fondamentale per riuscire a entrare in possesso delle creature più forti e per la pericolosità degli scontri che potrebbe capitarvi di fare durante le vostre avventure per le terre di Green Bay.
Quando avvisterete un gruppo di mostri (si presenteranno sempre in tre alla volta) noterete quanto essi non siano sprovveduti a livello di attacchi, caratteristica che si rivelerà in modo più chiaro nel corso del gioco e che di fatto porrà ogni confronto non tanto come una semplice caccia, ma allo stesso piano di un vero e proprio duello alla pari, in cui ogni sfidante potrà far uso di abilità, armi, oggetti e magie come nella miglior tradizione dei giochi fantasy. Tutto ciò accresce notevolmente il livello di strategia dei combattimenti, in quanto le possibilità di crescita e personalizzazione delle varie creature appaiono molto elevate e scandite da tutta una serie di passaggi intermedi quali ad esempio l’aumento del livello d’esperienza e relative caratteristiche personali, fino all’arrivare alla possibilità di generare (in combinazione con un’altra creatura) un esemplare “progettato” per utilizzare al meglio le caratteristiche dei donatori e ottenere così un mostro migliore e più forte rispetto a coloro che ne avranno dato origine.
Il tutto è scandito da un sistema di controllo semplice e funzionale, che attraverso lo stylus vi permette d’interagire con le creature attraverso diversi tipi di azioni e tecniche, oltre ai numerosi comandi necessari alla cattura e alla personalizzazione delle stesse in qualsiasi istante. Senza dimenticare la possibilità di sapere sempre dove vi state trovando, grazie alle ben rappresentate mappe di gioco.

Sfida all’ultimo mostro
Nonostante una trama interessante, ma funzionale unicamente alla ricerca e cattura dei mostri, i numerosi elementi di personalizzazione accrescono in modo esponenziale il grado di coinvolgimento, che diverrà progressivamente più elevato non appena le creature in vostro possesso inizieranno a salire di livello, migliorandosi e acquisendo nuove abilità. Ottenere tutti gli oltre duecento mostri esistenti si rivelerà presto un’impresa parecchio lunga, ma mai noiosa in quanto le creature si differenziano notevolmente l’una dall’altra a livello estetico e per quanto riguarda le dinamiche di attacco e mosse a disposizione, contribuendo a mantenere la longevità dell’avventura in singolo attorno alle venti ore di gioco effettivo, che per un prodotto degli ultimi tempi è un periodo di tempo decisamente sopra la media. Se pensate però che il tutto potrebbe comunque stancarvi a lungo andare, in vostro soccorso arriva la modalità online che attraverso il servizio offerto dalla permette di confrontarsi con altri giocatori, attraverso sfide che decreteranno poi il migliore e le modalità a disposizione sono battaglia normale, torneo a eliminazione e scontri casuali. A queste possibilità si aggiunge anche lo scambio di mostri, utile per accrescere il proprio gruppo con nuove creature.
La realizzazione tecnica attinge a piene mani dalla storia di Dragon Quest. Il comparto grafico è di pregevole fattura e presenta un enorme schiera di personaggi molto colorati e raffinati nello stile da uno dei migliori cell shading in circolazione, senza parlare del character design ottimamente riprodotto e accattivante. Meno appariscenti appaiono invece le ambientazioni, solitamente abbastanza spoglie e non particolare sotto il profilo dell’originalità. Il motore poligonale del gioco è comunque solido ed esente da incertezze di sorta.
Ben ispirato il sonoro, con musiche di buona qualità anche se non particolarmente curate in quanto a varietà, nella media invece gli effetti sonori.
La giocabilità, beneficiando di un gameplay ben supportato da elementi interessanti e incrementata dalle ricche possibilità di personalizzazione che spingono questo titolo decisamente verso il genere gdr più classico, non può che uscirne a testa alta, soprattutto grazie al fatto che la parte più bella del gioco non risiede tanto nel collezionare creature ma durante i processi di fusione e nelle infinite conseguenze che questi trasmettono ad ogni successo ottenuto. Il giocatore si ritrova quindi immerso in un’esperienza divertente, che a lungo andare rischia però di provocare assuefazione, come tutti i prodotti destinati al successo.
Recensione Videogioco DRAGON QUEST MONSTERS: JOKER scritta da STAR PLATINUM Dragon Quest Monsters: Joker può considerarsi come un gioco di ruolo atipico pur potendo contare su numerosi elementi classici. Le ragioni di questa definizione stanno in un gameplay che, ispirandosi fortemente alla serie Pokémon, prende in prestito alcune idee ampliandole grazie ad un contesto più ampio in grado di offrire numerose possibilità di esplorazione e personalizzazione delle creature, oltre che modalità di gioco online. A livello tecnico questa produzione Square Enix affascina grazie ad una grafica pregevole e curata, con animazioni convincenti e un design di tutto rispetto. La longevità è supportata da numerose ore di azione senza dimenticare una buona dose di strategie e profondità che non pare mostrare limiti se non per chi non è appassionato di giochi di ruolo. Consigliato a tutti, ma non aspettatevi una struttura narrativa degna delle produzioni maggiori.
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