Recensione di Sea Monsters

Copertina Videogioco Sea Monsters
  • Piattaforme:

     NDS
  • Genere:

     Avventura
  • Sviluppatore:

     Zoo
  • Distributore:

     Blue Label
  • Lingua:

     Italiano
  • Giocatori:

     1
  • Data uscita:

     disponibile
- Notizie interessanti sui fossili - Tecnicamente insufficiente
- Sistema di controllo confusionario
- Perdervi nei fondali marini è frustrante
- Ambienti di gioco tutti uguali
A cura di (Dr. Frank N Furter) del
Con immensa gioia la DSI (Destination Software Inc.) ci regala l’ennesima “perla” videoludica per il nostro amato Nintendo DS. Sea Monsters è un altro esempio di mediocrità, di come un gioco non deve essere sviluppato. Partendo dall’idea di base (un titolo a scopo educativo per i più piccoli) si arriva al prodotto finale, un’accozzaglia di elementi mal sfruttati che rendono l’esperienza videoludica quanto mai agghiacciante.

In fondo al mar…
Il titolo descritto nella nostra recensione è basato su un interessante documentario in CG realizzato dalla National Geographic. Peccato che da un lavoro ben realizzato ne nasca uno di infima qualità.
Nel gioco avrete il controllo di ben sei animali preistorici. All’inizio disporrete di un solo esemplare e poi, man mano che andrete avanti nell’avventura, sbloccherete i restanti cinque. Cosa vi aspetta nelle profondità marine? Il vostro scopo sarà sopravvivere alle avversità della natura selvaggia di migliaia di anni fa. A seconda della bestia che controllerete sarete una “preda” oppure un “predatore”. La differenza tra le due è la diversa disposizione delle icone sul touch screen dove, nel caso della preda, sarete in grado di fuggire più velocemente; quando caccerete, invece, dovrete essere abili nel catturare il vostro cibo. Questo è l’unico sostanziale cambiamento tra le due classi poiché, nonostante i predatori siano di norma più resistenti, moriranno dopo aver subito un paio di colpi, come nel caso delle prede. Risulta molto avvilente vedere il proprio dinosauro risalire verso la superficie lentamente, oramai inerme.
Ogni creatura ha degli attributi raffigurati da barre poste sul touch screen: livello di ossigeno (recuperabile tornando in superficie), la stamina (anch’essa legata all’emersione dall’acqua, quindi strettamente legata all’ossigeno) e, infine, il livello di fame che, come avrete già capito, va soddisfatto cacciando le altre creature marine. Stando attenti a non perdere mai di vista questi tre parametri non rischierete mai di morire, ma oltre a questo non c’è molto da fare nel gioco.
Per aggiungere varietà al titolo, ogni dinosauro ha una caratteristica peculiare che lo rende capace di raggiungere luoghi altrimenti inaccessibili. C’è chi possiede l’abilità di spiccare un salto fuori dall’acqua, chi riesce a distruggere le rocce, oppure muoversi in maniera furtiva e così via, fino a quando non avrete sbloccato tutte le sei bestie del gioco, in modo da poterlo terminare. Per ottenere il controllo degli altri dinosauri dovrete impegnarvi nella ricerca dei loro fossili così che, una volta ricomposto lo scheletro dell'estinto, sarete in grado di utilizzarlo nell’avventura.

Un fossile per amico
Scoprire fossili è la base del gioco. Non solo questi vi daranno la possibilità di controllare altre creature ma sbloccheranno anche nuove aree da esplorare. Come e dove trovarli è presto detto. Una parte di essi è rinvenibile tramite l’esplorazione dei fondali marini, mentre i restanti saranno il premio per aver superato le “sfide” che affronterete. Queste gare sono disponibili non appena raggiungerete un portale (in mezzo all’oceano): quest’ultimo vi trasporterà in un’area speciale nella quale dovrete guadagnarvi la vittoria divorando uno specifico numero di pesci. La facilità di queste prove è incredibile visto che non c’è un limite di tempo e nessun nemico pronto ad azzannarvi.
Dopo aver sudato le proverbiali sette camicie per ottenere un fossile penserete che sia facile sopravvivere nelle profondità oceaniche. Purtroppo per voi non è così. Vi portiamo un esempio; quando cercherete di scendere in profondità per cacciare o prendere un fossile non supererete la soglia dei cinquanta piedi sott’acqua. Immediatamente comparirà sullo schermo la scritta “deep water” e subito dopo le vostre barre dell’ossigeno e stamina coleranno a picco ad una velocità incredibile, costringendovi a risalire verso la superficie il più rapidamente possibile.
Risulta evidente che questo inconveniente vada ad inficiare notevolmente la giocabilità del titolo proprio nella sua caratteristica principale, ovvero l’esplorazione del mondo sottomarino. Sembra quasi una punizione per chi volesse osare troppo. Avendo ammirato più volte le creature preistoriche che popolavano gli abissi migliaia d’anni fa, una limitazione così marcata del sottofondo oceanico appare più come un difetto di programmazione, come una mozzatura dovuta alle limitatezze del lavoro degli sviluppatori. Questi animali enormi erano più che abituati a discendere in profondità e pensare che qualche metro in più li avrebbe uccisi nel giro di dieci secondi, come accade nel gioco, è ridicolo.

Comparto Tecnico
Sea Monsters mostra il peggio di sé proprio nella sua veste grafica. L’ambiente circostante è sempre lo stesso, le variazioni dei fondali sono minime, spesso impercettibili. Le texture sono tutte identiche, i riflessi del sole sulla superficie del mare sono inesistenti e, più di una volta, non capirete se vi siete effettivamente spostati in un’area diversa da quella precedente. I modelli poligonali dei dinosauri sono curati maggiormente rispetto all’ambiente di gioco ma non aspettatevi dei miracoli tecnici.
Confusionario è anche il sistema di controllo. Tramite il pennino sul Touch Screen darete una direzione al vostro bestione acquatico e allo stesso tempo con il d-pad vi muoverete verso l'obiettivo. Peccato che questa combinazione risulti spesso frustrante e poco pratica, aggiungeteci l’estrema lentezza delle creature a schermo e avrete un’esperienza di gioco davvero infelice. Sullo schermo inferiore è presente anche un radar la cui unica funzione è mostrarvi la posizione dei nemici e delle prede; nonostante disponiate di queste informazioni importanti vi sarà difficile capire esattamente dove vi troviate e qual è la direzione in cui si stanno muovendo gli altri. L’unico pregio del sistema di controllo si mostra durante la caccia. Tramite la pressione del tasto L aggancerete la vostra preda, fatto ciò basterà toccare due volte il Touch Screen per attaccare il nemico.
Il comparto audio è quanto mai scarno e privo di vitalità, gli effetti sonori sono sporadici e mal curati.
Un piccolo punto a favore va dato per le interessanti informazioni che si possono ricavare esaminando i fossili ottenuti.
Recensione Videogioco SEA MONSTERS scritta da DR. FRANK N FURTER Sea Monsters è un altro mediocre titolo sviluppato da una software house, la DSI, che dovrebbe guardare più alla qualità dei suoi giochi che alla quantità che riesce a distribuire. Il gioco in questione è pieno di difetti, riscontrabili non appena lo si avvia. Tecnicamente insufficiente, povero di idee ed estremamente noioso, Sea Monsters può tranquillamente rimanere sullo scaffale del negozio. Sconsigliato a tutti, soprattutto ai genitori, i quali potrebbero pensare ad un prodotto educativo per i loro bambini.
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