Recensione di Sight Training

Copertina Videogioco Sight
  • Piattaforme:

     NDS
  • Genere:

     Simulazione
  • Sviluppatore:

     Bandai Namco
  • Distributore:

     Nintendo
  • Lingua:

     Italiana
  • Giocatori:

     1
  • Data uscita:

     disponibile
- Allena e rilassa gli occhi
- Sviluppa le capacità visive
- Esercizi poco ispirati
- Poca rigiocabilità
A cura di (Darkzibo) del
Me lo ricordo ancora, stavo facendo la visita medica alle scuole elementari e, al momento della visita oculistica, non riuscivo a focalizzare al meglio le lettere e i numeri. Da quel giorno dovetti iniziare a convivere con un paio di lenti davanti agli occhi che tutt’ora porto, visto che mi fu trovata una forma piuttosto elevata di astigmatismo. Dopo aver consultato diversi oculisti, arrivai da due dottori di Milano che mi diedero un libro scritto da loro in cui si parlava di ginnastica agli occhi: ci crediate o no, migliorai, anche se non del tutto (si parla di ginnastica, non di miracoli). Questa ginnastica consisteva nel muovere gli occhi, nel roteare la testa in senso orario e antiorario o nel ricordare i colori di un’immagine.
A distanza di 18 anni, mi ritrovo sul doppio schermo Nintendo, un titolo che inizialmente mi ha incuriosito e che poi mi ha lasciato a bocca aperta per gli elementi in comune tra questo Sight Training e la vecchia ginnastica agli occhi che svolgevo da piccolo.

Muovere solo gli occhi
Come avrete sicuramente capito, Sight Training fa parte di quella schiera di giochi della touch generation, che prevedono l’allenamento delle proprie capacità. Chi non ricorda Brain Training, l’allenamento quotidiano per il cervello ? Sight Training rappresenta la medesima cosa, con la differenza che, in questo caso, si punterà sul livello visivo e di attenzione dei propri occhi. In questo titolo dovrete allenare cinque stadi fondamentali della vostra vista: colpo d’occhio, acuità visiva dinamica, movimento oculare, visione periferica e coordinazione occhio-mano. In base a questi elementi effettuerete esercizi di vario genere che vanno dall’individuazione di un cerchio all’interno delle scatole magiche che vengono spostate sempre più velocemente, alla memorizzazione di serie di numeri, dal ricordare una sequenza di simboli alla caccia a quadratini che compaiono semrpe più velocemente sullo schermo nero, il tutto sempre ed esclusivamente manovrato con il pennino. Si ricorre anche a esercizi che riguardano gli sport, come la pallavolo per schiacciare nell’esatto istante in cui un pallone ricade nel nostro campo visivo o alla boxe per colpire sui guantoni un avversario virtuale, al ping pong per sviluppare la coordinazione occhio e mano al basket. Sono presenti molti altri esercizi e livelli di difficoltà sbloccabili con il proseguo del gioco. In Brain Training era presente il test per verificare l’età del cervello. In questo caso avrete il test per verificare l’età oculare che si basa su cinque esercizi e i risultati provenienti serviranno per elaborare l’allenamento giornaliero. Tra un esercizio e l’altro verranno impartite nozioni che spiegano come effettuare esercizi anche senza l’impiego del software, durante la vita quotidiana, come, per esempio, l’osservare i cartelloni pubblicitari quando ci si trova sul treno o sull’autobus muovendo solo gli occhi.
Fa sempre mostra di sé il calendario che dovrà essere impiegato per l’apposizione dei timbri giornalieri e alla fine di ogni sessione quotidiana, sarete chiamati a effettuare il cosiddetto straching oculare, per riposare gli occhi dopo l’allenamento. I grafici giornalieri, in concomitanza con il calendario, registreranno i vostri miglioramenti o peggioramenti nei cinque stadi elencati sopra. In questo caso subentrano i movimenti del collo in senso orario e antiorario e la roteazione degli occhi.
Purtroppo questo titolo perde nei confronti dell’alter ego allena cervello e questo per diversi motivi. Gli esercizi sono caratterizzanti, è vero, ma non riescono ad appassionare nel tentativo di migliorare le proprie capacità. Tanto per intenderci: se in Brain Training siete invogliati ogni giorno a tentare di battere i vostri record, in Sight Training basterà qualche allenamento per farvi finire su quella lunga strada che un videogioco o un software come questo non dovrebbe mai giungerci: quella della noia e questo ne penalizza anche la longevità nonostante il gioco suggerisca di effettuare il test oculare almeno tre volte a settimana e di continuare con un allenamento giornaliero. Il livello di difficoltà è basso e, anche se sbloccherete i livelli più impegnativi, non troverete una vera sfida ed è per questo che Sight Training si può definire come titolo aperto a tutti, anche a chi non ha mai video-giocato. Una cosa non mi sono spiegato: perché la console, anzichè essere sfruttata come un libretto virtuale, come avveniva per Brain Training, mantiene la sua posizione classica? In questo caso adottare l’inclinazione in verticale sarebbe stato davvero utile, però questo è solo un parere personale dello scrivente. In contrapposizione, il touch screen compie al meglio il suo dovere e la sua sensibilità è ben calibrata.

Anche l’occhio vorrebbe la sua parte
Chi conosce il genere sa che la grafica conta davvero poco. Così sembrano pensarla anche i programmatori che hanno pensato di inserire nel proprio software personaggi ancora pixellosi, privi di personalità, per spiegare le regole di gioco. I giochi poi, nella maggior parte dei casi, sono rappresentati su sfondi neri con una grafica molto spartana e priva di finezze. L’unica cosa positiva in merito è rappresentata dagli esercizi sportivi dove, per lo meno, si vede un briciolo di attenzione in più, con avversari ricreati con la grafica “realistica” (tanto per intenderci utilizzando persone vere su sfondo blu, come avveniva per i primi Mortal Kombat).
Il sonoro, composto da effetti semplificati e insulsi, ricorda molto quello dei primi giochi per le console a 8 bit degli anni ’80, e questo sottolinea ulteriormente come i programmatori abbiano preso gusto a lanciare prodotti privi di una tecnica accettabile, pensando di esaltare il contenuto del software.
Recensione Videogioco SIGHT TRAINING  scritta da DARKZIBO Ci troviamo di fronte all’ennesimo allenamento, questa volta rivolto agli occhi. Peccato che numerose pecche, soprattutto per quanto riguarda la varietà degli esercizi e la loro realizzazione, pongano Sight Training un gradino sotto rispetto al fratello maggiore. Il software è davvero molto utile per l’allenamento visivo e aiuta a sviluppare al meglio le capacità dei nostri occhi, però anche loro avrebbero preferito vedere sfruttare un po’ meglio le caratteristiche di Nintendo DS, anche dal lato tecnico. Vi dirò che questo titolo riesce a rendervi più vispi e attenti nell’impiego del vostro comparto visivo, però se cercate qualche sfida approfondita o qualcosa di divertente, puntate verso altri prodotti. Il livello di difficoltà è piuttosto basso e, in questo modo, il titolo si adatta bene anche ai novelli avventori della console.
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