Recensione di Betty Boop Double Shift

- Betty Boop è sempre sexy
- Tecnicamente insufficiente
- Longevità ridotta ai minimi termini
- La brutta copia di Dinner Dash
A cura di (Dr. Frank N Furter) del
Betty Boop nasce negli anni ’30, come personaggio dei cartoni animati. Ideata dai fratelli Fleischer, la nostra protagonista si fa subito notare per la sua sensualità e per la sua simpatia. Purtroppo, a causa della censura americana, la povera Betty fu costretta prima a diventare una casalinga disperata e in seguito, nel 1939, la sua carriera terminò. Dopo ben 70 anni, il mito di questa ragazza alla moda degli anni trenta, è ancora molto forte, tanto da dedicarle un gioco per Nintendo DS.


La via del successo
Betty è stanca di vivere nella piccola cittadina dove si trova, vuole sfondare nel mondo dello spettacolo, ma per farlo le serve molto denaro. Arriva in suo aiuto il vecchio Grumpy, proprietario di un locale di musica jazz, il quale offre alla nostra Betty un lavoro come cameriera. Chi ha già provato Dinner Dash può immaginare come si articola la struttura di gioco di Double Shift. Il vostro compito sarà appunto di servire i clienti del locale. Non appena vedrete alzare le mani di una delle coppie sedute ai tavoli, potrete prendere i loro ordini. Le “pietanze” disponibili sono solamente tre: una caramella, dei drink e una canzone. La povertà di scelta del menù è alquanto imbarazzante; l’unica variante riguarda la musica, essa cambia in base alla composizione della band del locale. All’inizio ci sarà solo il pianoforte e in seguito si aggiungeranno un contrabbasso e una tromba. Ad ogni nuovo strumento sarà assegnato un colore specifico. Mentre servite dovrete fare attenzione alle richieste della clientela. Per esempio, vi potrebbe capitare un’ordinazione di milkshake rossi e verdi: state attenti a chi li darete rispettando la colorazione dei tavolini che deve essere la stessa delle bevande. Un grosso difetto che affligge la struttura del gioco riguarda la musica all’interno del locale. Le canzoni fanno parte del menù, quando ve ne verrà chiesta una, vi basterà dirigervi verso i musicanti e selezionare la nota del colore ordinata dal cliente. Fino a quando il gruppo musicale non termina il pezzo non potrete cambiarlo, questo significa che non avrete modo di soddisfare più richieste musicali alla volta, facendo arrabbiare i consumatori e spingendoli ad andarsene. Per fortuna correrà in vostro aiuto una sorta di “super bacio”, che Betty potrà dare agl’avventori più infuriati. Come elemento aggiuntivo alla sua carriera di barista, la nostra protagonista alla fine di ogni livello dovrà cimentarsi in una esibizione di ballo e canto. Il minigioco ideato per l’occasione è di una facilità inaudita, vi sarà impossibile sbagliare. In sostanza, nello schermo inferiore compariranno cinque note musicali diverse, in quello superiore avrete un pentagramma dove ce ne sono posizionate altre cinque. Sotto di esse scorrerà una pallina rossa che vi indicherà quando premere la nota indicata in alto. Probabilmente gli sviluppatori non sanno cosa significhi la parola “ritmo”, poiché questo minigame ne è completamente privo: un’aggiunta di scarso valore tecnico.

Comparto Tecnico
Graficamente parlando il gioco non risulta particolarmente sgradevole anche se il livello generale resta comunque scarso. Le animazioni dei clienti sono veramente misere e questo vi metterà in difficoltà, visto che dovrete decifrare se sono felici o meno da delle movenze molto simili tra loro. Il sistema di controllo è affidato completamente allo stilo, sia il movimento di Betty sia, ovviamente, il toccare le icone per prendere gli ordini. La ripetitività delle azioni è disarmante, già dal secondo livello in poi farete sempre le solite cose: l’unico elemento che subisce una mutazione è il numero di tavoli da servire.
Recensione Videogioco BETTY BOOP DOUBLE SHIFT scritta da DR. FRANK N FURTER Betty Boop Double Shift è solo un tentativo, peraltro malriuscito, di sfruttare un brand molto famoso. Tecnicamente non raggiunge la sufficienza in nessun ambito, per non parlare di un gameplay noioso sin dall’inizio a causa dell’estrema ripetitività delle azioni da compiere.
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