Recensione di Final Fantasy XII: Revenant Wings
NDS

Copertina Videogioco Final Fantasy
  • Genere:

     Gioco di ruolo
  • Sviluppatore:

     Square-Enix
  • Giocatori:

     1
  • Data uscita:

     disponibile
8.0
Voto lettori:
8.9
- Grafica e sonoro ottimi
- Sistema di combattimento divertente...
- Longevo come ogni Final Fantasy
- Uno spin-off realizzato come si deve
-... ma migliorabile in diversi punti
- Difficile gestione delle singole unità
A cura di Marco Pellini (Dr. Frank N Furter) del
Final Fantasy XII è stato uno dei migliori GDR usciti negli ultimi due anni. Non ci stupisce che la Square Enix abbia voluto creare uno spin-off dedicato all’ultimo capitolo della saga madre, considerata anche la mole non indifferente di giochi che la stessa software house nipponica sta sfornando per il portatile Nintendo. Vista l’esperienza negativa avuta con Final Fantasy X-2, molti di voi staranno rabbrividendo all’idea di assistere alla rovina dei vostri personaggi preferiti. Per fortuna di tutti noi, questa volta il prodotto finale è tutt’altro che scadente, anzi possiamo dire con sicurezza che questo Revenant Wings è una piacevole sorpresa.

Vaan e Penelo Aviopirati
La storia inizia con Vaan, Penelo, Balthier e Fran alla ricerca di tesori nascosti all’interno di misteriose rovine. Proprio in questo antico luogo i nostri eroi trovano un oggetto molto particolare, chiamato il Tesoro di Galbados. Questa pietra è in grado di evocare, attraverso dei portali, gli “Esper”, ossia creature che andranno a costituire il vostro party durante le battaglie. Una volta fuggiti dal tempio e tornati a Rabanastre, facciamo la conoscenza di nuovi personaggi del mondo di Final Fantasy XII, ovvero Kyte, Tomaj e Philo. Durante una tranquilla giornata nei sobborghi della città, Vaan avvisa i suoi amici che una aeronave proveniente da molto lontano è atterrata a Rabanastre. La curiosità dei ragazzi è enorme cosicché decidono di andare a vedere di cosa si tratta. Una volta arrivati a bordo della aeronave i nostri protagonisti incontrano un personaggio già affrontato nel passato (non vi vogliamo rovinare la sorpresa dicendovi chi è). Dopo essersi liberati del nemico, Vaan attiva il motore della nave che parte da sola verso il suo luogo di provenienza. Scopriamo quindi che sopra i cieli di Ivalice c’è un continente chiamato Lemures. Ci fermiamo qui con la trama per non anticiparvi troppi elementi della narrazione. Vogliamo sottolineare il fatto che non sia necessario conoscere per forza la storia raccontata in Final Fantasy XII; è vero che ci sono molti personaggi e luoghi ripresi dal passato ma, nonostante tutto, il titolo è slegato in maniera decisa dal suo predecessore.

Alla guerra!
Revenant Wings è un RTS (ovvero uno strategico in tempo reale) basato su delle missioni che il gruppo deve affrontare per proseguire con la storia o risolvere le molte sub-quest presenti. La struttura di gioco è costruita attorno ai “Leader” e agli “Esper”. Ogni capo, in base al suo livello e alla sua capacità, può comandare un certo numero di creature. Per impartire i comandi si usa sempre lo stilo di Nintendo DS; lo schermo inferiore mostra la battaglia in corso mentre quello superiore ci fornisce informazioni dettagliate su quello che succede, oltre a rappresentare la mappa del luogo dove sono segnate le locazioni di tesori, cristalli del comando, i portali per le evocazioni e le piante da frutto per ripristinare la salute dei Leader. Come scritto in precedenza, il pennino è alla base per istruire le truppe. Potete selezionare anche una singola unità per volta, dandole dei comandi precisi. Peccato che risulti molto difficoltoso, vista la confusione che si genera durante i combattimenti. Molte volte vi capiterà di selezionare un personaggio diverso da quello che avevate in mente. In vostro soccorso ci sono delle icone raffiguranti i Leader: toccandole potrete dare i comandi esclusivamente a quelle unità. Una semplificazione che aiuta meglio a gestire la situazione. Tutti i personaggi principali possono salire di livello, imparare nuove abilità ed equipaggiarsi con tre oggetti: arma, armatura e accessorio. Quest’ultimi a volte possono fornire capacità utilizzabili per tutto il gruppo, come per esempio, un aumento della velocità delle truppe. Il tanto amato/odiato sistema dei Gambit di Final Fantasy XII è presente anche qui, ma stavolta in maniera molto semplificata. Potrete assegnare una sola abilità per personaggio e, ogni volta che verrà utilizzata, avrà bisogno di un tempo di ricarica per essere di nuovo disponibile. Durante gli scontri ci saranno sicuramente delle perdite. Affinché possiate rimpiazzare i caduti, dovrete conquistare un Portale dell’Evocazione. Una volta fatto vostro, basterà selezionarlo con lo stilo e scegliere quale Esper, tra i cinque disponibili, volete evocare e a chi assegnarlo. Ovviamente tutto il procedimento richiede un po’ di tempo; è buona norma giocare d’anticipo e controllare sempre il numero di unità presenti così da correre ai ripari rapidamente. Tutti gli Esper hanno abilità specifiche e debolezze, in più si possono dividere in tre classi di appartenenza: Aerei, Mischia e Combattimento a distanza. Queste tre qualità sono collegate tra loro tramite una sorta di “morra cinese”. Mischia batte il Combattimento a distanza, che a sua volta sconfigge le unità Aeree e così via. All’inizio di ogni battaglia avrete modo di decidere quali Esper saranno utilizzabili; potrete selezionare fino a cinque creature diverse. Questa è una scelta molto delicata poiché vanno prese in considerazione le unità avversarie, le loro caratteristiche per poi agire di conseguenza. Vincere o perdere è una questione di mosse azzeccate e di pianificazione della guerra.
Altro aspetto veramente interessante è legato al creare dei “patti” con gli Esper. Tramite la “Ruota dei Patti” (molto simile alla sferografia di Final Fantasy X), stringerete alleanze con nuove creature. La ruota è divisa in quattro settori, ognuno dei quali ha una particolarità elementale (fuoco, ghiaccio, terra…). Le sfere, ogni volta che vengono riempite, sbloccano altre creature da ottenere, fino ad arrivare a poter evocare gli Esper visti in Final Fantasy XII (Belias e compagni per intenderci).

Comparto Tecnico
Questa volta la Square si è veramente data da fare. Esteticamente questo spin-off è una gioia per gli occhi, soprattutto quando ci sono i filmati in CG, i migliori fino ad ora su Nintendo DS. Le ambientazioni, la mappa del mondo e tutto quello che gira attorno ai protagonisti è realizzato in un ottimo 3D, mentre i personaggi sono in 2D. Gli sprite hanno molte animazioni, rendendo bene, in ogni situazione, quello che provano i nostri eroi.
La colonna sonora è presa direttamente dalla controparte per PS2, probabilmente la migliore ascoltata sul due schermi Nintendo. Il sistema di combattimento è ben realizzato, peccato risulti un po’ troppo lento. Non sarà difficile portare a termine il gioco, visto il livello di difficoltà non eccessivo; nonostante ciò la longevità non ne risente poiché ci sono tantissime sub-quest da poter affrontare.
Recensione Videogioco FINAL FANTASY XII: REVENANT WINGS scritta da DR. FRANK N FURTER In definitiva Final Fantasy Revenant Wings è un ottimo titolo, che spazza via la brutta pubblicità in termini di spin-off che la Square si è guadagnata in passato. Realizzazione tecnica di prim’ordine e sistema di combattimento divertente, anche se migliorabile, rendono questo titolo una vera chicca per gli appassionati della saga. Tuttavia, chi ha sempre giocato con strategici in tempo reale su PC, potrebbe non digerire la semplificazione delle battaglie e la loro eccessiva lentezza.
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